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Pannelli in legno compensato: le caratteristiche di un materiale fatto a strati

Quali sono le caratteristiche dei pannelli in legno compensato che ne fanno un materiale così conosciuto?

Pannello in compensato (Foto Davide Maria Giachino)
Pannello in compensato (Foto Davide Maria Giachino)
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Tra i pannelli a base di legno, il compensato è certamente uno dei prodotti più conosciuti.
Il principio è quello degli strati. La composizione minima di un compensato è quella costituita da 3 strati (piallacci) disposti in modo ortogonale fra loro. In questo modo si “compensano” le tensioni rendendo simmetrico il pannello.

Normalmente gli strati hanno uguale spessore per rendere più uniforme il comportamento del pannello. Il numero degli strati è in funzione dello spessore del pannello.

Per quanto riguarda le dimensioni, gli spessori standard per il compensato a uso strutturale sono compresi tra 12 e 24 mm. La larghezza dei pannelli può variare indicativamente da 125 a 185 cm, mentre la lunghezza può variare da 185 a 254 cm.

Il legno comunemente impiegato è il pioppo. Questo legno, in passato non tanto apprezzato, è oggi molto rivalutato per le sue caratteristiche di lavorabilità, di flessibilità e di leggerezza.

Anche il processo silvicolturale è molto meno impegnativo rispetto a quello di altre specie legnose, grazie tra l’altro al rapido accrescimento. Da considerare, inoltre, che questo legno ha ottime capacità di stoccaggio del carbonio e fa da filtro biologico per le aree soggette a degrado ambientale.

Il compensato trova impiego in particolare come controventatura del sistema costruttivo a telaio o platforme, in luogo delle singole assette, o come elemento di irrigidimento di solai e coperture soprattutto in zona sismica. Mentre in Italia sono scarsi gli impieghi del compensato strutturale perché i costi sono piuttosto elevati rispetto ad altre soluzione similari, come ad esempio l’OSB, ma anche per la ridotta visibilità del prodotto sul mercato.

A seconda del tipo di incollaggio, esistono in commercio tre categorie di compensato per tre tipologie di impiego differenti, in conformità alla EN 314:2005
• classe 1, per uso in ambiente secco, incollaggio con adesivi ureici (UF);
• classe 2, per uso in ambienti umidi, incollaggio con adesivi ureici rinforzati (MUF), colore trasparente;
• classe 3, per uso in ambiente esterno, incollaggio con adesivi fenolici o melaminici.

Esistono anche varie combinazioni di finitura che determinano l’aspetto superficiale del pannello per ciascuna delle facce, le quali possono essere differenziate.

Secondo la norma EN 635-2:1996 le classi sono 5. In ordine progressivo di finitura dalla migliore alla più difettata esse sono: E, I, II, III, IV.

Si tratta di pannelli con una densità piuttosto variabile, di circa 400÷800 kg/m3.

È presente sul mercato anche un tipo di compensato detto “marino” in quanto nato per il settore nautico. Esso risulta particolarmente performante per le sue caratteristiche di durabilità. È realizzato con strati di legni esotici come l’okoumé e il teak.

Il prodotto compensato è regolato da una serie numerosa di norme che vengono qui elencate:
• UNI EN 636:2015 “Pannelli di legno compensato – Specifiche”;
• UNI EN 12369-2:2011 “Pannelli a base di legno – Valori caratteristici per la progettazione strutturale – Parte 2: Pannelli di legno compensato”;
• UNI EN 313-1:1997 “Pannelli di legno compensato. Classificazione e terminologia. Classificazione”;
• UNI EN 313-2:2000 “Pannelli di legno compensato – Classificazione e terminologia – Terminologia”.

I compensati a uso strutturale sono definiti nel prospetto A2 della norma UNI EN 13986.

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