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Premiate le amministrazioni che investono in infrastrutture

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Giunto alla quarta edizione, il premio istituito dall’associazione Pimby (Please in BackYard) è stato assegnato alle amministrazioni che hanno realizzato infrastrutture e opere pubbliche nel rispetto delle regole e con il consenso dei cittadini per lo sviluppo economico del Paese.

Il Comune di Imola e Toscana Energia sono state premiate, rispettivamente, per la Centrale di cogenerazione e per l’istallazione del Parco fotovoltaico nel Comune di Pisa, mentre il Comune di Aprilia e la Provincia di Latina per l’ampliamento dell’impianto di compostaggio Kyklos. Alla Regione Emilia-Romagna sarà assegnato il riconoscimento per la Variante di valico. Infine, per la categoria trasformazioni sul territorio, ha vinto la Provincia di Roma per i progetti Provincia wi-fi e Zerodigitaldivide e Publiacqua per l’impianto Ersa per il trattamento delle acque reflue.

“Le infrastrutture sono essenziali per lo sviluppo economico del Paese e per la competitività di un territorio. Oggi le aziende investono principalmente dove e’ garantito un sistema di reti efficiente – ha dichiarato Patrizia Ravaioli, presidente dell’associazione Pimby -. Accanto alle grandi opere è necessario realizzare infrastrutture medio-piccole diffuse sul territorio”.

La Centrale di Cogenerazione di Imola è un impianto di moderno sia sotto il profilo tecnico che architettonico, realizzato all’interno dell’area urbana. Con una potenza fino a 80 Megawatt di energia elettrica e altrettanta termica, la centrale è diventata il polo di produzione principale del calore necessario alla rete di teleriscaldamento della città, rendendola indipendente dal punto di vista energetico, consentendo il distacco dalla rete nazionale e il funzionamento isolato anche in caso di blackout.

Il più grande parco fotovoltaico della Toscana, che sta sorgendo a Pisa, si caratterizza per essere ubicato in un contesto singolare: una vasca di laminazione che garantisce la sicurezza idraulica di una parte importante della città di Pisa. La scelta di un’area di esondazione, realizzata per la salvaguardia idraulica di Pisa sud, nasce dall’esigenza di utilizzo di un territorio di oltre 85.000 mq non destinabile ad altro uso perché vincolato a garantire, in ogni situazione, il volume d’acqua invasabile. Il progetto non pregiudica quindi la funzionalità della vasca, risolvendo la problematica relativa all’allocazione di un impianto di 3,744 MWp che occupa una superficie di oltre 25.000 mq e che, per sua natura, presuppone un notevole consumo di territorio.

Realizzato in soli 9 mesi, l’impianto di compostaggio Kyklos, situato in località Campoverde (Aprilia), ha oggi una capacità di smaltimento pari a 66.000 tonnellate di rifiuti organici l’anno, a fronte delle circa 18.000 del 2008, ed è diventato il più grande del Lazio e uno dei più grandi del centro Italia. Nella realizzazione è stata data particolare attenzione all’ambiente: lo stabilimento è stato dipinto con colori che lo mimetizzano; 6 degli 11 ettari occupati sono dedicati alla produzione mentre nei restanti 5 sono stati pianti 450 eucalyptos e 200 olivi; è presente un efficiente impianto di trattamento delle arie esauste; le acque non vengono scaricate nella rete idrica ma vengono utilizzate nei processi industriali; viene eseguito un costante monitoraggio del processo, dei rifiuti in ingresso e delle emissioni in atmosfera.

La Variante di Valico rappresenta per dimensioni e complessità uno dei cantieri stradali più importanti d’Italia. L’intervento è suddiviso in 13 lotti appaltati separatamente e interessa 9 Comuni. La Regione Emilia-Romagna ha fatto fronte a questa sfida mettendo in campo diverse iniziative e svolge il ruolo di “cabina di regia” sia in forma diretta sia in forma indiretta, attraverso il lavoro dell’Osservatorio ambientale e socioeconomico della Variante di Valico. Inoltre, attraverso diversi strumenti di comunicazione e l’istituzione di uno sportello informativo, la Regione ha avviato un dialogo aperto con tutti i soggetti coinvolti nel progetto e con la popolazione locale.

Il progetto romano comprende invece due linee d’intervento. La prima, Provincia wi-fi, ad oggi ha permesso di creare 400 aree pubbliche con accesso gratuito a internet con oltre 37.500 cittadini registrati. La seconda linea è denominata ZeroDigitalDivide e ha l’obiettivo di incrementare le aree di copertura della banda larga e/o aumentare l’efficienza di quelle già esistenti tramite segnalazioni e misuratori di banda.

Avviato a settembre scorso, il progetto Ersa – Emissario di riva sinistra d’Arno – prevede la realizzazione di una conduttura che raccoglierà tutti gli scarichi fognari dei Comuni di Firenze e Scandicci che attualmente vengono scaricati nel fiume Arno e nella Greve. L’opera sarà lunga complessivamente 7,4 km e consentirà di intercettare lungo la riva sinistra d’Arno gli scarichi fognari presenti in un’area in cui vivono circa 140.000 abitanti. Con il Progetto Ersa, i Firenze sarà la prima area metropolitana d’Italia a essere depurata al 100%. Il cantiere è stato studiato per ridurre al minimo l’impatto sociale e ambientale dell’opera, rappresentante un caso unico nel settore dell’ingegneria idrica. Ad esempio le terre di scavo saranno per l’80% riutilizzate per la copertura della conduttura mentre per il restante 20% è previsto l’avvio a discariche autorizzate. Oltre a ciò, sarà avviato uno studio di rinaturalizzazione dei terreni interessati dagli scavi e si prevede di avviare progetti di piantumazione di alberi che consentiranno di compensare le emissioni di anidride carbonica dovuti alle attività di movimentazione terre. Il progetto di neutralizzazione delle emissioni di CO2 sarà il primo in Italia in questo settore.

di O.O.

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