Un sistema di rinforzo strutturale 'made in Japan': è Cabkoma | Ingegneri.info

Un sistema di rinforzo strutturale ‘made in Japan’: è Cabkoma

L’innovativo sistema di rinforzo antisismico sfrutta la resistenza a trazione della fibra di carbonio, è flessibile e può avere spiccate valenze architettoniche. A progettarlo, lo studio Kengo Kuma and Associates

© Takumi Ota
© Takumi Ota
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Sistema di rinforzo strutturale completato in via sperimentale in Giappone da Kengo Kuma and Associates, Cabkoma è parte integrante del rinnovamento di parte di un edificio produttivo che sorge nella città costiera di Komatsu, diventato laboratorio parzialmente aperto al pubblico ma anche museo e showroom aziendale.

Il progetto di Fa-bo, abbreviazione di “fabric laboratory”, è stato sviluppato da un consolidato gruppo tutto nipponico composto, oltre che da Kuma, da Ejiri Structural Engineers per la parte strutturale (autori insieme all’architetto giapponese della Casalgrande Ceramic Cloud per Casalgrande Padana) per conto dell’azienda Komatsu Seiren, impegnata dal 1955 nella progettazione e produzione di materiali per l’edilizia ecologici e innovativi e tessuti ad alto contenuto tecnologico e di design, sviluppati sia per l’industria della moda che per ambiti tecnici o richiedenti particolari caratteristiche.

L’idea di rinnovare e soprattutto rinforzare strutturalmente un tradizionale prefabbricato di quasi 3.000 mq di superficie parte dello stabilimento di Komatsu attraverso un innovativo sistema antisismico prende le mosse proprio dalle possibilità offerte dall’evoluzione di uno specifico ambito della produzione aziendale.

L’edificio su cui Kuma e Ejiri Structural Engineers sono intervenuti, elemento di testa di uno dei capannoni che compongono un ampio stabilimento davanti al Mare Orientale / Mar del Giappone, è piuttosto comune: struttura a scheletro portante in cemento armato con pianta libera e tamponamenti esterni caratterizzati da finestre a nastro che corrono lungo tutti i piani. Si sviluppa su tre livelli fuori terra, a cui se ne aggiunge un quarto al di sopra del tetto piano.

A livello funzionale, il progetto fa convivere aree destinate alla produzione e alla sua gestione accanto ad aree aperte al pubblico, in cui i visitatori possono entrare in contatto diretto con i prodotti aziendali sia attraverso la loro esposizione che tramite il loro utilizzo nello stesso rinnovo della struttura.

Al piano terra, oltre all’ingresso e a un’area laboratorio aperta al pubblico, ospita spazi destinati alla produzione, in continuità spaziale con quelli del retrostante capannone, con i relativi uffici che occupano tutti il primo. Il secondo piano è invece completamente aperto ai visitatori e destinato a finalità espositive, collegato con l’ultimo livello su cui è invece posizionato un volume vetrato dalla copertura inclinata che, oltre a dare vista sulla costa e accesso al tetto, diventa parte integrante del leggerissimo e innovativo sistema di rinforzo strutturale antisismico elaborato, progettato e dimensionato ad hoc per l’edificio.

pianta komatsu

© Komatsu

sezione komatsu

© Komatsu

Sviluppato a partire dal 2010 attraverso una ricerca finanziata anche da fondi pubblici, Cabkoma si basa sulla realizzazione di un sistema doppio di elementi di consolidamento che si sovrappone alla struttura portante esistente senza modificarne la geometria, né realizzare ex novo più tradizionali (e pesanti) sovrastrutture. Si pone invece come un flessibile legante che, quasi come una sottile ragnatela, aumenta la stabilità di tutto l’insieme adattandosi all’edificio e diventando anche scenografico elemento architettonico.

Materiale alla base di Cabkoma è la fibra di carbonio costitutiva di leggeri trefoli di 9 mm di diametro, che, sfruttando alcune delle caratteristiche del materiale e facilmente assemblabili, creano un sistema ad alta resistenza a trazione in grado di assorbire le componenti orizzontali delle forze sviluppate dai terremoti, verso cui gli edifici sono particolarmente vulnerabili.

schema 1

© Komatsu

schema 2

© Komatsu

schema 3

© Komatsu

Sull’esterno della costruzione CabKoma può così prendere le forme di un leggero e ondulato drappo inclinato costituito da una fitta successione di cavi tesi le cui estremità collegano lo spigolo superiore dei tamponamenti esterni con il terreno, mentre all’interno, accanto alla posa di elementi di finitura prodotti in azienda come quelli della serie greenbiz o i tessuti, si completa con il posizionamento di elementi di partizione o rinforzo di pareti esistenti composti da reti di trefoli vincolati a telai metallici rettangolari.

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