One Airport Square di Mario Cucinella: l’ingegnerizzazione di un progetto complesso | Ingegneri.info

One Airport Square di Mario Cucinella: l’ingegnerizzazione di un progetto complesso

Inaugurato lo scorso febbraio ad Accra (Ghana), il One Airport Square si presenta come una sfida costruttiva che racchiude globale e locale insieme. Ne parliamo con Mario Cucinella e Politecnica

courtesy of Fernando Guerra
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A livello costruttivo, il One Airport Square progettato da Mario Cucinella ad Accra, in Ghana, è stato un cantiere molto complesso. L’edificio non era semplice. L’aver voluto questi piani a sbalzo e tale struttura, non regolare, nacque da 2 considerazioni: nella prima, gli sbalzi producono un effetto ombreggiante a tutti i piani, quindi l’edificio ha una riduzione della domanda energetica e dell’irraggiamento solare. Infatti, è tipico di quelle zone avere il sole molto verticale per tutto l’arco della giornata. L’altro, è quello di costruire questa rete esterna, una struttura portante che diventa anche estetica dello stesso.

L’aspetto iniziale della storia di questo progetto”, asserisce Mario Cucinella, responsabile del progetto e della Direzione Artistica, che, in esclusiva ci affida una riflessione sul progetto, “fu quello di compiere uno sforzo progettuale, o comunque architettonico, per dimostrare che quell’edificio appartenesse a quel luogo. Ad Accra non esiste un modello di riferimento, se non quello dell’edificio occidentale classico, a vetri blu, rosa o argento, che non ha nulla a che vedere con la cultura, ma anche con il contesto climatico. Quindi, la riflessione di fondo si basò su cosa poter fare per realizzare un edificio che, in qualche modo, rappresentasse una sensibilità, un’empatia con i luoghi, anche di natura estetica, ma soprattutto di relazione con il proprio contesto climatico.

L’edificio possiede questa trama, al contempo data da un tronco di palma, albero molto presente da queste parti e le cui losanghe, in realtà, rappresentano un po’ gli intrecci delle sue foglie, e dall’altra, dall’architettura tradizionale delle capanne di terra che si edificano nelle campagne. In esse, c’è un disegno di elementi che rispondono ad una domanda contraria a quella della forma tonda e plastica in genere, ma che rimanda al tema della geometria, così come nel ‘kente’, un tessuto locale, che ha come trama quella dei triangoli mutevoli. Quindi, l’idea era di realizzare un edificio in cui i ghanesi riconoscessero qualcosa della loro cultura, un antidoto contro l’internazionalizzazione costante in tutte le parti del Mondo.

Circa gli aspetti strutturali adottati in maniera specifica per la commessa, ne parliamo con gli ingegneri Luciano Gasparini e Fabio Camorani di Politecnica, progettisti delle opere strutturali e responsabili della supervisione generale dei lavori. “Politecnica – Ingegneria e Architettura” è una società italiana che annovera, ad oggi, un organico di quasi 150 professionisti distribuiti tra le sedi di Modena, Milano, Bologna, Firenze, Catania e nelle succursali estere di Sliema (Malta) e di Prishtina (Kosovo).

“La struttura è interamente realizzata in conglomerato cementizio armato, gettato in opera. Per quanto concerne la ‘tipologia’ strutturale, il complesso non è inquadrabile in una comune classificazione (telai strutturali, strutture a pareti accoppiate o disaccoppiate, ecc), in quanto dotato, su tutto il perimetro, di una struttura esterna composta da aste, una sorta di reticolare spaziale che conferisce una notevole rigidezza in direzione orizzontale.

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courtesy of Luca Bertacchi Photography

Tale struttura, anche solo per il sostegno dei carichi verticali, istituisce un particolare rapporto in termini di scambio delle forze con i nuclei ascensori, i quali, diversamente dalle tipologie comuni, svolgono un ruolo di riequilibrio delle forze tra i vari interpiani. Tali scambi di forze avvengono proprio attraverso gli orizzontamenti, che, diversamente dai comuni impalcati, oltre ad offrire il sostegno ai carichi di piano, giocano un ruolo attivo nell’equilibrio globale. In termini di azioni orizzontali si è proceduto secondo la strategia di una loro drastica riduzione, mediante il disaccoppiamento dinamico per mezzo di dispositivi di isolamento.

La struttura di fondazione è costituita da una platea con nervature in intradosso, aventi spessore pari a 60 cm per i campi e di 130×140 cm per le travi ribassate. Il blocco della fondazione è su 2 piani, diaframmato orizzontalmente da una soletta piena di spessore 36 cm e da pareti di irrigidimento in corrispondenza dei nuclei. Il calcestruzzo adottato presenta una classe di resistenza pari a C25/30, classe di esposizione ambientale XC2, classe di consistenza S3/S4, mentre il magrone di fondazione una classe pari a C16/20. L’acciaio per le armature, sia longitudinali che trasversali, è in barre ad aderenza migliorata B450C.

La sovrastruttura in elevazione è costituita da 3 nuclei scala/ascensori dotati di pareti dallo spessore di 30 cm. All’interno, pilastri con sezioni circolari rastremano progressivamente salendo di quota, dimezzando il proprio diametro da 90 cm a 45 cm.

La struttura perimetrale, come affermato in precedenza, è composta da aste dotate di sezioni rettangolari che variano in dimensione, partendo da 65×125 cm fino a giungere a 40×45 cm all’ultimo piano. Per quanto concerne le porzioni interne, i calcestruzzi rispondono alla classe di resistenza C32/40, classe di esposizione ambientale XC2 e alla classe di consistenza S4. Analizzando invece le diagonali esterne, il conglomerato cementizio armato è di tipo C32/40, esposizione XS1, consistenza S5. Le armature si presentano in acciaio, in barre ad aderenza migliorata, laminate a caldo, B450C (fyk=450 N/mm2, ftk=540 N/mm2).

I solai di piano sono costituiti da lastre bidirezionali dello spessore di 36 cm, con alleggerimento (U–boot H=200 mm) collocato tra i campi della maglia generata dalle nervature interne. Quest’ultime sono comprese nello spessore dell’impalcato e fungono da collegamento tra i nodi della reticolare esterna, i pilastri interni e i nuclei. I campi delle lastre si presentano continuamente variabili, con luci tra gli 8 m e i 12 m.” Tutte le strutture dispongono di una resistenza al fuoco pari ad R60, in accordo con quanto definito dall’Eurocodice 2 EN 1992-1-2:2004, Parti 1 e 2.

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courtesy of MCA

Colloquiando ancora con l’ing. Luciano Gasparini, egli ci confida:
Al di là della descrizione dimensionale di alcuni elementi strutturali e delle prestazioni meccaniche dei materiali previsti dal progetto, è possibile rilevare alcuni aspetti che restano spesso nell’ombra.

Mi riferisco al rapporto che pur sempre s’istituisce tra l’aspetto geometrico e quello fisico e quando al significato dell’immagine si affianca quello della stessa realtà strutturale. La disarticolazione dei punti nodali (cui confluiscono gli sforzi delle aste diagonali della struttura esterna e le azioni di piano) richiesta dalla geometria variabile degli orizzontamenti, definisce per le aste valori angolari sull’orizzontale anche molto contenuti (fino a 26°) e propone angoli particolarmente acuti tra le coppie di aste convergenti. Queste ultime non risultano così contenute in una ideale superficie sviluppabile. Questi fatti richiedono un aumento ‘dell’impegno strutturale’ e delle forze nodali, aspetti che possono essere colti se guardiamo la composizione geometrica quale combinazione delle forze nello spazio.

Crediti
Luogo: Accra (Ghana);
Superficie: 17.000 m2;
Investitore: Actis Boston Tower Development Limited;
Project Developer: Laurus Development Partners;
Progetto Architettonico: Mario Cucinella Architects + Deweger Gruter Brown & Partners;
Progetto Architettonico – Team: Mario Cucinella, Luca Bertacchi (responsabile di progetto e Direzione Artistica), Hyun Seok Kim, Giuseppe Perrone, Nada Balestri, Luca Sandri, Giulia Pentella, Alberto Bruno, Yuri Costantini (modellista);
Progetto strutturale e Supervisione Generale Lavori: Politecnica Ingegneria e Architettura (Fabio Camorani, Luciano Gasparini) + Twum Boafo & Partners;
Progetto ingegneria ME: ChapmanBDSP Limited + Impact Technologies Limited;
Associate Quantity Surveyors: A-Kon Consults Limited;
Quantity Surveyors: AECOM;
Impresa di costruzioni: Micheletti & Co. LTD;
Construction Manager: Mace.

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