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Markthal Rotterdam di Mvrdv: le strutture in elevazione

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Dopo aver descritto la parte del progetto relativa agli scavi di fondazione, entriamo nel vivo della costruzione delle strutture in elevazione del Markthal Rotterdam, il mercato coperto di Rotterdam progettato dallo studio Mvrdv e inaugurato nelle scorse settimane.

Terminate le suddette lavorazioni specialistiche, ad opera di Mobilis-Van Oord, è subentrata l’impresa di costruzioni J.P. van Eesteren, la quale ha iniziato nell’ottobre del 2012 la costruzione delle strutture in elevazione. Il getto dei 2 piedritti in calcestruzzo, larghi 14 m, è stato condotto in modo rapido ed economico, mediante casseforme tunnel, impiegate dal 2° al 12° piano. La chiave dell’arco è stata realizzata in 4 parti, supportate da un’impalcatura temporanea sottostante. All’interno del cls gettato sono stati installati dispositivi Wi-Fi, al fine di verificarne il corretto indurimento.

Per esplicitare al meglio la sua vocazione pubblica, l’edificio doveva essere il più trasparente possibile, ma, al contempo, doveva essere chiuso per porre il mercato al riparo da condizioni climatiche fredde e umide. Sulle 2 facciate di testa è stata però installata una tensostruttura a reticolo sospesa di 42×34 m, in trefoli d’acciaio armonico zincato, ad ognuno dei quali è stata applicata simmetricamente una forza di tesatura di 300 KN sulle 2 testate attive orizzontali e di 260 KN sulle rispettive verticali. Sulla linea di precompressione orizzontale, essa ha prodotto un allungamento di circa 150 mm. Progettata dall’azienda Octatube, il suo disegno è paragonabile a quello di una racchetta da tennis, in cui 22 cavi orizzontali e 26 verticali di 31 mm di diametro determinano una scacchiera tra i quali vengono fissati i vetri, ognuno di dimensione 1.485×1.485 mm. Questo tipo di facciata continua è la più grande del suo genere in Europa, nel rispetto delle normative dettate dall’Eurocodice 2. In primo luogo, si procede con i cavi verticali, che, in sede di progetto sono al 50% della tensione di snervamento convenzionale; al termine si procede con i cavi orizzontali, fissandoli ai verticali con un connettore sferico.

Tale giunto permette una libertà di movimento in 5 regolazioni automatiche del vetro, mentre i 3 portali d’accesso all’area mercatale possono ruotare fino a 25 cm. La tensione di tesatura viene invece prodotta da una pompa idraulica, ossia un piccolo dispositivo aventi dimensioni di circa 30 cm, che può raggiungere, in questo caso, i 700 bar di pressione di servizio in un minuto. 

Una delle sfide tecniche affrontate per le facciate strutturali del Markthal è quella di resistere ad elevate forze di deformazione, imponendo condizioni di flessibilità per sopportare l’azione del vento. Tale deformabilità, in mezzeria, è in grado di far fronte ad una freccia massima di 700 mm verso l’interno, che comporterà un allungamento massimo dei cavi di 35/40mm. 

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Grazie a questo prodigio d’ingegneria, la veduta dell’interno è fruibile anche dall’esterno. Giunture sigillanti tra i pannelli di vetro sono in grado di assorbire distorsioni angolari fra gli essi, prevenendo la rottura e il tintinnio in facciata, oltre ai rischi di rottura per martellamento. Il rivestimento esterno del Markthal si presenta in pietra grigia naturale; la stessa viene utilizzata per la pavimentazione del mercato e lo spazio pubblico circostante, in modo da mantenere l’enfasi fissa sul decoro interno.

L’autore


Fabrizio Aimar

Architetto libero professionista, si laurea a pieni voti presso la Facoltà di architettura del Politecnico di Torino. Ha collaborato in un noto studio di ingegneria civile ed infrastrutturale di Torino, redigendo progetti esecutivi e costruttivi in supporto a note firme di architettura internazionali (Jean Nouvel, Renzo Piano, Mario Cucinella, Aymeric Zublena). Ha inoltre collaborato al progetto costruttivo architettonico del Grattacielo Intesa Sanpaolo di RPBW, sempre per uno studio torinese. Dal 2009 è firma della rivista “Il Giornale dell’Architettura”. Dal 2010 è membro della commissione cultura dell’Ordine degli architetti P.P.C. della Provincia di Asti. Nel 2014 è firma della rivista coreana di architettura “C3”.

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