Ping An Finance Center, 4° grattacielo più alto del mondo: concept e design | Ingegneri.info

Ping An Finance Center, 4° grattacielo più alto del mondo: concept e design

Recentemente proclamato il 4° grattacielo più alto al mondo dal CTBUH, esaminiamo i criteri che hanno guidato la sua realizzazione, tra concept, design studio e form finding

PAFC © Lin Bochuan - courtesy of Kohn Pedersen Fox
PAFC © Lin Bochuan - courtesy of Kohn Pedersen Fox
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La PAFC, o Ping An International Finance Center Tower 1, è una torre vocata quasi esclusivamente ad uffici, la cui forma è influenzata, in molti aspetti, dallo Shanghai World Financial Center (del 2008) e dall’International Commerce Center (del 2011), entrambe su disegno di Kohn Pedersen Fox Associates.

Localizzata a Shenzhen, in Cina, presenta un’altezza di 599 m, la quale le permette di attestarsi al 4° posto generale della classifica formulata dal Council on Tall Building and Urban Habitat, superando di 44,5 m la quota altimetrica della Lotte World Tower (554,5 m). Uno skyscraper che, grazie alla sua scansione in 115 piani f.t., si colloca al 2° posto nella classifica dei più elevati in Cina, in attesa del termine dei lavori del Wuhan Greenland Center (636 m) previsti nel 2018.

Una delle caratteristiche più distintive della torre PAFC è la sua simmetria lungo la sezione longitudinale, oltre all’aspetto vagamente dal gusto retrò che occhieggia alle correnti post-moderne dei decenni precedenti. Dall’analisi condotta, emerge con chiarezza come le facciate mantengano la stessa inclinazione nell’intero sviluppo verticale della torre; viceversa, gli angoli rastremano continuamente al fine di ridurre l’impatto trasversale delle correnti d’aria sulla struttura. Proprio tale configurazione aerodinamica concorre a migliorare sia le prestazioni strutturali che quelle legate al vento, riducendone i carichi al piede del 35% rispetto ai limiti imposti dalla normativa nazionale cinese. Il PAFC, grazie alla sua sagoma, ha conseguito anche una riduzione pari al 32% del momento ribaltante, ottenuta per via dell’introduzione di 2 tuned mass damper (TMD), da 500 tonnellate l’uno, al livello 113°.

Al fine di perseguire una soluzione aerodinamica per moderare la complessità della guglia e del suo peso proprio, RWDI propose di forarla per renderla permeabile alle correnti; Kohn Pedersen Fox accettò l’invito, rielaborandola in 4 elementi distinti, connessi tra loro da una struttura reticolare. Oggi, quindi, la parte apicale si presenta come sormontata da un moderno pyramidion, ossia la cuspide piramidale monolitica propria degli obelischi e delle piramidi egizie, ma reinterpretata in chiave contemporanea. Tale modifica alla parte sommitale, con l’introduzione del solido noto come “Diamante” in loco dell’antenna, ha conferito all’edificio un aspetto maggiormente elegante, in linea con i requisiti imposti per gli ambienti interni.

La ridotta larghezza della torre in sommità modera il carico sismico, anche se tale scelta impose una maggiore sfida progettuale alla base proprio a causa della limitata dimensione dei solai nelle zone superiori. Questa decisione prescrisse, quale condizione realizzativa, la strombatura del solido al piede maggiorandone l’impronta a terra, nonostante la presenza di una bassa accelerazione sismica nella zona, compresa tra 0,2/0,4 m/s2. Oltre ad elaborare un core il cui dettame generale per la progettazione fu quello di minimizzare il possibile spazio sottoutilizzato, questi si rivelò essere parte integrante nel processo di definizione dello “shape” dell’high-rise.

PAFC © Lin Bochuan - courtesy of Kohn Pedersen Fox (4)

PAFC © Lin Bochuan – courtesy of Kohn Pedersen Fox

Il supertall, nel proprio sviluppo verticale, è scandito da 8 super-colonne di tipo composito, le quali aggettano oltre l’involucro edilizio, cui si abbinano oltre 22.000 elementi metallici. Il nucleo del PAFC venne orientato secondo l’asse Nord-Sud, dotato del layout più efficiente per la circolazione degli utenti e per la logistica connessa alle attività lavorative, così come per la distribuzione degli impianti e delle uscite d’emergenza. Esso imposta su una fondazione a platea dallo spessore di 4,5 m per il cui getto sono stati necessari circa 30.000 m3 di calcestruzzo armato.

Gli uffici, nella loro ideazione e realizzazione, imposero requisiti formali di pregio sia in termini spaziali che di finiture interne, attribuendo una media pro-capite di 11 m2 ad ognuno dei suoi presunti 15.500 occupanti. Per meglio far comprendere questo numero, emerge come la città di Urbino, nelle Marche, possegga una quantità di cittadini di poco inferiore, e questo non fa altro che ribadire come tale megatall sia molto più simile ad una vera e propria “città verticale” che ad un mero Edificio Alto.

Come già accennato, nella parte superiore della torre, le facce laterali convergono al fine di costituire un poliedro a forma piramidale, conferendo alla stessa una geometria solida di tipo prismatico. Tale coronamento rigoroso, posto al di sopra delle 7 zone in cui è diviso il supertall, ospita tra i più alti spazi pubblici del Paese asiatico, posto a 562,5 metri rispetto il livello stradale.
Pur trattandosi di un edificio privato, la committenza venne persuasa nell’utilità d’inserire punti di osservazione dotati di sbalzi triangolari su ogni facciata, le cui relative superfici di calpestio fossero anch’esse vetrate. L’idea fu quella di replicare la medesima sensazione che si ha nel The Ledge (noto anche come Skydeck Chicago, presso la Willis Tower), ma in modo tale da rendere l’osservazione maggiormente personalizzata e varia. Dunque, una piattaforma panoramica ubicata agli ultimi 3 piani del colosso fornisce viste affascinanti della metropoli, attualmente in forte espansione.

Il committente, per l’intera opera, si ipotizza possa aver speso una cifra vicino ai 10 miliardi di yuan, pari a circa 1,349 miliardi di euro.

Leggi l’approfondimento sulla Lotte World Tower sarà la 6a torre più alta del mondo il focus tecnico

Crediti
Progetto architettonico: Kohn Pedersen Fox Associates;
Progetto architettonico locale: CCDI Group;
Progetto strutturale: Thornton Tomasetti;
Progetto strutturale locale: CCDI Group;
Progetto strutturale azione del vento: Rowan Williams Davies & Irwin Inc. (RWDI);
Progetto impiantistico generale: J. Roger Preston Group;
Progetto impiantistico locale: CCDI Group;
Progetto illuminotecnico: LPA Lighting;
Progetto antincendio: ARUP;
Consulente analisi costi: Rider Levett Bucknall;
Consulente Real Estate: Jones Lang LaSalle, Inc.;
Consulente ingegneria del vento: RWDI;
Progetto facciate: ALT Limited; Arup;
Progetto sistemi di risalita: Fortune Shepler Consulting;
Appaltante principale: China Construction First Group Construction & Development Co., Ltd;
Fornitori facciate: Outokumpu; Hilti;
Fornitore elevatori: Schindler; Sematic S.r.l.

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