Viadotto crollato a Fossano: le ipotesi preliminari degli ingegneri cuneesi | Ingegneri.info

Viadotto crollato a Fossano: le ipotesi preliminari degli ingegneri cuneesi

Una serie di prime considerazioni, espresse dalla Commissione strutture dell'Ordine degli Ingegneri di Cuneo, sul crollo del viadotto a Fossano

Il viadotto crollato. (fonte foto: Regione Piemonte)
Il viadotto crollato. (fonte foto: Regione Piemonte)
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Sono diverse le ipotesi che possono essere formulate in merito al crollo del viadotto della tangenziale Fossano (CN). La realizzazione della campata dell’asta di svincolo per Marene al km 61.300 in località Fossano (CN) risale agli anni ’90 e sono in corso accertamenti da parte degli organi preposti.

Il mero rilievo visivo non può ritenersi un approccio esaustivo alla ricerca della causa che ha portato al crollo della campata del viadotto.

A questo proposito abbiamo interpellato la Commissione Strutture dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Cuneo che, come anticipato, ritiene che al momento è difficile fornire una risposta definitiva se non dopo lo svolgimento delle dovute indagini attualmente in corso.

“Per conoscere le cause di un crollo di tipo diverso da altri avvenuti nell’ultimo anno è necessario eseguire delle indagini che la magistratura farà e che permetteranno di scoprire le motivazioni del disastro”.

A supporto di tale affermazione vi è l’onestà intellettuale che ciascun tecnico deve possedere quanto affronta un dissesto strutturale, ma non solo.

“In realtà noi possiamo come ingegneri fare solo delle ipotesi, senza valore indagatorio, scaturite da un esame peraltro molto superficiale di quanto è successo. Come potete aver visto ormai dalla stampa nazionale sono state fatte ipotesi in merito alla corrosione dei ferri o dei trefoli di armatura, alimentata dall’acqua con sale o da errori in fase di costruzione.

La particolarità di questo evento è stata quella che il viadotto è crollato solo a causa del suo peso proprio, infatti in quel momento non passavano né mezzi normali (auto) nè pesanti (camion), anche se i carichi variabili di fatto risultano minori rispetto al peso proprio delle strutture in c.a.è quindi possibile che il crollo sia stato causato proprio dalla mancata resistenza del materiale, forse una sezione di acciaio insufficiente, ascrivibile ad esempio o a fenomeni corrosivi o di fatica.

Altro aspetto da considerare è l’assenza di sintomi precedenti al crollo: la campata è stata caratterizzata da una rottura di tipo fragile, senza che vi sia sta una eccessiva deformazione premonitrice. In effetti guardando le curve degli acciai armonici da prefabbricato non intercorre molta deformazione tra lo stato di snervamento e quello di rottura.

Altra considerazione è che in merito alla progettazione dei ponti vi sono dei coefficienti di sicurezza o vincoli prestazionali molto elevati ed è quindi ragionevole che un solo tipo di errore non dovrebbe comportare il collasso dell’opera.

Si può allora pensare ad una serie di concause in fase di progetto ed esecuzione quali responsabili dell’accaduto, tra cui ad esempio:

  • qualità dei materiali,
  • qualità dell’esecuzione del manufatto,
  • dimensionamento ingegneristico,
  • fenomeni di fatica.

Infine, altra causa possibile è quella in cui può essere venuto meno l’ancoraggio di testata del cavo stesso (nella ipotesi di post-tensione)”.


Continueremo a monitorare il tema con la consueta attenzione che riserviamo a questi eventi.

Intanto, potete approfondire leggendo questi articoli:

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