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Verifiche sismiche: perché sono importanti anche finiture e decorazioni

Spesso sono sottovalutati, eppure gli elementi decorativi o di finitura possono essere un pericolo negli edifici in caso di sisma. Una panoramica

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Nello svolgimento delle verifiche sismiche, spesso non si tiene conto degli elementi di finitura e di decoro e in genere di tutto ciò che non è strutturale: non vengono cioè considerate tutte quelle cosiddette vulnerabilità non quantificabili. Ciò porta a sottovalutare rischi importanti sia per l’incolumità delle persone, sia per la conservazione degli elementi decorativi, spesso di pregio, oltre che delle strutture.

Quali sono gli elementi di finitura o decorativi più a rischio che possiamo trovare negli edifici, quindi, e come possiamo intervenire per metterli in sicurezza?
Sicuramente può rappresentare un pericolo tutto ciò che è stato aggiunto o tutto ciò che non è adeguatamente connesso alla struttura, quindi ad esempio i comignoli e le canne fumarie, le statue e le decorazioni. Un discorso particolare va fatto poi per i controsoffitti e le volte in canniccio; inoltre va considerato che in alcuni casi sono state utilizzate in strutture antiche tecniche più recenti, come i controsoffitti in tavelloni, generando ulteriori vulnerabilità che devono essere indagate e risolte.
Ma procediamo esaminando i vari aspetti critici e individuando le conseguenti soluzioni per la messa in sicurezza.

Comignoli, canne fumarie e camini
Canne fumarie in aggetto e comignoli sono senza dubbio tra gli elementi più a rischio in caso di terremoto, in assenza di opportuni provvedimenti. Per inciso, nelle cronache storiche spesso l’intensità di un terremoto veniva misurata in base al numero di comignoli che faceva crollare…

Coisson 5_FIG 1_Comignolo pericolante a seguito di sisma (Foto Eva Coïsson)

Comignolo pericolante a seguito di sisma (Foto Eva Coïsson)

I comignoli sono pericolosi, sia perché possono cadere sulle aree pubbliche, sia perché possono sfondare i solai cadendo all’interno. Anche le canne fumarie, sia in aggetto che incassate, rappresentano una interruzione della continuità muraria e costituiscono una ulteriore criticità intrinseca.
Soluzioni possono essere ancoraggi esterni (almeno per i comignoli) e/o l’inserimento di strutture reticolari interne alla canna fumaria, ben connesse alla muratura, anche se ciò non è compatibile con la funzionalità del camino stesso.

Sculture
Statue e decorazioni scultoree di molti palazzi e chiese, in assenza di tiranti e staffe di sostegno, possono essere soggette a ribaltamento anche in caso di fenomeni sismici minori. Ciò rappresenta un grave pericolo contro il quale cautelarsi con opportune connessioni.
Occorre valutare l’esistenza di elementi di connessione e il loro stato di conservazione, nonché l’eventuale presenza di lesioni, con ispezioni visive ravvicinate ed eventuale uso di rilevatori di metalli.
La soluzione più efficace per contenere il problema – pur se esteticamente criticabile – è l’inserimento di solidi ancoraggi esterni, anche a vista. Attenzione invece alla presenza di perni nella pietra: è risultata in molti casi non solo insufficiente, ma addirittura dannosa in quanto comporta concentrazioni tensionali in zone spesso già caratterizzate da sezioni ridotte. Alcune soluzioni più mimetiche possono concretizzarsi, a seconda della geometria e dei materiali in gioco, nell’applicazione di materiali fibrorinforzati o di specifici isolatori alla base.

Coisson 5_FIG 2b_Elemento decorativo ancorato all’edificio (Foto Eva Coïsson)

Elemento decorativo ancorato all’edificio (Foto Eva Coïsson)

Opere di finitura e decoro
Le opere di finitura e decoro possono deteriorarsi o costituire un pericolo, in particolare in caso di terremoto. Sono molto frequenti i danni a intonaci, stucchi e decorazioni non adeguatamente collegati alle strutture di supporto. Spesso i distacchi hanno origine da lesioni precedenti (formatesi prima dell’evento sismico) in zone nelle quali il materiale era già degradato o sconnesso per infiltrazioni d’acqua o altre cause.
In fase di diagnosi è necessario valutare il grado di conservazione dei materiali così da evidenziare potenziali rischi di distacco in caso di sisma (e non solo) e intervenire con consolidamenti materici specifici per i singoli casi.

Controsoffitti e volte portate
Un discorso a parte meritano i controsoffitti, spesso inseriti nell’edificio per esigenze funzionali o decorative, per nascondere parti strutturali esteticamente poco appetibili con superfici esteticamente più curate. Le soluzioni tecniche adottate possono essere assai differenti per materiali, comportamento statico, valore storico.
Negli edifici storici le volte in canniccio rappresentano la soluzione più diffusa. Sono a tutti gli effetti delle strutture lignee, cui è agganciato uno strato di canne e gesso. La struttura è particolarmente fragile e facilmente soggetta a danni in caso di terremoto.
È necessario verificarne con regolarità le effettive condizioni di conservazione e l’efficacia delle connessioni per limitare i danni in caso di futuri eventi sismici.
Tra le soluzioni più recenti vi sono alcune tipologie di controsoffitti pesanti, ad esempio controsoffitti con tavelloni in laterizio, con connessioni esili (spesso semplice fil di ferro). Talvolta queste soluzioni si ritrovano anche in edifici storici che hanno subito interventi di rifunzionalizzazione: in questo caso è necessario riconsiderare il funzionamento generale della struttura, valutandone la resistenza e la deformabilità.
Queste strutture possono rappresentare una vulnerabilità molto spiccata in caso di sisma.
I controsoffitti rappresentano quindi la fragile parte “portata” che in molti casi non è in grado di sopportare le elevate deformazioni imposte dal sisma, ancor più se i materiali sono deteriorati.
L’unica possibile prevenzione può essere attuata a livello dei connettori, da consolidare o integrare, previa analisi ravvicinata di deformazioni e degradi per individuare le aree più a rischio. Nei casi più estremi, quando la valutazione storico-critica lo consenta, si può procedere anche con la completa rimozione del controsoffitto stesso.

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