Prevenzione rischio sismico scuole: verso il modello unico per il monitoraggio | Ingegneri.info

Prevenzione rischio sismico scuole: verso il modello unico per il monitoraggio

E' in G.U. il decreto che istituisce le "Modalita' per individuare un modello unico per la rete di monitoraggio e prevenzione del rischio sismico". Vediamone i contenuti e che cosa ha portato fino a qui

wpid-26949_sicurezzasismicascuole.jpg
image_pdf

E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 15 maggio 2015 il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) del 2 aprile 2015 recante il titolo “Modalità per l’individuazione di un modello unico di rilevamento e potenziamento della rete di monitoraggio e di prevenzione del rischio sismico per la predisposizione del piano di messa in sicurezza degli edifici scolastici”.

Risalta l’aggettivo ‘unico’ che corrisponde infatti al principale obiettivo che desidera perseguire il legislatore attraverso questo decreto. Si legge, infatti, nel suo Allegato 1 (parte sostanziale del decreto) quanto segue:

‘è ormai da oltre un decennio che la messa in sicurezza delle scuole italiane rispetto al rischio sismico costituisce motivo specifico di attenzione da parte del Legislatore nazionale, che ha moltiplicato nel tempo gli sforzi per dare la più efficace soluzione al problema’.

Risale infatti al 2004 una primo tentativo di mettere in sicurezza i plessi scolastici: era il 31 ottobre 2002 quando la scuola di San Giuliano di Puglia crollò a causa del terremoto e persero la vita 27 bambini e la maestra. A seguito di questo evento occorreva stabilire una linea di intervento, ovvero stabilire quali fossero le costruzioni da mettere in sicurezza prima di altre. Uno degli aspetti discriminanti è stato riconoscere l’importanza rivestita da un plesso scolastico durante e dopo l’evento sismico: grazie ai suoi spazi e all’importanza che ricopre nella quotidianità, esso corrisponde ad un punto di raccolta e ritrovo durante un evento, pertanto la struttura deve garantire più di altre la sicurezza ai suoi occupanti e i danni patiti devono essere riparabili, al fine di favorire lo svolgimento di attività straordinarie di soccorso alla popolazione durante l’emergenza.

Si mosse la macchina normativa e fu attribuito un fattore di importanza alle costruzioni, riconoscendole strategiche, rilevanti e ordinarie attraverso l’Opcm 3274/2003 e l’Opcm 3431/2005 (documento precursore delle attuali NTC08).

“L’azione pubblica che si è sviluppata in coerenza con tali indirizzi legislativi ha seguito percorsi diversi, talora utilizzando normative adottate in via specifica per lo scopo, talora operando all’interno di normative di carattere più generale nell’ambito delle quali hanno trovato corpo interventi volti alla riduzione del rischio sismico nel settore dell’edilizia scolastica.”

L’art. 2 dell’Opcm 3274/2003 stabiliva che entro i successivi cinque anni fossero condotte le verifiche sismiche sui plessi scolastici esistenti. Ferma restando la responsabilità riguardo al mancato svolgimento di suddette verifiche entro il 31 dicembre 2010 (proroga alla scadenza del 2008, art. 2 legge 31/2008), il DPC (Dipartimento di Protezione Civile) aveva richiesto il censimento di tutte le opere di interesse strategico e rilevante (scheda di livello 0) e la redazione di cronoprogrammi per il completamento delle verifiche qualora non concluse.

Suddetta scadenza fu poi proroga al 31 marzo 2011 (art. 1 del decreto legge n.225 del 29 dicembre 2010), al 31 dicembre 2011 (Legge 26 febbraio 2011, n.10 e decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 25 marzo 2011 – gazzetta ufficiale n.74 del 31 marzo 2011). In ultimo ai sensi dell’art.3 – “Proroghe in materia di verifiche sismiche” del decreto legge n. 216 del 29 dicembre 2011 (il cosiddetto “milleproroghe”), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.302 del 29 dicembre 2011, il termine risulta prorogato al 31 dicembre 2012.

Con la circolare n. 31471 del 21 aprile 2010 il dipartimento di Protezione civile indicò la necessità di effettuare almeno un censimento di tutte le opere che dovevano essere sottoposte a verifica (attraverso la compilazione della scheda livello 0) e di programmare contestualmente, con prospettive temporali realistiche, il completamento delle verifiche di tutte le opere strategiche e rilevanti (compilazione scheda livelli 1 e 2). Suddetta ricognizione ha avuto una grande rilevanza ed è stata finalizzata alla puntuale conoscenza dello stato di rischio delle opere più importanti in caso di terremoto, o perché fondamentali per le operazioni di protezione civile, o perché suscettibili di creare gravi danni o molte vittime in caso di collasso.

Attraverso un dettagliato rilievo del rischio sarebbe stato quindi possibile condurre un’efficace programmazione di interventi mirati e prioritari di mitigazione, che sfruttino al meglio le risorse disponibili.

LEGGI ANCHE: La verifica tecnica di vulnerabilità sismica

‘Il quadro degli interventi che ne è risultato appare pertanto estremamente composito ed articolato, risentendo fortemente dei diversi contesti procedurali ed istituzionali d’origine. Ne è derivata una dispersione delle conoscenze che non ha consentito di far progressivamente tesoro delle esperienze realizzate per affinare criteri, metodi e parametri di intervento in vista delle successive iniziative. E’ proprio la consapevolezza di questa situazione che ha indotto il Legislatore a riconoscere, con l’art. 18, comma 8-bis, del decreto-legge 21 giugno 2013 n. 69, convertito con modificazioni dalla legge 9 agosto 2013 n. 98, l’esigenza di pervenire alla realizzazione di un modello unico di rilevamento e potenziamento della rete di monitoraggio e di prevenzione del rischio sismico nel settore dell’edilizia scolastica, con l’evidente obiettivo di porre le basi per un processo di crescita delle basi conoscitive dell’azione pubblica e, quindi, di miglioramento in prospettiva dell’efficacia delle politiche di riduzione del rischio sismico nel settore.’

Non è un caso che le ‘Istruzioni per la valutazione affidabilistica della sicurezza sismica di edifici esistenti’ (CNR DT 212/2013) prendano in considerazione un plesso scolastico per redigere un esempio di verifica di vulnerabilità sismica per un edificio in cemento armato e uno in muratura (tipologie riscontrate tra le più ricorrenti, poiché molte volte trattasi di strutture che hanno subito un cambio di destinazione d’uso).

Allegato 1 – Paragrafo 2

In questa parte, sono stabiliti i requisiti e le attività che deve prevedere il piano di intervento sugli edifici scolastici censiti, al fine di uniformare e rendere efficaci e fruibili le informazioni raccolte negli anni.

‘a) completamento ed arricchimento della base di dati esistente, sia migliorando il livello di dettaglio delle informazioni sugli edifici scolastici, sia assicurando la raccolta dei dati relativi agli interventi di messa in sicurezza effettuati o in corso di effettuazione sugli stessi, a seguito di provvedimenti adottati a livello nazionale, regionale o locale per la riduzione del rischio sismico, con la collaborazione dei ministeri e degli enti competenti;

b) definizione di parametri di valutazione del rischio che consentano di confrontare costi e benefici al fine della predisposizione di piani di riduzione del rischio e sviluppo di un modello di rilevamento e monitoraggio che consenta il continuo aggiornamento dei parametri di rischio;

c) definizione delle caratteristiche minime di un sistema semplificato di monitoraggio accelerometrico per gli edifici scolastici, in grado determinare i parametri più significativi ai fini della valutazione dello stato di danneggiamento in tempo quasi-reale, compatibili con i sistemi dell’Osservatorio Sismico delle Strutture del Dipartimento della protezione civile, anche per ciò che riguarda la trasmissione dati;

d) strumentazione, a titolo sperimentale, di un numero limitato di edifici scolastici con il sistema semplificato di monitoraggio accelerometrico e predisposizione di una rete di trasmissione dei dati così come definiti alla lettera c);

e) individuazione, di concerto con le amministrazioni e gli enti interessati, delle scuole sulle quali testare parametri, modelli e sistemi di rilevamento e monitoraggio;

f) acquisizione dei dati relativi a pericolosità ed amplificazione locale dei siti in cui sono costruite le scuole, anche attraverso le mappe di microzonazione sismica disponibili, al fine di determinare i parametri di scuotimento alla base delle successive valutazioni di rischio;

g) acquisizione dei dati relativi ad elementi strutturali e non strutturali e di utilizzazione della scuola al fine di produrre valutazioni di vulnerabilità ed esposizione per le successive valutazioni di rischio;

h) realizzazione di un’analisi di rischio multilivello per ciascuna delle scuole individuate e stime di classificazione semplificata del rischio, nonché di valutazioni approssimate di analisi costi benefici in caso di interventi di riduzione della vulnerabilità;

i) organizzazione presso alcune delle scuole individuate, almeno una per Regione, di un corso di formazione per la valutazione di vulnerabilità, rischio ed esposizione a fini di classificazione e realizzazione presso tutte le scuole di giornate informative per studenti e docenti;

j) valutazione della possibilità di uno scambio dei flussi informativi tra l’Anagrafe dell’edilizia scolastica e le informazioni che verranno acquisite sui vari istituti scolastici e, eventualmente, definizione delle modalità e sua attivazione;

k) produzione di rapporti e raccomandazioni’.

La realizzazione di suddette attività spetterà al Centro di Geomorfologia per l’area del Mediterraneo (CGIAM), che dovrà stipulare una convenzione triennale con il DPC, avvalendosi dei Centri di competenza previsti dal decreto del Capo del Dipartimento della protezione civile 24 luglio 2013, n. 3152, stabilendo tra l’altro la durate e la successione temporale delle stesse.

Mappa di pericolosità sismica del territorio nazionale.

L’autore


Sara Frumento

Ingegnere civile strutturista e Dottore di Ricerca in Ingegneria Strutturale e Geotecnica presso l’Università degli Studi di Genova con la tesi “Identificazione dei parametri di risposta a taglio di pannelli murari attraverso la prova di compressione diagonale“.  Dopo il dottorato ha collaborato con la Fondazione Eucentre di Pavia nell’area di ricerca “Muratura e Monumenti“.  È stata coautrice dei seguenti volumi “Analisi sismica delle strutture murarie” e “Interpretation of experimental shear test of clay brick masonry walls and evaluation of q-factor for seismic design“. Oggi esercita la libera professione ed è iscritta all’Albo degli Ingegneri di Savona.

Copyright © - Riproduzione riservata
Prevenzione rischio sismico scuole: verso il modello unico per il monitoraggio Ingegneri.info