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Come funziona il Protocollo Itaca a Scala Urbana

Il Protocollo ITACA a “Scala Urbana” è un sistema di analisi multicriteria per la valutazione della sostenibilità degli interventi di rigenerazione/trasformazione urbana con una struttura modulare. Ecco come funziona

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Partendo da un set di criteri, il Protocollo ITACA a “Scala Urbana” fornisce un punteggio di prestazione finale, indicativo del livello di sostenibilità dell’intervento a scala urbana.
Il punteggio di prestazione finale viene calcolato attraverso una procedura che si articola in 3 fasi:
caratterizzazione: per ciascun criterio le prestazioni dell’area urbana vengono quantificate attraverso opportuni indicatori da ottenere attraverso il calcolo di specifiche grandezze fisiche (consumi, emissioni, distanze, ecc..);
normalizzazione: il valore di ciascun indicatore viene adimensionalizzato e nuovamente graduato in un intervallo di normalizzazione. Viene cioè assegnato un punteggio in base al valore dell’indicatore e in riferimento a una scala di prestazione (benchmark);
aggregazione: i punteggi vengono combinati insieme per produrre il punteggio complessivo. L’aggregazione avviene attraverso una somma pesata.

Gli elementi costitutivi del metodo di valutazione del Protocollo ITACA a “Scala Urbana” possono essere così riassunti:
1) un insieme di voci di valutazione, dette criteri;
2) un insieme di grandezze, dette indicatori, che permettono di quantificare la prestazione dell’area urbana in relazione a ciascun criterio;
3) un metodo di normalizzazione;
4) un metodo di aggregazione.

Il punteggio viene assegnato per i diversi criteri in relazione a prestazioni di riferimento che riflettono la prassi/contesto locale; la possibilità di stabilire il valore dei pesi dei criteri per la fase di aggregazione di pesi in modo da tenere in considerazione le priorità locali rispetto al tema della sostenibilità.

Il Protocollo ITACA a “Scala Urbana”, vista la complessità dell’ambito urbano, esito di connessioni transcalari, trascende i modelli lineari di valutazione, che vedono il tutto (l’area urbana) come somma delle parti (i singoli edifici), prevedendo tre scale di applicazione in relazione tra di loro: isolato, comparto, quartiere, ma in alcuni casi, ove opportuno, è previsto un riferimento alla scala edilizia (Protocollo Itaca Edificio) o all’intera città. In tal modo le tematiche della sostenibilità si manifestano in modo coerente alla scala di valutazione, assumendo di volta in volta la prospettiva adeguata all’indagine in corso, senza trascurare la visione d’insieme: infatti non tutti i criteri sono significativi a tutte le scale di applicazione, o calcolabili nel medesimo modo.

Criteri/indicatori che contribuiscono alla definizione di “città sostenibili”, e a indirizzare alla qualità urbana:
Governance ovvero la qualità del processo di pianificazione, a cominciare dalla fattibilità/sostenibilità economico-finanziaria, oltre alla partecipazione/condivisione dei cittadini.
Aspetti urbanistici considerando sia la qualità paesaggistica, sia la complessità della morfologia e dell’organizzazione urbana.
Aspetti architettonici intesi come preservazione del patrimonio storico-culturale e dell’identità, qualità architettonica e accessibilità.
Spazi pubblici, assicurando comfort, sicurezza, fruibilità e accessibilità alla mobilità pedonale.
Metabolismo urbano, ovvero il controllo della qualità ambientale attraverso la valutazione dei flussi (aria, acqua, energia, rifiuti).
Biodiversità, intesa come progetto degli spazi verdi, regreening della città esistente e protezione della natura.
Adattamento, attraverso l’adozione di strategie per contrastare la minaccia posta dal cambiamento climatico.
Mobilità/Accessibilità alle infrastrutture e trasporti pubblici.
Società e cultura, ovvero coesione e integrazione sociale, aspetti culturali e relativi alla, dotazione di servizi (educativi, culturali, per la salute/assistenza, per il tempo libero), e di attrezzature commerciali (piccole/medie strutture).
Eeconomia, con l’analisi delle ricadute positive sull’economia urbana e la generazione di attività lavorative, nonché dell’accesso alla residenza.

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