Emilia Romagna, il nuovo bando per la rigenerazione degli spazi | Ingegneri.info

Emilia Romagna, il nuovo bando per la rigenerazione degli spazi

L'obiettivo è di promuovere rigenerazione, riuso e valorizzazione del patrimonio ambientale, urbano e sociale esistente con la riqualificazione del costruito e un consumo zero di suolo

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Adesso più che mai, le città si stanno misurando con la complessità di dover creare opportunità economiche in un clima di accesa competizione, contrazione del mercato e risorse ridotte. In questo quadro la rigenerazione urbana può giocare un ruolo fondamentale nel rinvigorire le economie locali e la coesione sociale.

Rigenerazione è una locuzione che in urbanistica obbliga ad andare oltre il semplice recupero, riuso o riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, ponendo l’intervento edilizio non come il cuore del programma, bensì come ambito rilevante di intervento e funzionale al miglioramento economico, sociale e ambientale del territorio.

Ed è proprio in questo ambito che si inserisce il bando pubblicato dalla regione Emilia-Romagna col quale quest’ultima si impegna a promuovere una strategia definita e volta ad affrontare i diversi aspetti della rigenerazione, del riuso e della valorizzazione del patrimonio ambientale, urbano e sociale esistente puntando al miglioramento di criticità ambientali e paesaggistiche, della vivibilità degli spazi collettivi e della qualità urbana ed architettonica favorendo l’attivazione e la collaborazione del capitale sociale esistente.

Rigenerazione urbana, a chi è rivolto il bando dell’Emilia Romagna

Primo atto concreto della nuova Legge Regionale n.24 del 21 Dicembre 2017 “Disciplina regionale sulla tutela e l’uso del territorio” della Regione Emilia Romagna, il bando è finalizzato a valutare proposte di rigenerazione urbana promosse dalle amministrazioni pubbliche locali quali comuni singoli e associati e Unioni di Comuni per il miglioramento della vivibilità delle città, della qualità urbana ed ambientale e della coesione e partecipazione ai processi di trasformazione da parte degli abitanti.

I comuni che fanno domanda insieme dovranno indicare un comune capofila per i rapporti con la Regione in tutte le fasi della procedura. Il ruolo di capofila può essere assunto anche dalla Città metropolitana di Bologna in riferimento a Comuni o Unioni di comuni comprese nel proprio territorio.  Le domande potranno essere presentate entro il 17 Settembre 2018.

Ponendo come strategia per la rigenerazione urbana il soddisfacimento di condizioni sostenibili e l’indicazione di requisiti prestazionali in relazione alla qualità ambientale, alle dotazioni territoriali, alle infrastrutture ed ai servizi pubblici, il bando definisce uno degli elementi portanti futuri della pianificazione comunale, incentrata sulla rigenerazione come motore di sviluppo del territorio e strumento cardine per migliorare la qualità e l’attrattività dei centri urbani con risvolti positivi oltre che sul tessuto urbano, anche su quello socio-economico e culturale.

Il provvedimento infatti, esclude opere spot, limitate e svincolate dal contesto socio-ambientale, premiando esclusivamente i Comuni che saranno capaci di presentare progetti che delineino in maniera chiara ed esaustiva il quadro diagnostico di partenza, a partire da una esauriente fase conoscitiva e di sintesi che individui i problemi e le principali criticità, ed interventi con definite condizioni di fattibilità tecnica, amministrativa e finanziaria specificandone per questi il coinvolgimento allargato del territorio nelle sue componenti sociali, economiche e culturali.

Saranno concessi finanziamenti dunque, a quegli Enti che nella pianificazione urbanistica si impegneranno a privilegiare interventi di riqualificazione e riuso del patrimonio edilizio e infrastrutturale esistente, abbandonando la vecchia pratica di pianificare l’espansione urbana senza limiti a discapito della conservazione e salvaguardia del territorio e delle aree verdi.

I fondi disponibili per la rigenerazione urbana

Ogni progetto potrà avere un sostegno fino a 1,5 milioni di euro, con un co-finanziamento analogo. Secondo le stime infatti, il bando porterà a interventi per un valore di 50-60 milioni.

Delle risorse messe a disposizione, 30 milioni di euro saranno stanziate dal Piano Operativo del Fondo Sviluppo e Coesione Infrastrutturale (FSC) 2014-2020 e destinate alla realizzazione o riqualificazione di opere pubbliche o di pubblica utilità come scuole, biblioteche, edifici pubblici, parchi e spazi pubblici, con la specifica che una quota non inferiore a 10 milioni di euro delle risorse FSC sarà riservata esclusivamente ai comuni con popolazione inferiore ai 50mila abitanti.

Saranno inoltre disponibili ulteriori risorse per complessivi 6,5 milioni di euro provenienti dalla Cassa Depositi e Prestiti (CDP) per interventi di social housing volti al recupero o alla realizzazione di alloggi di proprietà pubblica e delle relative dotazioni territoriali, prioritariamente collocati in contesti urbani consolidati, con la specifica che, per la realizzazione di tali interventi, l’importo del contributo richiesto non potrà superare il limite di 1 milione di euro per i Comuni con popolazione superiore ai 50mila abitanti e di 700mila euro per i Comuni con popolazione inferiore ai 50mila abitanti.

Nel bando viene inoltre chiarito che, le risorse saranno erogate a fronte di un impegno diretto delle Pubbliche Amministrazioni che intendono avanzare progetti sotto forma di un cofinanziamento minimo obbligatorio delle opere in previsione. Una percentuale di compartecipazione finanziaria che varia dal 30 al 50% (sia nel caso di fondi FSC che di fondi CDP) a seconda che si tratti di interventi nei Comuni sopra o sotto la soglia dei 50mila abitanti. In rapporto a quest’ultimo criterio cambia infatti, anche l’importo massimo finanziabile di ciascuno intervento: rispettivamente 1,5 e 1 milione di euro per le risorse FSC e 1 milione e 700mila euro per i finanziamenti CDP.

Quali sono i criteri di valutazione per i progetti?

Il compito di selezionare i progetti sarà affidato a un apposito nucleo di valutazione composto da membri interni all’amministrazione regionale, integrato da un rappresentante dell’Associazione nazionale Comuni italiani.

Le candidature saranno valutate sulla base della qualità complessiva della strategia di rigenerazione, cantierabilità certa, coerenza ed efficacia della strategia sotto i profili ecologico-ambientale, urbanistico-architettonico, sociale, culturale ed economico con particolare attenzione all’idonea copertura finanziaria degli interventi e delle azioni previste, soprattutto in riguardo alla quota obbligatoria di cofinanziamento.

Punteggi aggiuntivi potranno essere assegnati se il progetto è esito di concorsi di progettazione, se contribuisce alla qualificazione della rete dei trasporti o se all’interno della strategia complessiva sono previsti interventi per promuovere la mobilità sostenibile.

Chiusa la fase della valutazione dei progetti con l’approvazione della graduatoria e l’assegnazione delle risorse, si aprirà infine quella di concertazione tra Comuni selezionati e Regione che porterà alla firma di un vero e proprio contratto di rigenerazione urbana, con il dettaglio degli interventi e delle azioni proposte, il piano economico-finanziario ed il relativo cronoprogramma di attuazione con la specifica che , entro il 31 dicembre 2019 i Comuni che si candidano a realizzare gli interventi utilizzando le risorse FSC dovranno avere appaltato i lavori, pena la decadenza dall’assegnazione delle risorse e la revoca di quelle erogate.

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