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Se AirBnB si mette a progettare case

Il colosso simbolo della sharing economy AirBnb ha dato vita a una divisione progettuale che ha sviluppato una concept house per il centro di Yoshino, dove renderà host collettivo un’intera comunità in crisi

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Cosa succederebbe se Aribnb, il portale online che da quasi dieci anni mette in contatto la domanda e l’offerta di affitto per brevi periodi in tutte le parti del mondo, si mettesse a progettare case? La risposta è il progetto Samara.

Simbolo della sharing economy, Airbnb nasce nel 2008 a San Francisco da un’idea di Joe Gebbia, Brian Chesky e Nathan Blecharczyk, che danno vita a una start up che oggi vanta presenza in 191 paesi per un totale di 34.000 città, 2 milioni di annunci in tutto il mondo e 60 milioni di persone ospitate. La società è riuscita a far fruttare un’intuizione che negli anni ha potuto contare su importanti supporti, pubblici e privati, finanziari e non come quello dell’attore, finanziatore e testimonial, Ashton Kutcher, ma si è spesso dovuta confrontare e scontrare con proteste e malcontento. Nel 2015 con gli abitanti di San Francisco, che, preoccupati del peggioramento delle condizioni abitative della città, hanno promosso un referendum poi bocciato di richiesta di regole più severe nella regolamentazione degli affitti a breve termine. E costantemente con le periodiche pressioni di associazioni di albergatori e gestori di bed&breakfast che, non a torto, l’hanno accusata di aggirare le regole che le leggi impongono in tutti i paesi per la gestione dell’ospitalità a pagamento.

Forse consapevole di quanto il successo nato e sviluppatosi negli incubatori tecnologici e veicolato dal web sia repentino ma possa essere anche effimero, Aribnb ha così deciso di diversificare il suo business mettendo un piede nel mondo delle costruzioni. Facendo fruttare l’esperienza maturata in questi anni, ha dato così vita a Samara, divisione multidisciplinare interna che, sotto la direzione di Gebbia (laureato alla Rhode Island School of Design) e avvalendosi del supporto di architetti e ingegneri, si pone l’obiettivo di indagare le reali possibilità che un nuovo modello di trasformazione urbana, basato sull’architettura e sulla sua condivisione base del progetto avviato da Airbnb, ha di ricostruire comunità in crisi e diventare mezzo propulsivo per la loro crescita.

Il lancio del “progetto Samara”, avvenuto a metà estate, è stato accompagnato dalla presentazione della Cedar House: primo prototipo architettonico realizzato in Giappone, è ispirato dall’esperienza di una non più giovanissima host Airbnb giapponese residente nella città di Tsuyama che, partendo dall’affitto della sua casa, è riuscita a dare vita a un piccolo sistema economico in grado di generare reddito per sé e parte della comunità. La decisione definitiva a rendere reale il progetto è arrivata grazie anche all’invito, esteso anche a Airbnb, a partecipare alla seconda edizione di “House Vision”, mostra workshop curata a Tokyo dal designer Kenya Hara per la quale è stato costruito un prototipo.

La Cedar House è una concept home progettata da Samara in collaborazione con l’architetto di Tokyo Go Hasegawa. Ha preso le forme di un piccolo edificio a due piani completamente in legno: collocando le camere da letto al piano superiore e gli spazi comuni all’inferiore, fa di tavole e pannelli di cedro il materiale costitutivo della sua struttura portante e di tutte le finiture, interne ed esterne.

Innovativa soprattutto per gli obiettivi che si propone di perseguire più che per le caratteristiche costruttive, la Cedar House è un progetto pilota, che nei prossimi mesi, dopo la chiusura di “House Vision”, sarà spostato nel piccolo centro rurale di Yoshino: famoso per i boschi di cedri e le fioriture dei ciliegi, è stato partenza e sarà punto di arrivo di un progetto che lo renderà primo luogo di sperimentazione di un modello che, applicando il sistema Airbnb a una comunità che ha partecipato attivamente alla progettazione del prototipo mettendo a disposizione materiali, idee, tecniche e competenze, la renderà un host collettivo e cercherà di innescare un processo virtuoso di generazione di ricchezza attraverso il turismo. Allo scopo, Airbnb ha anche organizzato corsi di formazione in cui ha insegnato alla popolazione l’utilizzo del portale per renderli futuri host.

L’andamento dell’operazione verrà monitorato per dare una forma più definita a un modello che la società californiana vuole esportare ed espandere nella scala, a supporto del suo futuro ma anche di quello dei centri in crisi (e sembra che richieste siano già arrivate da Corea, Cina, Regno Unito, Spagna, Francia e anche Italia).

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