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Un ‘Industrial compact’ per il rilancio del manifatturiero europeo

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Si sono chiusi in Italia, sotto il coordinamento nel Ministro dello sviluppo economico Flavio Zanonato, i lavori della Conferenza ministeriale europea degli “Amici dell’industria”. Al centro della conferenza l’impegno congiunto per il rilancio dell’industria manifatturiera comunitaria, come chiave di volta per il rilancio economico dell’Unione e il raggiungimento di adeguati livelli occupazionali. Un impegno che si è tradotto nella proposta di una sorta di “Industrial compact” a fianco del Fiscal compact, per l’inserimento sistematico dell’obiettivo di rilancio industriale in tutte le politiche dell’Unione europea.

Alla riunione svoltasi a Villa Madama a Roma, hanno preso parte i rappresentanti di 24 Paesi europei (Italia, Francia, Germania, Spagna, Grecia, Bulgaria, Lussemburgo, Belgio, Lituania, Romania, Portogallo, Lettonia, Repubblica Slovacca, Polonia, Malta, Slovenia, Irlanda, Croazia, Ungheria, Regno Unito, Austria, Repubblica Ceca, Estonia, Cipro), ed è intervenuto anche il vicepresidente della Commissione europea Antonio Tajani. Al termine dell’incontro è stata elaborata una Dichiarazione congiunta che verrà inviata ai Capi di Stato e di Governo dei Paesi membri affinché il tema possa essere affrontato al massimo livello per favorire azioni concrete in vista dell’importante Consiglio europeo di marzo.

Nel documento si chiede di attuare nel breve termine misure concrete e incisive finalizzate alla diversificazione dei settori produttivi, all’eliminazione di elementi di criticità che frenano la produzione, come la bolletta energetica e il differente costo del lavoro, e a favorire maggiori investimenti in ricerca e sviluppo. Un passo avanti, rispetto alla riunione precedente degli “Amici dell’industria”, svoltasi a Parigi: i Ministri Ue hanno concordato sulla necessità che per restituire all’industria un ruolo di rilevanza non basta puntare sull’innalzamento dei differenziali competitivi tra le diverse economie ma è necessario disegnare nuovi modelli in cui una quota crescente di valore aggiunto è prodotta dalla ricerca e da sistemi ad essa connessi. Un’attenzione particolare sull’energia affinché possa diventare a sua volta driver di sviluppo e di rilancio: un’energia più competitiva e sostenibile sarà pertanto una delle questioni su cui i ministri presenti si sono impegnati maggiormente a battersi in sede europea.

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