Tav, 7 ettari di orti e pascoli al posto dell'ex polveriera di Susa | Ingegneri.info

Tav, 7 ettari di orti e pascoli al posto dell’ex polveriera di Susa

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Si trova alle porte di Susa, sulla Statale 24, l’ex polveriera militare da decenni in stato di abbandono, non lontana dalla futura stazione internazionale della ferrovia a alta velocità che collegherà Torino con Lione. Come prima opera di compensazione e “accompagnamento sociale e territoriale” alla Tav, è stato siglato un protocollo che prevede la bonifica, il recupero e la valorizzazione di queste aree per destinarle a uso agricolo. Un totale di 7 ettari di terreno saranno suddivisi in 20 orti urbani e 5 lotti di pascolo a disposizione della popolazione: quattro ettari a foraggio e gestiti con la fienagione e il pascolo, altri due ettari di notevole interesse naturalistico saranno lasciati liberi, 3mila mq la porzione destinata agli orti concessi in gestione ai residenti interessati.

L’intervento fa parte del programma di opere denominato “Smart Susa Valley” elaborato dall’Osservatorio per il collegamento ferroviario Torino-Lione, d’intesa con la Regione Piemonte e la Provincia di Torino per coordinare la gestione della prima tranchedelle opere. L’intesa, contestata dagli anti-Tav, è stata firmata nella mattinata di venerdì 31 gennaio nel Municipio di Susa tra il presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta, il sindaco di Susa Gemma Amprino e dal vicepresidente di Coldiretti Torino Sergio Barone.

La pianificazione dell’opera di compensazione è stata possibile “solo grazie al dialogo e alla collaborazione fra enti”, ha sottolineato il sindaco Amprino, la quale ha ricordato che i 107 mila euro per il finanziamento del recupero della Polveriera derivano dai residui del Patto territoriale, da utilizzarsi solo per un’attività produttiva, mentre altri 192 mila euro provengono dal Cipe e fanno parte delle azioni di accompagnamento alla costruzione della Tav.

I lavori, previsti per la prossima primavera, consteranno di due fasi: la prima, finanziata con l’importo dei Patti territoriali e di cui è già stata completata la progettazione definitiva, prevede la sistemazione del territorio destinata agli orti e il restauro di una delle casematte; mentre nella seconda si sistemeranno le aree per il pascolo e demoliranno i ruderi e le casermette, i cui detriti verranno in gran parte riutilizzati, in un’ottica di recupero paesaggistico ed agricolo che punta al completo recupero e valorizzazione del suolo. Inoltre è prevista la bonifica bellica, ma riguarderà in prevalenza gli edifici della polveriera, poiché proprio a causa della loro destinazione d’uso non sono mai stati utilizzati ordigni bellici nelle zone adiacenti.

Il presidente della Provincia di Torino, Antonio Saitta, ha affermato che “questa operazione è in tutto e per tutto un’attività economica, con ricadute positive anche sul lavoro”, ricordando “che il recupero della Polveriera è un problema ‘antico’, che ha interessato più amministrazioni nel tempo, e che oggi trova finalmente una soluzione. La Provincia di Torino è sempre disponibile a sostenere i Comuni e ad aiutarli con la propria assistenza tecnica, specialmente se sono operazioni utili, anche se non di vasta portata, come queste”. Dalla Coldiretti, Sergio Barone ha invece commentato l’opera definendola un “risultato tutt’altro che piccolo” che risponderà un’esigenza degli orticoltori e degli allevatori della Val di Susa.

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