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Pregi e difetti del legno

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Il legno è un materiale meraviglioso fornito dalla natura: il suo significato è sinonimo, sia nella Bibbia sia nella lingua greco antica di “materiale”. Sin dai tempi remoti il legno è stato utilizzato in edilizia e il processo produttivo che porta al prodotto finale da impiegare ha subito nei secoli una ragguardevole evoluzione. Difatti, per quanto il legno sia un materiale naturale, solo il tronco dell’albero è utilizzabile, poiché le altre parti sono disomogenee, poco resistenti e marcescibili a causa dell’alto contenuto d’acqua.

Questa considerazione, apparentemente banale, vuole in realtà evidenziare il grande spreco che accompagna l’abbattimento di un albero: il fogliame, le radici, i rametti, la corteccia, costituiscono un “rifiuto” dell’industria del legname. La priorità oggi è quella di aumentare le parti dell’albero da utilizzare o da impiegare in usi non propriamente strutturali, attraverso l’uso del legno lamellare. In questa direzione vanno la sostituzione delle travi massicce con trave lamellari, ovvero lamelle lignee prima classificate e poi incollate o di pannelli.

Prima di essere utilizzato il legname deve subire un processo di stagionatura e di classificazione, al fine di individuarne e riconoscere le caratteristiche meccaniche, fisiche e chimiche utili alla scelta in fase di progettazione. Un tempo il processo di stagionatura variava dai 10 ai 20 anni, ma oggi tutto è cambiato: i tempi imposti dall’industria sono brevissimi e, in conseguenza di ciò, la stagionatura avviene in locali ad alta temperatura atti ad accelerare il processo d’essiccazione. Nel caso del legno lamellare, tagliando in lamelle il tronco, la cottura avviene in modo uniforme e controllato; il successivo riassemblaggio delle lamelle ben stagionate, nonostante i tempi brevi, consente di ottenere un elemento stabile che non subisce ulteriori distorsioni dimensionali nel tempo.

Il legno, quale materiale costruttivo, è distinto in due grandi famiglie: conifere e latifoglie che a loro volta si suddividono in base alla resistenza, rigidezza e massa. Queste tre proprietà riassumono sinteticamente i motivi per cui il progettista può essere spinto all’impiego di questo materiale: è leggero, flessibile, resistente e caldo al contatto ma soprattutto ha un impatto visivo molto armonioso con il contesto circostante.

Di contro è più soggetto ad attacchi biologici quali tarli, microrganismi e muffe che provocano locali discontinuità nella sezione resistente e una sua consistente riduzione, non sempre visibile, il che porta, nel peggiore dei casi, alla rottura e al conseguente collasso dell’elemento. Non solo, la deformabilità degli elementi strutturali lignei può rappresentare un difetto per quanto concerne la ripartizione dei carichi sugli elementi verticali resistenti di un edificio in caso di sisma, ecco perché è necessario irrigidire i solai di piano al fine di ragionare in termini di aree di influenza anziché di rigidezza, evitando così i cosiddetti fenomeni locali.

 

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