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Bologna modello di città resiliente: tutto sul progetto BlueAp

Il progetto LIFE + BLUEAP (Bologna Local Urban Enviroment Adaptation Plan) ha l'obiettivo di costruire una città resiliente, Bologna, attraverso l'adozione e la redazione di un Piano di Adattamento (PA) ai cambiamenti climatici. Ecco come funziona

Una delle attività messe in atto dal progetto BlueAp a Bologna: la creazione di un itinerario ciclopedonale di 15km in una delle zone più al centro delle trasformazioni urbanistiche
Una delle attività messe in atto dal progetto BlueAp a Bologna: la creazione di un itinerario ciclopedonale di 15km in una delle zone più al centro delle trasformazioni urbanistiche
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Il ddl sul consumo del suolo, approvato alla Camera, detta i principi per la valorizzazione e la tutela del suolo, con particolare riguardo alle superfici agricole e a quelle soggette alla tutela paesaggistica, al fine di promuovere e tutelare l’ambiente, contenendo il consumo del suolo.

L’Italia si è dotata di una strategia nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici, tradotta in uno strumento necessario ad affrontare le calamità naturali, riducendo i rischi per la popolazione e i danni economici, grazie a misure capaci di prevederli e minimizzarli. A livello globale ciò si deve traduce nella riduzione e controllo delle emissioni di CO2, al fine di arginare il surriscaldamento globale.

La città di Bologna è un territorio vulnerabile dove l’evoluzione naturale ha ceduto il passo alla gestione metodica del suolo attraverso interventi di disboscamento, bonifica delle paludi e regolazione dei corsi d’acqua.
Ciò si traduce in eventi correlati, che la cronaca riporta sempre più spesso, quali ad esempio frane, dissesti e piene dei corsi d’acqua.

Come non far corrispondere tali fenomeni ai cambiamenti climatici?

È sotto queste intenzioni che è stato avviato il progetto LIFE + BLUEAP (Bologna Local Urban Enviroment Adaptation Plan) con l’obiettivo di costruire una città resiliente, Bologna, attraverso l’adozione e la redazione di un Piano di Adattamento (PA) ai cambiamenti climatici.

Obiettivi del piano di adattamento (PA)
Il progetto BlueAp parte nell’ottobre 2012 e nel giugno 2014 vede l’adesione al Mayors Adapt. La caratteristica che ha portato alla formulazione e alla redazione del piano (giugno 2015) corrisponde al processo di partecipazione che ha visto coinvolte diverse figure appartenenti ad esempio a:
– enti pubblici;
– aziende pubbliche e partecipate;
– mondo della formazione (università e scuole);
– consorzi;
– associazioni ambientali e di tutela del territorio.

La partecipazione è stata espressa attraverso i seguenti canali:
– informazione/comunicazione;
– consultazione/ascolto;
– collaborazione/coinvolgimento.

Tra gli obiettivi del piano di adattamento ai cambiamenti climatici della città di Bologna vi sono:
1) Creazione di un sistema informativo che integri i dati ambientali a quelli sociali, al fine di restituire informazioni in merito ai rischi ambientali e alle strategie su come affrontarli, nonché la azioni pilota sperimentate e attuate attraverso Blueap.

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2) Aumentare la consapevolezza attraverso l’acquisizione di comportamenti più attenti nei confronti dell’ambiente da parte di diversi soggetti tra cui le autorità locali, gli operatori socioeconomici e gli stessi cittadini.
3) Offrire un supporto tecnico e formativo per pianificare e attuare alcune azioni definite del PA, ovvero le azioni pilota.
4) Condividere e comunicare i risultati del progetto.

Consulta anche: Linee guida per le attività di programmazione e progettazione degli interventi per il contrasto del rischio idrogeologico (bozza per consultazione)

Rilievo delle vulnerabilità
Il profilo climatico locale (PCL) è lo strumento atto a fornire un quadro delle vulnerabilità riscontrate sul territorio bolognese. Esso si compone sostanzialmente di due parti:
1) Analisi climatica a scala regionale (formulazione di scenari climatici futuri)

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“Gli scenari futuri mostrano un aumento della temperatura minima e massima a Bologna di circa 2°C per il periodo 2021- 2050 mentre a fine secolo i segnali di aumento potranno essere più marcati, con anomalie medie superiori a 3°C. Per entrambi i periodi, si prevede che le anomalie più forti potranno verificarsi durante il periodo estivo con valori medi rispettivamente di 2,5 e di 5,5°C. Analizzando i valori stagionali degli scenari di temperatura massima a Bologna, è stato notato come verso fine secolo, valori di 35°C nelle temperature massime estive potranno verificarsi più spesso, valori che oggi sono “estremi della temperatura massima. Anche le temperature minime, soprattutto durante l’estate subiranno un notevole aumento, portando a valori di circa 25°C più frequenti. Quindi possiamo aspettarci che a Bologna, estati come quelle del 2003 o del 2012, che ora si collocano nella parte superiore della distribuzione delle temperature estive, non rimarranno in futuro eventi isolati, ma al contrario potranno risultare sempre più ricorrenti. Questo comporterà, ovviamente, un conseguente aumento anche delle ondate di calore.
Per quanto riguarda le precipitazioni, le proiezioni indicano un potenziale calo, che sarà più pronunciato nella seconda metà del secolo quando la riduzione sarà di circa il 30% (scenario di emissione A1B) per la stagione estiva rispetto al periodo di riferimento 1961-1990”.

2) Analisi del territorio evidenziandone le vulnerabilità in funzione delle proiezioni, stimate in un aumento di 0,3°C/10 anni. Le vulnerabilità riscontrate nel Comune di Bologna sono:
a) siccità e carenza idrica: il cambiamento climatico accentuerà l’intensità e la durata dei periodi di siccità estivi, andando ad aggravare i problemi di disponibilità idrica già presenti oggi. Infatti, l’acquedotto, i canali storici che attraversano il centro città e la rete delle bonifiche sono alimentati essenzialmente da un unico fiume, il Reno, caratterizzato da un flusso naturale limitato durante il periodo estivo.
b) ondate di calore in area urbana: le tendenze ipotizzate accentueranno il fenomeno dell’isola di calore urbano, per cui le aree inurbate saranno più calde della campagna, accrescendo il disagio bioclimatico della popolazione e aumentando la vulnerabilità delle fasce più sensibili, individuate in base all’età, le caratteristiche familiari e le condizioni di censo.
c) eventi non convenzionali e rischio idrogeologico: date le caratteristiche geografiche e topografiche dell’area urbana bolognese, il cambiamento previsto accrescerà la vulnerabilità del territorio collinare e dei sistemi idraulici urbani e aggraverà il rischio di alluvioni e frane, già presenti nella zona. Un fattore di svantaggio, che determina la fragilità del sistema urbano, è rappresentato dalla scarsa risposta idrologica di più del 50% del territorio comunale, in particolare nelle aree dove prevalgono le superfici urbanizzate, ovvero con elevata superficie impermeabilizzata, che impedisce l’infiltrazione delle piogge nel suolo.
D’altra parte, la storica struttura della rete drenante cittadina offre una buona protezione contro il rischio di alluvioni in gran parte dell’area urbanizzata.

Leggi anche: Pianificazione urbanistica: come funzionano la perequazione e la compensazione?

Risultati del progetto BlueAp
1) Si è pervenuti ad un’analisi che ha restituito le dinamiche del cambiamento climatico in termini di vulnerabilità, rischi ed opportunità.
2) Redazione e presentazione nel giugno 2015 del piano di adattamento ai ca cambiamenti climatici per la città di Bologna. È stato creato un database territoriale del PA in ambiente GIS, aperto, flessibile, configurabile con un url dedicato all’aggiornamento automatico dei dati climatici provenienti da Arpa. Il database contiene la cartografia di riferimento per la visualizzazione dei fattori di rischio sia per le aree caratterizzate da un’elevata resilienza. Inoltre il PA contiene le analisi di vulnerabilità, le corrispondenti strategie e azioni operative atte a limitarle coinvolgendo pubblici e privati che operano sul territorio.
3) Azioni pilota sul territorio bolognese.
4) Maggiore consapevolezza.
5) Strumenti web atti a diffondere il progetto e le rispettive risultanze.

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Azioni pilota
1 – Parco Lungo Navile

Parco Lungo Navile

2 – Orti Urbani Comunali

OrtiUrbaniComunali

3 – Gestione sostenibile delle piogge nel piano urbanistico attuativo (PUA) “Via Larga – Via dell’Industria”

Gestione PUA

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