Dal vuoto urbano al Solar Decathlon 2014: tutto sul progetto 'Rhome' | Ingegneri.info

Dal vuoto urbano al Solar Decathlon 2014: tutto sul progetto ‘Rhome’

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Dopo il podio nel 2012 con il progetto Med in Italy, il primo team italiano ammesso al Solar Decathlon Europe ritorna in gara con il progetto Rhome, coinvolgendo studenti e docenti dei Dipartimenti di architettura, ingegneria ed economia dell’Università di Roma Tre nel Solar Decathlon 2014 che si terrà a Versailles.

Questa edizione della competizione si spinge fortemente verso una concezione avanzata ed europea della progettazione sostenibile, poiché la conduzione francese elimina definitivamente l’impostazione americana che, sin dal 2002, richiedeva proposte abitative unifamiliari, e punta alla richiesta di soluzioni e strategie concrete per le problematiche abitative, sociali e di mobilità delle città da cui provengono gli atenei coinvolti. Dinanzi al consumo di suolo, la tendenza urbanistica europea mira infatti a favorire il recupero di vuoti urbani e aree degradate e la densificazione della città attraverso lo sviluppo in verticale all’interno di aree già urbanizzate.

Partendo da tali richieste l’area scelta dal team romano per sperimentare le soluzioni che verranno proposte in competizione è quella di Tor Fiscale, una delle tante periferie di Roma, dove marcata è la dicotomia tra preesistenze storico-monumentali ed edilizia abusiva.

Fig 1. Tor Fiscale – edifici abusivi a ridosso dell’acquedotto Felice

Fig 2. Tor Fiscale – resti dell’acquedotto Claudio invasi delle costruzioni spontanee

Fig 3. Tor Fiscale – viabilità e servizi di quartiere

Fig 4. Tor Fiscale – Il Parco degli acquedotti: la “Grande bellezza” da recuperare

Nell’indicazione del Prg di Roma, l’area di studio è inclusa nella tipologia “Città da ristrutturare” per la quale sono previste azioni di demolizione, sostituzione, trasferimento a distanza e riuso, che sono state rese attuative dal Programma integrato di intervento (Print) per la progettazione e programmazione di interventi di riqualificazione.

Il progetto RhOME quindi, muovendosi nelle prescrizioni del Print, perimetra le aree nelle quali intervenire e prevede la demolizione delle costruzioni scadenti e di poco pregio, che presentano condizioni di insalubrità e insicurezza all’uso e provocano disagio sociale, e il trasferimento degli abitanti in edifici costruiti nei vuoti della città consolidata, per creare quartieri in cui si inneschino nuovi processi culturali e formativi e occasioni di lavoro sulla scia delle tendenze di sviluppo economico più attuali, quali quelle dei maker e degli startupper. Gli edifici messi a punto, inseriti in un meccanismo virtuoso di rigenerazione ad ampio raggio che tocca il ciclo di vita, di gestione e di dismissione del progetto, rappresentano il tentativo concreto di cercare soluzioni urbane in linea con i settori che Horizon 2020 considera fondamentali per la crescita e lo sviluppo sostenibili: occupazione, innovazione, energia, istruzione, povertà ed emarginazione.

Fig 5. Aree di intervento e demolizioni

Dal punto di vista architettonico il progetto reinterpreta sia la tradizionale copertura a falde, rigirando il rivestimento delle facciate anche in copertura, sia la caratteristica loggia romana, volta a garantire spazi aperti e personalizzabili ai suoi abitanti, nel rispetto di quello che è lo stile di vita da cui provengono.

Fig 6. Immagine dell’intervento urbano

Fig 7. Densificazione urbana e diradamento intorno al bene storico

Fig 8. Immagine dell’aggregato urbano

Il progetto è pensato con un solido core tecnologico centrale, che accoglie servizi e spazi distributivi, e con cellule abitative personalizzabili realizzate con una struttura platform frame in legno.

Fig 9. Il core tecnologico, in rosso, contiene tutti gli impianti di trattamento dell’aria, elettrici e speciali, i bagni, le cucine, il sistema distributivo, con scale e ascensori.

Il clima di riferimento dell’intervento è quello mediterraneo e la scelta progettuale di utilizzare strutture leggere in legno ha comportato la necessità di garantire ugualmente un buon accumulo inerziale ed uno sfasamento elevato dei pacchetti di involucro per favorire un ottimale comportamento estivo. A tale scopo, grazie all’ausilio di software di simulazione dinamica e prove sperimentali in camera climatica, è stata messa a punto una stratigrafia altamente isolata con fibra di legno, per garantire lo sfasamento elevato dell’onda termica mentre, per permettere l’accumulo inerziale, si è aggiunto uno strato di sabbia, disposto lungo la superficie interna della parete, volto non solo a contribuire al valore di trasmittanza dell’involucro e al ritardo di fase dell’onda termica ma soprattutto utilizzato strategicamente come un assorbitore termico in grado di mitigare la temperatura interna. Dalle simulazioni effettuate, l’impiego della massa in sabbia ha permesso di influenzare in maniera positiva la temperatura operante e percepita e quindi il comfort indoor, nella stagione estiva in particolare.

Fig. 10 – Pianta della parete: sulla destra lo strato interno riempito di sabbia.

Un appartamento dell’aggregato urbano diventerà la cellula di 62 m2 che sarà portata in competizione a Versailles che, grazie all’utilizzo di macchinari a controllo numerico, sarà prodotta, preassemblata e montata in meno di dieci giorni, riducendo sensibilmente il dispendio energetico delle fasi di cantiere.

Fig 11. Immagine dell’edificio con estrapolazione di un appartamento che costituirà il prototipo portato in gara a Versailles per il Solar Decathlon 2014

Per il prototipo in gara le regole della competizione hanno puntato tutto sull’enfasi dell’efficienza del sistema edificio-impianto, poiché è stata ridotta la quantità di produzione energetica ammissibile in gara a 5 kW di picco del campo fotovoltaico, rispetto ai 20 kW previsti dal regolamento americano.

Per tale ragione, attraverso software di simulazione dinamica, il sistema è stato progettato accuratamente per ottimizzare sia il funzionamento passivo sia quello attivo della casa. Si stima infatti che il prototipo che andrà in gara sarà in grado di consumare circa 2100 kWh/m2a e, grazie allo schermo solare fotovoltaico e all’alta efficienza energetica, di produrre circa il doppio dell’energia necessaria al suo funzionamento.

Fig 12. Il prototipo in competizione a Versailles

Il prototipo è stato progettato con software Bim, che consentono di modellare e connettere tutte le sfere del progetto e con cui è stato possibile non solo simulare il comportamento dinamico dell’involucro come sopra specificato, ma anche verificare l’efficacia dell’apporto della luce naturale, progettare colori e aggetti ombreggianti, calcolare il fabbisogno di acqua, il suo stoccaggio e la sua depurazione per il riutilizzo, e perfino valutare il life cycle di tutto l’intervento a scala urbana, che ingloba anche il ciclo dei rifiuti.

La vera innovazione è quindi anche nel processo che, grazie alle tecnologie informatiche e alla sperimentazione in essere, consente di simulare l’ante e verificare il post intervento, rendendo attiva la presenza dell’utente che apprende come gestire l’abitare del futuro grazie a un sistema domotico di informazione su produzioni e consumi.

L’autore


Ilaria Montella

Architetto e dottoranda in Tecnologia dell’architettura presso l’Università di Firenze sulla rigenerazione urbana sostenibile, si è laureata in Architettura con 110/110 all’Università di Roma Tre con una tesi sperimentale presso l’Enea-Casaccia, dedicata a un progetto di retrofit energetico di una scuola. 

Nel 2006 inizia a collaborare con il Dipartimento DiPsa dell’Università di Roma Tre su un progetto di retrofitting energetico occupandosi di modellazione con software di simulazione dinamica e di studi sull’efficienza energetica. Nel 2006 vince una borsa di studio per il master di Interior Design presso lo Ied Roma. Dal 2007 è assistente alla didattica al Laboratorio di costruzione dell’architettura – Università di Roma Tre. Dal 2009 è Consulente energetico all’Agenzia CasaClima di Bolzano. Dal 2010 è docente presso lo Ied, Istituto europeo di design, di “efficienza energetica degli edifici ed integrazione nel progetto di interni”. Vince nel 2012 una borsa di studio della Comunità europea-progetto Leonardo – per la ricerca Ttsb “Training Tools for Sustainable Buildings” – per la creazione di un database per l’apprendimento permanente sull’edilizia sostenibile.

Componente del “Team Rhome” – Università di Roma Tre, nel settore “Energy efficiency” per la competizione del “Solar Decathlon Europe” 2014 che si terrà a Giugno a Versailles. Svolge la libera professione occupandosi di efficienza energetica ed operando sintesi ed integrazione tra tecnologie sostenibili ed architettura di interni.

L’autore


Chiara Tonelli

Professore associato abilitato in Tecnologia dell’architettura presso l’Università degli Studi di Roma Tre, si occupa – in ricerche internazionali ed europee – di management del processo edilizio orientato alla progettazione ambientale, applicato sia alla scala urbana, sia alla scala dell’edificio. È ideatrice e coordinatrice del primo progetto italiano ammesso a Solar Decathlon, competizione tra università di tutto il mondo per la progettazione e realizzazione di edifici ad alta efficienza energetica. 

La casa Med in Italy è stata in competizione a settembre 2012 a Madrid, dove si è classificata 3° e ha vinto la medaglia d’oro per la sostenibilità. Coordina la partecipazione italiana al Solar Decathlon 2014 con il progetto RhOME, orientato alla rigenerazione urbana della aree ad edilizia informale della periferia di Roma. È coordinatrice del Progetto di “Grande rilevanza scientifica e tecnologica del Ministero degli esteri 2014-2016” per la rigenerazione urbana della aree ad edilizia informale di Buenos Aires. Architetto dal 1995, è autrice di numerosi progetti a livello preliminare, definitivo ed esecutivo, per privati ed enti pubblici. Dal 2005 conduce programmi televisivi dedicati all’architettura.

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