Norme Tecniche Costruzioni: la nuova bozza delle NTC insiste su miglioramento e adeguamento | Ingegneri.info

Norme Tecniche Costruzioni: la nuova bozza delle NTC insiste su miglioramento e adeguamento

È stata trasmessa alla Conferenza Unificata la bozza aggiornata delle nuove Norme Tecniche delle Costruzioni (NTC) per la riunione prossima prevista il 22 settembre 2016. E tra i punti nevralgici ci sono i concetti di adeguamento e miglioramento

Residential structure
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È stata trasmessa alla Conferenza Unificata la bozza aggiornata delle nuove Norme Tecniche delle Costruzioni che vede due modalità di revisioni:
• evidenziate in ciano le richieste effettuate dal Dipartimento di Protezione Civile con nota SIV/0027712;
• in rosso quelle avvenute nel corso della procedura di concerto interministeriale (14 novembre 2014).

Il documento si può scaricare a questo link.

Risaltano le correzioni corrispondenti agli interventi strutturali sulle costruzioni esistenti: “Nella valutazione della sicurezza, da effettuarsi ogni qual volta si eseguano interventi strutturali di miglioramento o adeguamento di cui al § 8.4, il progettista dovrà esplicitare in un’apposita relazione, esprimendoli in termini di rapporto fra capacità e domanda, i livelli di sicurezza precedenti all’intervento e quelli raggiunti con esso”.

In particolare i tanto dibattuti interventi di miglioramento ed adeguamento delle costruzioni sono valutati in funzione del seguente rapporto (già presente nella bozza delle NTC):
Nelle verifiche rispetto alle azioni sismiche il livello di sicurezza della costruzione è quantificato attraverso il rapporto ξE tra l’azione sismica massima sopportabile dalla struttura e l’azione sismica massima che si utilizzerebbe nel progetto di una nuova costruzione; l’entità delle altre azioni contemporaneamente presenti è la stessa assunta per le nuove costruzioni, salvo quanto emerso sui carichi verticali permanenti a seguito delle indagini condotte (di cui al § 8.5.5) e salvo l’eventuale adozione di appositi provvedimenti restrittivi sull’uso e, conseguentemente, sui carichi verticali variabili” (§8.3 Valutazione della sicurezza).

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In virtù di questo rapporto la revisione prevede:
– interventi di miglioramento: interventi atti ad aumentare la sicurezza strutturale preesistente, senza necessariamente raggiungere i livelli di sicurezza fissati al § 8.4.3;
– interventi di adeguamento: interventi atti ad aumentare la sicurezza strutturale preesistente, conseguendo i livelli di sicurezza fissati al paragrafo 8.4.3.
Solo gli interventi di miglioramento ed adeguamento sono sottoposti a collaudo statico.
Per gli interventi di miglioramento e di adeguamento l’esclusione di provvedimenti in fondazione dovrà essere in tutti i casi motivata esplicitamente dal progettista, attraverso una verifica di idoneità del sistema di fondazione in base ai criteri indicati nel §8.3”.

Intervento di miglioramento
La valutazione della sicurezza e il progetto di intervento dovranno essere estesi a tutte le parti della struttura potenzialmente interessate da modifiche di comportamento, nonché alla struttura nel suo insieme.
Per la combinazione sismica delle azioni, il valore di ξE può essere minore dell’unità. A meno di specifiche situazioni relative ai beni culturali, per le costruzioni di classe IV il valore di ξE, a seguito degli interventi di miglioramento, deve essere comunque non minore di 0,4.
Nel caso di interventi che prevedano l’impiego di sistemi di isolamento, per la verifica del sistema di isolamento, si deve avere almeno ξE =1,0.

Intervento di adeguamento
L’intervento di adeguamento della costruzione è obbligatorio quando si intenda:
a) sopraelevare la costruzione;
b) ampliare la costruzione mediante opere ad essa strutturalmente connesse e tali da alterarne significativamente la risposta;
c) apportare variazioni di classe e/o di destinazione d’uso che comportino incrementi dei carichi globali verticali in fondazione superiori al 10%, valutati secondo la combinazione caratteristica di cui alla Equazione 2.5.2 includendo i soli carichi gravitazionali. superiori al 10%. Resta comunque fermo l’obbligo di procedere alla verifica locale delle singole parti e/o elementi della struttura, anche se interessano porzioni limitate della costruzione;
d) effettuare interventi strutturali volti a trasformare la costruzione mediante un insieme sistematico di opere che portino ad un sistema strutturale diverso dal precedente; nel caso degli edifici, effettuare interventi strutturali che trasformano il sistema strutturale mediante l’impiego di nuovi elementi verticali portanti su cui grava almeno il 50% dei carichi gravitazionali complessivi riferiti ai singoli piani.
In ogni caso, il progetto dovrà essere riferito all’intera costruzione e dovrà riportare le verifiche dell’intera struttura post-intervento, secondo le indicazioni del presente capitolo.
Nei casi a), b) e d), per la verifica della struttura, si deve avere ξE ≥ 1,0. Nel caso c) si può assumere ξE ≥ 0,80. Una variazione dell’altezza dell’edificio dovuta alla realizzazione di cordoli sommitali o a variazioni della copertura che non comportino incrementi di superficie abitabile, non è considerato ampliamento, ai sensi della condizione a). In tal caso non è necessario procedere all’adeguamento, salvo che non ricorrano una o più delle condizioni di cui agli altri precedenti punti”.

Saliente la cancellazione del vocabolo “almeno” a favore di una ferrea percentuale imprescindibile per situazioni costruttive che prevedono un’alterazione del corpo di fabbrica esistente.

Infine, ma non per importanza, l’aggiunta proposta dal Dipartimento di Protezione Civile, in merito alla progettazione degli impianti: benché non rappresentino una parte strutturale corrispondono ad elementi che devono mantenere l’operatività anche a seguito del sisma, a discapito dell’abitabilità e fruizione della costruzione. Al §7.2.4 “Criteri di progettazione degli impianti” si trova la seguente correzione: “In assenza di più accurate valutazioni, la domanda sismica agente per la presenza di un impianto sul pannello di tamponatura o di tramezzatura a cui l’impianto è appeso, si può assimilare ad un carico uniformemente distribuito di intensità 2Fa/S, dove Fa è la forza di compete calcolata utilizzando l’equazione [7.2.1] e S è la superficie del pannello di tamponatura o di tramezzatura. Tale carico distribuito deve intendersi agente sia ortogonalmente sia tangenzialmente al piano medio del pannello.
In accordo con i criteri della progettazione in capacità gli eventuali componenti fragili devono avere capacità doppia di quella degli eventuali componenti duttili ad essi contigui, ma non superiore a quella richiesta da un’ analisi eseguita con un modello elastico e fattore di comportamento q pari ad 1,5. La domanda valutata con i criteri della progettazione in capacità può essere assunta non superiore alla domanda valutata per il caso di comportamento strutturale non dissipativo”.

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