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Norme Tecniche Costruzioni: i tempi sono maturi

Finita la fase consultiva a Bruxelles, ora il nuovo documento, se tutto filerà liscio, potrà essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale entro l’estate

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I tempi sono maturi. L’aggiornamento delle Norme Tecniche delle Costruzioni ha visto concludersi la fase di consultazione a Bruxelles lo scorso 8 maggio e se tutto andrà per il verso giusto, il nuovo testo potrà essere licenziato prima dell’estate. Questa almeno è la speranza di Giovanni Cardinale, Vice Presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri. Un augurio condiviso a larga maggioranza, anche e soprattutto dopo l’intesa della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e la notifica della documentazione alla Commissione Europea, nella speranza che tutto potesse filare liscio.
Anche perché, come sottolinea Cardinale, “Il testo ha avuto un lungo dibattimento, durato oltre quattro anni ed è sicuramente un passo in avanti rispetto a quello licenziato nel 2008. Certo, tutto è perfettibile e migliorabile e serviranno proprio a questo le revisioni biennali previste. In ogni caso, a questo punto mi aspetto l’emanazione della Circolare Illustrativa da parte del Consiglio superiore dei lavori Pubblici da affiancare alle Norme e renderle dunque operative”.

Questioni aperte, a dire la verità, ancora ce ne sono, e in particolare riguardano le osservazioni a tempo debito esternate in merito ai laterizi, alle indagini geologiche e ai prefabbricati in calcestruzzo. Per Francesco Peduto, Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi, l’aggiornamento delle Norme tecniche presuppone “l’esclusione della componente geologica dal processo di costruzione dei progetti di opere che interagiscono con il suolo e il sottosuolo. Il lavoro fatto dal Consiglio superiore dei lavori pubblici ha finito per vanificare l’approccio multidisciplinare al progetto e ha fallito in quella che è la finalità primaria della norma tecnica: la sicurezza delle opere e del territorio”. Tutto ciò, insomma, penalizzerebbe le indagini geologiche, come il Cng va ripetendo da diversi mesi.

Altri dubbi erano stati avanzati, tra gli altri, da Luigi Di Carlantonio di Andil, l’associazione italiana dei produttori di laterizi. “E’ riservata scarsa attenzione agli elementi costruttivi non strutturali come le tamponature, trascurando il loro contributo sia in termini di rigidezza che di resistenza. Inoltre – dicono ancora dall’associazione -, esplicitando diverse modalità per le due tipologie di elemento non strutturale costruito o assemblato in cantiere, si crea confusione per le rispettive definizioni e perturbazione del mercato a favore di soluzioni costruttive, senza una reale giustificazione”.

Ora però tutti si attendono la conclusione definitiva di un iter procedurale lungo, sudato e intriso di eccezioni. Forse è la volta buona.

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