Sistemi di facciata: quali sono i migliori strati di separazione? | Ingegneri.info

Sistemi di facciata: quali sono i migliori strati di separazione?

Quali strati di separazione possiamo inserire tra rivestimento metallico e sottostruttura in un sistema di facciata? Una panoramica

Rivestimento in scaglie di rame su guaina impermeabilizzante protettiva (Foto © Alessandro Premier)
Rivestimento in scaglie di rame su guaina impermeabilizzante protettiva (Foto © Alessandro Premier)
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Nelle facciate metalliche, si possono applicare degli strati di separazione tra la lamiera metallica del rivestimento e la sottostruttura.  Tali strati sono utilizzati per lo più se la sottostruttura è di tipo continuo, in quanto la superficie di contatto è più ampia.

Le ragioni per cui vengono utilizzati gli strati di separazione possono essere diverse. Essi possono facilitare lo scivolamento della lamiera metallica quando il metallo si dilata o si restringe in funzione della temperatura (per questo scopo vengono aggiunti anche sabbia o talco); possono servire per proteggere le sottostrutture in legno dall’umidità e anche per proteggere il metallo dall’umidità presente nel legno. Si è dimostrato di minore efficacia, invece, il loro uso per proteggere il metallo dall’azione delle sostanze utilizzate per preservare il legno.

È assolutamente da evitare l’inserimento di due strati separatori sovrapposti, in quanto per un fenomeno di capillarità si potrebbe creare un “serbatoio” d’acqua, con il conseguente grave rischio di corrosione da condensa. Nel caso delle stuoie a struttura questo pericolo non esiste.
Gli strati di separazione più utilizzati sono le guaine bituminose cosparse di sabbia, anche se vi sono Paesi, come la Francia ad esempio, dove questi strati separatori permanenti non si usano affatto. È in uso, invece, durante la posa di un rivestimento metallico, proteggere le strutture sottostanti con un telo armato che viene riavvolto su se stesso a mano a mano che il lavoro procede.
Ma quali sono gli strati di separazione più diffusi e che caratteristiche hanno? Oltre alle guaine bituminose, vi sono stuoie a struttura, guaine saldate a fiamma, stuoie fonoassorbenti, strati permeabili al vapore… Vediamone le caratteristiche specifiche per orientarci nella scelta.

Guaine bituminose armate
Si tratta di guaine bituminose prefabbricate armate con velo vetro, a volte rinforzate anche con fibre. In genere la loro superficie è lievemente cosparsa di sabbia o talco. Possono essere utilizzate in ambienti dove la temperatura non scende al di sotto di -25 °C. Generalmente sono fissate con chiodi a testa larga, ma si possono collocare anche tramite incollatura. Sono fornite in rotoli di 1 m di larghezza e in lunghezze da 10 a 25 m. Lo spessore può essere di 4-5 mm e il loro peso arriva al massimo a 2,8 kg/m2.
Le guaine bituminose utilizzate per rendere impermeabili i tetti piani vengono saldate a fiamma, e l’armatura può essere a più strati. Possono essere utilizzate anche come barriera al vapore, meglio se in accoppiamento con un foglio metallico. Talvolta, se si devono effettuare lunghe interruzioni del lavoro in cantiere, vengono utilizzate come protezione di montaggio e al termine dei lavori vengono lasciate come strato separatore.

Stuoie a struttura
Sono costituite da un materassino comprimibile di monofilamenti poliammidici a struttura tridimensionale. Il loro spessore è di circa 18 mm. Hanno un peso specifico di 25 kg/m3, sono resistenti ai raggi UV, sono riciclabili e difficilmente infiammabili: resistono a temperature fra i -30 °C e i 100 °C, e il loro punto di fusione è a 218 °C. Impiegate prevalentemente come membrane antirumore, hanno un effetto fonoassorbente che supera di 6 dB quello delle membrane bituminose armate. Poiché non costituiscono una protezione durante il montaggio, è necessario utilizzare un’ulteriore guaina sopra di esse durante la posa delle lamiere, tale guaina viene poi rimossa a mano a mano che si procede con il rivestimento e sarà riutilizzata in un altro cantiere.

Strati di separazione permeabili al vapore
In commercio vi sono diversi tipi di strati separatori permeabili al vapore, ma è necessario scegliere attentamente, valutando in base ad alcuni criteri, come la resistenza allo slittamento, la resistenza alle alte temperature, la resistenza ai raggi UV e la capacità di assorbimento dell’acqua. Vengono in genere utilizzati solo con elementi di copertura di piccole dimensioni, ad esempio scaglie o scandole.

Guaine fonoassorbenti
Sono utilizzate nel caso di sottostrutture a supporto discontinuo per l’assorbimento acustico del rumore, in particolare del rumore dovuto alla pioggia. Possono essere costituite da sughero, fibre di canapa, iuta, cocco o legno impregnati di bitume, o anche in materiali sintetici espansi. In genere è sconsigliabile l’uso di cartonfeltri bitumati costituiti da materiali fibrosi pressati (come fibre di carta, fibre di lana, pasta di stracci impregnati di bitume) per l’alto potere assorbente e il conseguente rischio di impregnarsi di umidità. Mentre si possono utilizzare le stuoie a struttura dove è richiesto un particolare isolamento acustico evitando il fenomeno di accumulo di umidità.

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