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Un nuovo aeroporto a Riga

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Aeroporti immensi, spazi dal design futuristico dove i viaggiatori di perdono in percorsi disorientanti. Il concept del progetto per il nuovo aeroporto di Riga, dei designer Zerafa Jason, Boldrini Joaquin e Moya Katherine, si concentra proprio su questo “problema”: l’estrema libertà di movimento lasciata ai passeggeri che caratterizza la maggior parte degli aeroporti.

Secondo la ariBaltic la libertà sarebbe essenziale, soprattutto se associata all’esperienza del volo, ma l’esperienza può soffrire sotto il peso delle complessità operative. La per la risoluzione del problema. Il movimento dei passeggeri è studiato secondo il movimento entrata uscita/terminal, questo come punto di partenza per lo sviluppo del design dell’aeroporto. Il movimento può essere espresso da una serie di corridoi paralleli virtuali definiti dalla ripetizione di una forma estrusa.

L’edificio è composto quindi da diciotto forme parallele, moduli strutturali, ognuno esteso lungo una curva unica che va a creare una composizione a onda che corre da est a ovest. Lo scopo è quello di creare un paesaggio volumetrico all’interno del paesaggio aeroportuale più grande.

Concettualmente l’obiettivo era anche quello di creare una gerarchia esperienziale della circolazione all’interno dell’edificio. Ciò si ottiene riducendo l’entità dei volumi interni e definendo una serie di vari scomparti interni. La rete interna della circolazione per il trasferimento dei passeggeri da una porta all’altra, attraverso la necessaria sicurezza e il controllo dei passaporti, è consolidata invece in uno spazio a forma di L.

Un aeroporto che pone l’esperienza del viaggiatore in prima piano e che, allo stesso tempo, risulta comprensibile, vivibile ed esteticamente molto apprezzabile.

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