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Travi Uso Fiume: marcatura Ce, normativa e mercato

Perch le Travi Uso Fiume acquistano sempre piu' mercato? E come funziona la loro marcatura?

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Sono importanti gli impieghi delle travi Uso Fiume (LEGGI LA SCHEDA) nel settore delle ristrutturazioni e del restauro in quanto queste travi rappresentano la tipologia che più si avvicina a quella impiegata nell’architettura storica, ovvero la trave in legno massiccio poco lavorata.

Si assiste oggi in Italia a una rinascita del legno massiccio Uso Fiume e sono diverse le iniziative per il suo rilancio sul mercato.

Le travi Uso Fiume nel corso del tempo avevano perso mercato, sia perché non coperte da una normativa specifica e sia perché sostituite facilmente con legno ingegnerizzato, come le travi in lamellare che per le loro caratteristiche intrinseche offrono maggiori garanzie di stabilità. Spesso alcune irregolarità che si manifestano nelle travi UF dopo la posa (come le fessure da ritiro o il calo dimensionale) sono viste come difetti gravi di natura estetica e funzionale. In realtà, se i difetti restano nei limiti previsti dalle normative, non vi sono problemi. Al contrario la bellezza del legno massiccio è anche nella sua naturale espressività, fatta di nodi, di fessure e di deformazioni.

Oggi si assiste a una rinascita di interesse verso le travi Uso Fiume e Uso Trieste, e questo cambio di tendenza è rilevabile in Italia in diverse regioni, dove sono sorti specifici progetti di rilancio delle travi Uso Fiume e Uso Trieste come prodotto tipicamente italiano.

In Alto Adige, dopo anni di lavoro in questo settore, si è costituito nel 2011 un comitato tecnico per valorizzare queste tipologie di travi e sensibilizzare i progettisti al loro impiego. Il lavoro di ricerca ha dato risultati molto incoraggianti, evidenziando le ottime prestazioni strutturali delle travi UT e UF e le vere potenzialità del materiale.

Esiste però per questo tipo di assortimento un vuoto legislativo che ha determinato una ricaduta evidente sul mercato.

Anche a seguito di queste considerazioni, il Comitato Tecnico Travi Uso Fiume e Uso Trieste, con la collaborazione di Assolegno e Conlegno, ha deciso di intraprendere la laboriosa procedura CUAP (Common Understanding of Assestment Procedure), partendo dal lavoro svolto in Italia nell’elaborazione della UNI 11035-3. Si è così giunti alla redazione dell’ETA 11/0219 che consente alle 10 aziende consorziate di applicare la marcatura CE, limitatamente al legname di abete rosso e abete bianco di provenienza italiana (zona Alpina) e centroeuropea.

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Altro importante lavoro di sviluppo e ricerca per la diffusione delle travi Uso Fiume di legno di castagno è quello portato avanti dal gruppo Cnr Ivalsa, Assolegno, Università di Firenze, Torino e Viterbo. Anche in questo caso l’obiettivo è quello di ottenere il Benestare Tecnico Europeo finalizzato alla marcatura CE. Le aziende italiane associate al progetto sono 21, la provenienza del legno varia da quella italiana (Piemonte, Lazio, Calabria) a quella francese (Îlede- France, Rhône Alpes, Picardie).

Un interessante aspetto della ricerca è quello che indaga la possibilità in futuro di classificare a macchina il prodotto: infatti, dai risultati emersi, si nota come sia nettamente valorizzato il legno classificato con questo sistema.

Il Consorzio Conlegno ha prodotto un decalogo per la promozione del legno di castagno associato alle travi Uso Fiume di provenienza italiana e francese. Conlegno risulterà il soggetto titolare dell’ETA in quanto ente promotore a livello europeo del progetto, mentre le aziende coinvolte saranno identificate come stabilimenti produttivi dello stesso ente consortile.

Esistono poi sul mercato alcuni prodotti brevettati che costituiscono delle varianti ai prodotti standard, come ad esempio la trave Uso Fiume migliorata. Si tratta di una trave che presenta una fresatura sulla faccia superiore, in modo da limitare e concentrare i fenomeni di fessurazione, proprio in corrispondenza della scanalatura artificiale. Le dimensioni delle travi Uso Fiume variano da 100 mm a 380 mm di lato.

Trave Uso Fiume migliorata


Riferimenti Editoriali


Legno – Manuale per progettare in Italia

Il volume presenta una panoramica sulla normativa italiana e i requisiti necessari per la sostenibilità, oltre a informare sulle caratteristiche del materiale e la progettazione di strutture in legno avvalendosi della collaborazioni di esperti al livello nazionale.

Autore:   •   Editore: Utet Scienze Tecniche   •   Anno:

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L’autore


Davide Maria Giachino

È architetto, si laurea presso il Politecnico di Torino, dove ha svolto attività di docenza a contratto presso il Laboratorio di Innovazione Tecnologica e di Tecnologie Ecocompatibili per la Facoltà di Architettura per l’Ambiente e il Paesaggio di Mondovì (Cuneo), fino al 2011. Collabora con il Corso di Laurea Magistrale in Architettura, “Atelier: Il progetto sostenibile” e con il Corso di Laurea in Architettura, “Atelier: Costruire nel costruito”. Nel 2002 fonda presso l’Environment Park (Parco Scientifico Tecnologico per l’Ambiente) a Torino lo studio Element che gli consente di sviluppare a pieno la passione per l’architettura sostenibile e l’ecodesign, indagando in particolare le tematiche relative ai sistemi costruttivi in legno e alle tecnologie a secco.

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