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Abusivismo: approvata con modifiche la legge in Senato

Criteri, competenze, procedure e priorità per la demolizione di manufatti abusivi

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Dopo un iter di tre anni fra i due rami del Parlamento, il 17 maggio l’Assemblea del Senato ha approvato con modifiche il ddl Falanga n. 580-B, “Disposizioni in materia di criteri per l’esecuzione di procedure di demolizione di manufatti abusivi”, che mira a garantire uniformità alle procedure di demolizione, individuando criteri di priorità ai quali il pubblico ministero deve attenersi nell’esecuzione di provvedimenti giurisdizionali di condanna per illeciti edilizi. Il testo era già approvato dal Senato il 22 gennaio 2014, poi dalla Camera, con modificazioni, il 18 maggio 2016; a causa dei nuovi emendamenti approvati, il testo deve passare di nuovo all’esame della Camera.

Competenze e procedure
Nella fase di esecuzione delle demolizioni, sono competenti:
A) l’autorità giudiziaria, nel caso in cui la demolizione non sia stata ancora eseguita e in presenza di una condanna definitiva del giudice penale per reati concernenti abusivismo edilizio:
• inosservanza delle norme, prescrizioni e modalità esecutive previste dal Testo Unico Edilizia, dai regolamenti edilizi, dagli strumenti urbanistici e dal permesso di costruire;
• esecuzione dei lavori in totale difformità o assenza del permesso o di prosecuzione degli stessi nonostante l’ordine di sospensione;
lottizzazione abusiva di terreni a scopo edilizio;
• interventi edilizi nelle zone sottoposte a vincolo storico, artistico, archeologico, paesistico, ambientale, in variazione essenziale, in totale difformità o in assenza del permesso;
(art. 31, comma 9 Tu edilizia D.P.R. n. 380/2001).

Per un approfondimento sul reato di “parziale difformità”, clicca questo articolo.

Il procuratore della Repubblica (modifica dell’art. 1, comma 6, del D.L.gs. n. 106/2006) determina i criteri di priorità per l’esecuzione:
• degli ordini di demolizione delle opere abusive;
• degli ordini di rimessione in pristino dello stato dei luoghi, in presenza di condanna definitiva per l’esecuzione di lavori su beni paesaggistici in assenza o in difformità dell’autorizzazione;
dando la precedenza agli immobili in corso di costruzione o non ancora ultimati e agli immobili non stabilmente abitati, secondo la seguente scala gerarchica:
1) immobili di rilevante impatto ambientale o costruiti su area demaniale o in zona soggetta a vincolo ambientale e paesaggistico, o sismico, o idrogeologico o archeologico e storico-artistico;
2) immobili che per qualunque motivo costituiscono un pericolo per la pubblica e privata incolumità, nell’ambito del necessario coordinamento con le autorità amministrative preposte;
3) immobili nella disponibilità di soggetti condannati per i reati di associazione di tipo mafioso o per i delitti aggravati o di soggetti ai quali sono state applicate misure di prevenzione.
B) Le autorità amministrative (Comuni, Regioni e Prefetture), fuori dall’ipotesi precedente, che procedono secondo quanto previsto dal nuovo art. 41 Tu Edilizia, nelle forme del processo amministrativo.

Entro il mese di dicembre di ogni anno il responsabile competente dell’ufficio comunale deve trasmettere al prefetto e alle altre amministrazioni statali e regionali preposte alla tutela, l’elenco delle opere non sanabili che non sono ancora state demolite o ripristinate e per le quali è inutilmente decorso il termine di 270 giorni entro il quale il comune è tenuto a concludere il procedimento di demolizione. Anche il comune che procede alla demolizione può avvalersi di imprese private o delle strutture tecnico-operative del Ministero della difesa.
La Prefettura cura l’esecuzione della demolizione delle opere abusive, compresa la rimozione delle macerie e gli interventi a tutela della pubblica incolumità, per il tramite di imprese (reclutate anche col metodo della trattativa privata ove ne sussistano i presupposti) tecnicamente e finanziariamente idonee. Il Prefetto può avvalersi delle strutture tecnico-operative del Ministero della difesa.

Fondo di rotazione
E’ previsto un aumento di risorse per il “Fondo di rotazione” istituito presso il Ministero delle Infrastrutture, col compito di erogare ai Comuni supporti finanziari per le demolizioni. Tra il 2017 ed 2020 sarà incrementato di 10 milioni di euro all’anno, per un totale di 50 milioni di euro.
I finanziamenti a beneficio dei comuni, dovranno essere restituiti sulla base di un piano di ammortamento decennale a rate annuali costanti, comprensive di quota capitale e quota interessi.

Banca dati dell’abusivismo
Prevista, presso il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, l’organizzazione di una Banca dati nazionale sull’abusivismo edilizio, alla quale dovranno fare riferimento tutti gli enti, amministrazioni e organi competenti in materia di abusivismo edilizio, per condividere e trasmettere le informazioni relative agli illeciti e ai provvedimenti emessi. Il tardivo inserimento delle informazioni nella banca dati comporta una sanzione pecuniaria di 1000 euro in capo al funzionario inadempiente (per un approfondimento su Incompiuto Siciliano, clicca questo articolo).

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