Nucleo tecnico nazionale: com'è fatta la scheda di rilievo Aedes per gli edifici ordinari | Ingegneri.info

Nucleo tecnico nazionale: com’è fatta la scheda di rilievo Aedes per gli edifici ordinari

La scheda di rilievo dell'agibilità postsismica degli edifici ordinari è lo strumento operativo che deve essere redatto durante il sopralluogo dal tecnico agibilitatore. Ecco come è fatta

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Alla base della formazione del tecnico agibilitatore post sisma vi è la compilazione della scheda di 1°livello Aedes, la cui finalità è quella di fornire, nell’emergenza, appunto, un giudizio basato sul rilievo della costruzione considerando diversi aspetti concorrenti alla valutazione.

A supporto della squadra di compilazione vi è il manuale Aedes pubblicato dalla Protezione civile a cui è possibile riferirsi. La scheda è suddivisa in nove sezioni e la sua struttura ha rappresentato la base per la scheda degli edifici a grande luce (GL-Aedes).

La scheda Aedes nella sua prima versione è stata sperimentata, con un buon esito, nella regione Marche in occasione del terremoto Umbria-Marche del 1997, per poi essere adottata oggi nella versione aggiornata 07/2013 in cui viene data priorità alla speditività del sopralluogo e alle misure eventuali di intervento provvisionale.

Giudizio di agibilità
La definizione di agibilità in emergenza postsismica può ritenersi legata alla necessità di utilizzare l’edificio nel corso della crisi sismica, restando ragionevolmente protetti dal rischio di gravi danni alle persone‘. Per questo motivo la verifica dell’agibilità mira al recupero delle condizioni normali di vivibilità dalla popolazione, fornendo risposte in tempi brevi la pubblica incolumità e dando la possibilità di reperire ricoveri alternativi alla propria abitazione.
Fondamentale è il seguente concetto: ‘La valutazione di agibilità in emergenza postsismica è una valutazione temporanea e speditiva – vale a dire formulata sulla base di un giudizio esperto e condotta in tempi limitati, in base alla semplice analisi visiva ed alla raccolta di informazioni facilmente accessibili – volta a stabilire se, in presenza di una crisi sismica in atto, gli edifici colpiti dal terremoto possano essere utilizzati restando ragionevolmente protetta la vita umana‘.

Sez. 1 e 2 – Identificazione e descrizione dell’edificio
Nella prima sezione si compila la scheda con i riferimenti utili all’individuazione del fabbricato nel suo complesso, toponomastica compresa. Dopodiché si passa alle caratteristiche metriche (n. piani, altezza e superficie media di piano, presenza o meno di piani interrati), di destinazione d’uso nonché il numero ordinario di occupanti, utile a stabilire il grado di esposizione.

Sez. 3 – Tecnologia costruttiva
Questa sezione è distinta in tre diverse sottosezioni così presentate:
– Strutture murarie: attraverso il solo rilievo visivo (tecnologia costruttiva orizzontale e verticale) è richiesto ai tecnici di valutare le qualità muraria incrociandola con a tipologia di orizzontamenti (volte, solai rigidi o meno).
– Altre strutture: in questa tipologia rientrano costruzioni in c.a. e acciaio, su cui deve essere posta particolare attenzione alla regolarità in termini sia plani-altimetrici sia di disposizione delle tamponature.
– Copertura distinta tra spingente o meno e pesante o leggera.

Sez. 4 – Danni strutturali
Riguarda la stima dell’estensione del danno su tutta la costruzione distinta però tra gli elementi costituenti (strutture verticali, solai, scale, coperture, tamponature/tramezze), espressa in termini di danno Gravissimo – Medio/Grave – Leggero – Nullo.
La somma dei punteggi attribuiti non deve superare l’unità.

Sez. 5 – Danni elementi non strutturali
Per questi elementi è previsto solo il riscontro o meno della presenza o meno di danno.
Sia per la sezione 5 che 6 è previsto, inoltre, la compilazione di presenza o meno di misure di P.I. (Pronto Intervento), rilevati in sede di sopralluogo.

Sez. 6 – Pericolo esterno
Il pericolo oltre ad essere insito nella costruzione può derivare dalle influenze ‘esterne all’edificio oggetto del sopralluogo e che possono derivare, principalmente, da:
situazioni di instabilità di edifici vicini (crolli imminenti, anche parziali, di edifici adiacenti, caduta di oggetti come comignoli, tegole, grondaie, etc.);
• condizioni di insicurezza del sistema delle reti esterne di distribuzione (ad esempio, danneggiamento alla rete di distribuzione del gas nel tratto esterno di adduzione all’edificio);
• situazioni di pericolo generate da crolli imminenti, anche parziali, di versanti incombenti, muri di sostegno danneggiati e instabili, etc.’.

Sez. 7 – Pericolo esterno
Si richiede la raccolta di alcune informazioni riguardanti la morfologia del sito ed eventuali evidenze di dissesti alle fondazioni, aspetti che possono incidere sul cosiddetto rischio geotecnico. L’analisi richiesta è di carattere molto qualitativo e descrittivo (per il rischio geotecnico, infatti, esistono altri riferimenti maggiormente specifici e dettagliati) ed è da intendersi sotto l’aspetto di una constatazione di evidenza, piuttosto che come valutazione sintetica di tipo specialistico. Le informazioni richieste, infatti, contemplano una semplice osservazione sulla morfologia del sito nel quale l’edificio è collocato e la registrazione di evidenti presenze di dissesti alle fondazioni dell’edificio’.

Sez. 8 – Giudizio di agibilità
Questa sezione rappresenta la chiusura della scheda e grazie alla compilazione delle sezioni precedenti, questa rappresenta il sunto e la decisione della squadra rilevatrice. È suddivisa in 5 parti:
A) Valutazione del rischio: sintesi delle sezioni dalla 3 alla 7 in termini di rischio, al fine di indirizzare il giudizio di agibilità.
B) Esito di agibilità deve essere coerente con l’analisi di valutazione del rischio e può corrispondere a edificio:
• A=agibile;
• B=temporaneamente inagibile ma agibile con P.I.;
• C=parzialmente inagibile;
• D=temporaneamente inagibile da rivedere con approfondimento;
• E= inagibile;
• F= inagibile per rischio esterno.
C) Accuratezza della visita: si riporta una valutazione in ordine al livello di accuratezza della fase di rilievo, dipendente dal livello di completezza del sopralluogo, ovvero si riferiscono le motivazioni che non hanno consentito lo svolgersi del sopralluogo.
D) Provvedimenti suggeriti di pronto intervento di rapida realizzazione: si propongono i provvedimenti di rapida realizzazione che potrebbero rendere agibile l’edificio, nel caso in cui i danni siano modesti, e gli interventi poco impegnativi e rapidamente eseguibili oltre agli eventuali provvedimenti necessari per garantire la pubblica/ privata incolumità negli altri casi.
E) Unità immobiliari inagibili, famiglie e persone evacuate: si quantificano le conseguenze del giudizio emesso in termini sociali.

Approfondisci il tema: Noi ingegneri agibilitatori, al servizio delle emergenze: intervista all’ing. Patrizia Angeli

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