Utilizzato il calcestruzzo ''ecologico'' per la Beekman Tower di New York | Ingegneri.info

Utilizzato il calcestruzzo ”ecologico” per la Beekman Tower di New York

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NEW YORK:  Il grattacielo più  recente e l’edificio residenziale più  alto di Manhattan utilizza 12.700 tonnellate di calcestruzzo iCrete, riducendo i gas serra, i costi del materiale, i tempi di scavo e la manodopera.
Le resistenze del calcestruzzo cementizio armato  varierà  da un minimo di 41,3 Pa ad un massimo di 82,7 Pa per le pareti di controvento, colonne e travi di collegamento.
L’uso del nuovo calcestruzzo  per la Beekman Tower dovrebbe consentire  tempi di completamento più rapidi, minore percentuale di ritiro, maggiore durata, deformazione ridotta e maggiore resistenza alla reattività  alcali-silice e ai passaggi di congelamento-scongelamento.
Per gli abitanti di New York con i suoi 76 piani, la Beekman Tower, dal costo di 660 milioni di dollari, è  destinata a diventare il catalizzatore della rinascita del lower downtown di Manhattan.
{GALLERY}Progettata dal famoso architetto di Los Angeles, vincitore del Pritzker Architecture Prize, Frank Gehry, l’edificio ospiterà  903 lussuosi appartamenti residenziali.
La consegna  del grattacielo  è  prevista per l’autunno del 2010.
Secondo l’amministratore delegato dello studio WSP Cantor Seinuk, Silvian Marcus, la Beek man Tower sarà  interamente costituita da calcestruzzo, diversamente dalla Freedom Tower, costituita da acciaio con un nucleo di calcestruzzo.
A fine lavori gli appaltatori forniranno quasi 50.000 metri cubi di calcestruzzo gettato in opera, rinforzato, ad alta resistenza per la struttura principale, oltre a ulteriori 6.900 metri cubi per le fondamenta. Marcus sostiene che : “Grazie al calcestruzzo ad alte prestazioni fornitoci dalla società californiana iCrete, siamo stati in grado di utilizzare un rapporto acqua-cemento ridotto. Questo ci ha consentito di utilizzare il 30-40% in meno di cemento”.
La formula per la miscela di calcestruzzo, sviluppata da iCrete,  cerca di attuare una riduzione del 40% nelle emissioni di gas serra, risultante da una riduzione della pasta di cemento necessaria per legare gli agglomerati, riducendone il consumo di carbonio. Questo significa anche costi del materiale più  ridotti, minori tempi di scavo e minore manodopera utilizzando anche meno acciaio.

 

Nelle immagini lo stato dei lavori a Dicembre 2008

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