Per il 'grattacielo dei record' Sky City lavori a partire da giugno 2013 | Ingegneri.info

Per il ‘grattacielo dei record’ Sky City lavori a partire da giugno 2013

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Ha suscitato grande clamore, circa un anno fa, l’annuncio della costruzione di Sky City, il grattacielo cinese che con i suoi 838 metri e 220 piani dovrebbe dovuto superare il Burj Khalifa di Dubai. Una notizia sensazionale lanciata da un gruppo che ha fatto del ‘sensazionalismo’ un tratto distintivo della sua attività: la compagnia responsabile del progetto è infatti il mega gruppo Broad Group, già nei mesi scorsi autore dell’hotel di 30 piani sviluppato e assemblato in soli 15 giorni grazie a uno speciale modulo prefabbricato da 15,6 per 3,9 metri.

A distanza di quasi un anno, e con un certo ritardo rispetto all’annuncio (si parlava di inizio dei lavori a marzo 2013), Sky City entrerà finalmente in una fase di concreta realizzazione a partire da giugno. La compagnia ha ridimensionato i tempi di costruzione, passando dagli annunciati 3 mesi alla cifra più realistica – ma pur sempre sensazionale – di 7 mesi. Ciò nonostante, resta rivoluzionaria la tecnica costruttiva, basata su un sistema di moduli e componenti prefabbricate assemblate in un’agenda velocissima.

E finalmente si conoscono meglio i dettagli del progetto: l’edificio sarà localizzato appena fuori dalla città di Changsha, l’area ad alto sviluppo urbanistico che ospiterà presto anche il Changsha International Culture & Arts Centre progettato da Zaha Hadid. Destinato a ospitare oltre 31 mila persone al suo interno, il complesso verticale sarà destinato per l’83% a fini residenziali, con soltanto un 3% riservato a uffici. Vi troveranno spazio inoltre un hotel in grado di ospitare fino a 1.000 persone e una scuola dalla capacità di 4.600 alunni.

La progettazione del grattacielo prevede un ampio uso di tecniche innovative legate alla sostenibilità e alla riduzione delle emissioni di Co2, tema di particolare sensibilità in un momento di espansione economica (e architettonica) come quello in corso in Cina. Tra esse, meccanismi per ridurre l’assorbimento dei raggi solari e una rete di tetti verdi.

L’aspetto più eclatante del progetto, tuttavia, sono i suoi costi: 628 milioni di dollari complessivi, una cifra decisamente inferiore rispetto agli 1,5 miliardi spesi per il Burj Khalifa, costruito anch’esso in un intervallo di tempo relativamente breve, ma che si aggira pur sempre intorno ai cinque anni.

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