Torre Isozaki di CityLife a Milano: tutto sulle strutture | Ingegneri.info

Torre Isozaki di CityLife a Milano: tutto sulle strutture

Strutture, fondazioni e innovazioni ingegneristiche introdotte nel cantiere dell'iconica torre milanese, la seconda più alta d'Italia

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L’Italia, secondo l’autorevole Council of Tall Buildings and Urban Habitat (Ctbuh), si colloca al 27° posto su scala mondiale circa la presenza di edifici alti sul proprio territorio, vantando solamente 4 torri oltre i 150 m, 2 oltre i 200 m e nessuna oltre i 300 m in elevazione. Analizzando la classifica nostrana della corsa verso l’alto, l’organismo statunitense assevera la Torre Isozaki al 2° posto provvisorio e al 34° europeo, preceduta dalla Torre Unicredit di Pelli Clarke Pelli Architects (alta 217,7 m) e dalla subentrante Torre Regione Piemonte di Fuksas, ancora in fase di cantiere ma verso i 209 m complessivi.

La Torre Isozaki, sede dell’agenzia assicurativa Allianz, presenta una pianta rettangolare di 24×60 m, conta di 55 piani complessivi, 5 dei quali interrati atti ad ospitare 350 posti auto. Dal punto di vista strutturale, l’edificio poggia su una platea di fondazione di 5.300 m3 in cls, al di sotto della quale sono stati realizzati 62 pali profondi 31 m. Tale platea ha registrato una continuità nel getto pari a 60 ore consecutive, con un costante afflusso di betoniere in cantiere durante l’intera fase. Su questa impostano 2 core decentrati, sempre in calcestruzzo, disposti in posizione simmetrica rispetto l’asse di mezzeria. Il piano tipo si presenta quale un grande open-space di 24×36 m, sgombro da pilastri intermedi, ad eccezione di una coppia di 5 colonne circolari disposte lungo i 2 lati lunghi e contenenti la carpenteria metallica verticale in elevazione.

CityLife - Torre Isozaki - sezione - courtesy of webmagazine

CityLife – Torre Isozaki – sezione – courtesy of webmagazine

CityLife - Torre Isozaki - sezione - courtesy of webmagazine (2)

CityLife – Torre Isozaki – sezione – courtesy of webmagazine

Grazie ad un sistema di ingegnerizzazione del processo costruttivo, il quale ha contemplato l’impiego di sistemi a casseri autorampanti realizzati ad hoc, è stato possibile ridurre i tempi dei cicli di costruzione. Ciascun solaio di piano è stato infatti gettato mediamente ogni 7 giorni, garantendo condizioni di totale sicurezza alle maestranze tramite la disposizione di “wind shield” lungo tutto il perimetro dell’area di lavoro.

CityLife - Torre Isozaki - courtesy of Isozaki & Maffei (3)

CityLife – Torre Isozaki – courtesy of Isozaki & Maffei

CityLife - Torre Isozaki - courtesy of Isozaki & Maffei

CityLife – Torre Isozaki – courtesy of Isozaki & Maffei

La torre è dotata di 14 ascensori complessivi, disposti simmetricamente lungo i lati corti, in grado di raggiungere una velocità di punta pari a 7 m/s.

Il vento si è dimostrato un carico accidentale assai importante da valutare durante le varie fasi progettuali, inducendo i progettisti a diversi test in galleria del vento condotti sia in Canada che in Italia, presso il Politecnico di Milano. Durante queste prove, è emerso che lo spostamento complessivo verificabile all’ultimo piano (il 50°) sarebbe stato pari a 100 cm, convincendo così il team progettuale ad introdurre 4 imponenti contrafforti tubolari in acciaio, calandrati, lunghi circa 60 m sul fronte principale e 40 m sul retro. Ognuno di essi presenta alla base dei dissipatori viscosi, dispositivi meccanici in grado di smorzare il moto impresso trasformandolo in attrito viscoso. In ambito edile, tali smorzatori vengono tuttora utilizzati per contrastare l’azione orizzontale del vento e del sisma nelle strutture, con esempi storici noti come le Twin Towers al World Trade Center di New York, in cui ne vennero installati oltre 10.000 anche ai solai di piano.

In questo caso specifico, i 4 puntoni color oro, incernierati alla base e la cui testa dell’asta imposta all’11° livello, permettono di ridurre le oscillazioni in testa di circa 80 cm, passando agli attuali 20 cm rilevabili in sommità. Singolare è stata la posa in opera degli stessi avvenuta a disposizione ultimata dei moduli vetrati di facciata, richiedendo un’ulteriore precisione nella movimentazione e nella collocazione di tali elementi metallici. Infatti, le aste sono state accostate ai fronti entro una precisa bucatura prestabilita in origine, con un possibile scarto complessivo di 5 cm, corrispondente a 2,5 cm per lato rispetto alla suddetta foratura.

CityLife - Torre Isozaki - courtesy of Dario Trabucco (2)

CityLife – Torre Isozaki – courtesy of Dario Trabucco

CityLife - Torre Isozaki - courtesy of Dario Trabucco

CityLife – Torre Isozaki – courtesy of Dario Trabucco

L’edificio conta di 26.000 m2 di facciate in curtain wall, composte da 4.500 elementi cellulari a triplo vetro ricurvo, la cui deformazione geometrica è prodotta secondo il metodo della piegatura a freddo (detto cold bending). Larghi 1,5 m cadauno, essi sono stati assemblati in officina e solamente più posati in situ.

In sommità della torre, Unical S.p.A. ha gettato 2 imponenti travi in calcestruzzo fibro-rinforzato ad alta resistenza (FRHSC) da 240 m3 l’una, poste quale coronamento. Contrariamente alle belt-trusses in acciaio collocate al 25° piano, si è optato per il cls, al fine di ovviare problemi di movimentazione in quota di strutture complesse. Il cls utilizzato fa uso di fibre sintetiche ad alte prestazioni, classe di resistenza C60/75, aggregati di diametro massimo 16 mm, classe di esposizione XC4, slump al getto maggiore di 230 mm e ritiro moderato.

Circa le belt-trusses metalliche intermedie, lunghe 36,10 m, alte 5,80 m e il cui peso sfiora le 180 tonnellate, sono state dislocate in cantiere in un viaggio dalla durata di 5 giorni, tramite un sistema di trasporto eccezionale gommato (da 160 ruote), lungo 49 m. Una volta giunte sull’area, sono state collocate in opera a +101,50 m di quota grazie ad un sistema di sollevamento Strand Jack, con le finalità strutturali sopra descritte.

CityLife - Torre Isozaki - courtesy of City Life (8)

CityLife – Torre Isozaki – courtesy of City Life

La costruzione, cominciata nell’estate del 2012, è terminata pochi mesi or sono, nell’aprile del 2015. Al progetto hanno lavorato, giornalmente, circa 400 persone, con un coinvolgimento complessivo, dall’inizio dei lavori, di 115 ditte sub-appaltatrici. L’edificio, i cui costi di costruzione si aggirano intorno ai 150 milioni di euro, vanta la certificazione ambientale LEED di livello Gold.

Analizzando gli altri edifici che compongono il trittico dell’area CityLife, il 26 novembre scorso si è svolta la cerimonia di avvio del getto delle fondazioni della Torre progettata da Daniel Libeskind. Essa, insieme alla Torre Allianz appena descritta e alla Torre Generali concepita da Zaha Hadid, andrà a costituire il Business District dell’area cittadina compresa tra viale Berengario e via Spinola. Il getto di fondazione è stato effettuato in continuo per 34 ore consecutive grazie all’ausilio di 3 autopompe e 650 betoncar, le quali hanno riversato circa 6.000 m3 di calcestruzzo.

Crediti
Progetto Architettonico: Arata Isozaki & Associates, Andrea Maffei Architects;
Progetto Strutturale e facciate: Arup Italia s.r.l.;
Progetto impiantistico (MEP): Ariatta – Ingegneria di Sistemi s.r.l.;
Impianti antincendio: Studio Mistretta & Co.;
Progetto trasporti verticali: Jappsen Ingenieure GmbH;
Progetto illuminazione: LPA – Lighting Planners Associates Pte Ltd;
Progetto Acustico: Cole Jarman;
Project management: J&A Consultants s.r.l., Ramboll Group;
Impresa di costruzioni: Colombo Costruzioni S.p.A.;
Superficie lorda costruita: 81.615 m2;
Superficie lorda costruita parcheggi e interrati: 44.485 m2;
Superficie Lorda Pavimento: 42.070 m2.

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