Terremoto 26 ottobre 2016: oltre il dramma, due amarezze | Ingegneri.info

Terremoto 26 ottobre 2016: oltre il dramma, due amarezze

Solo poche settimane fa raccontavamo dei sopralluoghi ad Amatrice, degli edifici apparentemente solidi che non potevano comunque essere abitati. Il terremoto del 26 ottobre 2016 complica ulteriormente la situazione. Una piccola riflessione, tra sconforto e incoraggiamento

Screenshot del video dei Vigili del Fuoco in cui si vedono le macerie del 'palazzo rosso', l'unico edificio che aveva resistito al sisma del 24 agosto scorso, purtroppo anch'esso sbriciolato
Screenshot del video dei Vigili del Fuoco in cui si vedono le macerie del 'palazzo rosso', l'unico edificio che aveva resistito al sisma del 24 agosto scorso, purtroppo anch'esso sbriciolato
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Il Centro Italia è tornato a tremare ieri sera, 26 ottobre 2016, a poco più di due mesi da quel terribile sisma del 24 agosto 2016 che aveva messo in ginocchio il Centro Italia, in particolare i Comuni di Amatrice, Arquata del Tronto, Pescara del Tronto. Dopo uno sciame sismico di minore intensità avutosi nelle settimane successive al 24 agosto e fino alla giornata di ieri, ieri la terra è tremata ancora: due scosse a distanza di poco più di un’ora dall’altra (link al sito in tv).

La prima è forse stata un’allerta per quella successiva: molti si sono riversati in strada, è bastata una manciata di secondi per rendere di nuovo viva la paura e scacciare quella sorta di normalità che difficilmente si voleva riconquistare.

È crollato il palazzo rosso rimasto in piedi ad Amatrice, un simbolo.

Altri comuni colpiti e frazioni sono state danneggiate.

Ci vorrà tempo per la conta dei danni, ma il territorio era già in ginocchio. E gli edifici, privati, pubblici, religiosi, sembrano purtroppo aver subito pesantemente questo nuovo colpo.

Ci si sente fuori posto a scrivere, perché ci sente inermi e attoniti e non appropriati. Le parole che si susseguono sono sempre le medesime: prevenzione sismica, sicurezza e costruzioni sicure per garantire la salvaguardia della vita umana.

In questo quadro drammatico, ci sono due amarezze. La prima viene al pensiero della tanta attesa pubblicazione dell’aggiornamento delle norme tecniche per le costruzioni. Ora occorrerà fare il conto con persone e costruzioni che entrambe devono essere ricostruite e rinforzate.

L’altra amarezza è per le attività di sopralluogo appena svolte dal gruppo degli ingegneri agibilitatori volontari. Un’esperienza professionalmente e umanamente fortissima, (di cui qui c’è un breve racconto). Con i suoi tempi, forse più rapidi di altri casi storici, questa attività ha permesso di valutare lo stato non tanto degli edifici completamente collassati, ma di quelli che presentavano un certo quadro fessurativo agli elementi sia strutturali sia non strutturali. Ora questa attività dovrà essere ricalibrata, rieseguita e forse estesa, perché è facile immaginare che il nuovo terremoto abbia cambiato le condizioni di questi edifici.

Non posso che rivolgere il pensiero ai colleghi impegnati sul campo o coinvolti in prima persona, in quanto vivono nelle zone colpite dal terremoto.

Tutto ciò mentre, per una coincidenza quasi surreale, oggi a Milano si tiene l’appuntamento annuale di Seismic Academy dove il sisma e le misure antisismiche sono il tema principale: integrazione e interazione tra le diverse figure professionali, misure di retrofitting, la riassicurazione per eventi calamitosi e la necessità di conoscere il territorio e la costruzione.

Una casualità beffarda, che però vogliamo leggere come il segnale di una ritrovata possibile attenzione alla messa in sicurezza del territorio. Che valga a prescindere dalle calamità, dalle urgenze dell’ultim’ora. Anche se ce lo diciamo/scriviamo sempre.

 

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