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Pannelli a scaglie orientate OSB: caratteristiche tecniche e normativa

Perché i pannelli OSB sono tra i più utilizzati in edilizia? Quali sono i loro vantaggi?

Pannelli di scaglie orientate, OSB (Foto Davide Maria Giachino)
Pannelli di scaglie orientate, OSB (Foto Davide Maria Giachino)
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Tra i pannelli a base di legno i pannelli OSB (Oriented Strand Board) sono quelli che hanno trovato maggiore applicazione nei cantieri italiani. Vediamone le caratteristiche e capiamo i perché della scelta.

L’aspetto particolare costituito da scaglie di legno apparentemente disposte in modo casuale ha portato molti architetti a utilizzare questo materiale per lavori di interior design mettendone in risalto la particolare tessitura. Ma l’OSB presenta anche interessanti caratteristiche strutturali.

È infatti molto utilizzato come elemento di controventatura delle strutture a telaio verticali, per la buona resistenza alle sollecitazioni orizzontali del vento e dei sismi, ma anche per la capacità di distribuire azioni concentrate su strutture orizzontali, quali i solai. È impiegato come elemento di irrigidimento nelle coperture e come manto sottotegola.

L’OSB consente una maggiore rapidità di posa, un costo ridotto e un buon risultato strutturale rispetto all’applicazione di un tavolato, a scapito però dell’impatto del prodotto sull’ambiente.
Il pannello, infatti, è frutto dell’incollaggio di numerosissime scaglie di legno (strand) orientate e incollate fra loro con una resina sintetica e successivamente pressate in diversi strati. Ciò rende il prodotto finito inevitabilmente un po’ “artificiale” e con un ciclo di vita più complesso anche nella fase di smaltimento, in quanto non sarà più possibile separare il collante dalla matrice legnosa, come del resto per tutti i prodotti a base di legno.

Alcune importanti aziende europee del settore hanno sviluppato, in modo volontario, la Dichiarazione Ambientale di Prodotto (EPD), che consente di capire gli impatti ambientali legati alla produzione, ai consumi energetici e di materie prime, alla produzione di rifiuti, alle emissioni in atmosfera e agli scarichi nei corpi idrici.

Le specie di legno utilizzate nella produzione dell’OSB includono sia il legno di conifere (abete, pino) sia qualche specie di latifoglia.

In commercio esistono quattro categorie di OSB in funzione della resistenza meccanica e dell’umidità del luogo di impiego del prodotto:
• OSB 1, non strutturale;
• OSB 2, pannelli strutturali a uso luogo asciutto;
• OSB 3, pannelli strutturali a uso luogo umido (collante melaminico);
• OSB 4, pannelli strutturali a uso luogo umido e per carichi pesanti (collante poliuretanico).
Si tratta di pannelli con una densità piuttosto elevata di circa 600÷660 kg/m3. Gli spessori per i pannelli standard variano mediamente da 9 a 22 mm, la larghezza varia da 244 a 250 cm e l’altezza varia da 122 a 125 cm.

Le aziende possono produrre su richiesta formati di dimensioni maggiori fino a 500 x 250 cm e spessori fino a 40 mm. Gli spessori per i pannelli maschiati variano mediamente da 15 a 22 mm, la larghezza varia da 244 a 250 cm e l’altezza varia da 590 a 1250 cm.

La norma di riferimento è la UNI EN 300:2006, entrata in vigore il 19 ottobre 2006, per tutte le definizioni, la classificazione e le specifiche tecniche del prodotto.

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