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Gli ingegneri aquilani contro la paralisi della ricostruzione

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Sulla ricostruzione dell’Aquila si è già pronunciato il Consiglio nazionale degli ingegneri (Cni) “bocciando” gli interventi nel capoluogo abruzzese e avanzando proposte concrete. Ora a scendere in campo sono gli stessi ingegneri aquilani con una lettera aperta ai cittadini, alle forze istituzionali, politiche, economiche e sociali approvata dal Consiglio dell’Ordine nella riunione del 7 dicembre scorso, della quale riportiamo il contenuto.

L’iter burocratico della ricostruzione aquilana vive una fase di stallo e paralisi. La paralisi ormai totale per il rilascio degli indennizzi per la riparazione degli edifici classificati “E” al di fuori dei centri storici del Comune dell’Aquila è ormai palese. Al 25 novembre 2011 le domande presentate erano 8.315 e i contributi rilasciati ammontavano a 1.558, durante tutto l’anno 2011 ne sono stati rilasciati appena 1.152.

Oggi si può far finta che il problema non esiste, o meglio, che i responsabili siano sempre altri, infatti la negativa sinergia del Commissario per la Ricostruzione con il Sindaco dell’Aquila ha portato alle illogiche determinazioni del 30 agosto, negando l’ultima proroga per la presentazione dei progetti, pur in presenza di un accordo con il Commissario, per la razionalizzazione e il riordino delle procedure anche al fine di evitare sovrapposizione di procedure burocratiche per il rilascio di pratiche già in atti e di pratiche di nuova presentazione.

I fatti poi hanno smentito quanto proclamato il 30 agosto, tanto è vero che la OPCM 3978 non prevede più scadenze per la presentazione dei progetti ma solo il termine di 180 giorni per beneficiare delle previste forme di assistenza per la popolazione.

L’Ordine, interpretando il sentimento degli iscritti e di molti cittadini che chiedono le motivazioni del blocco, rivolge un appello al Commissario per la Ricostruzione ed al Sindaco di L’Aquila, affinché creino una positiva sinergia nel comunicare ai cittadini le motivazioni del fermo e nel contempo diano certezze sui modi per sbloccare la situazione del rilascio degli indennizzi. Ma non solo, perché anche i tempi per la liquidazione del SAL e degli Stati Finali costituisce un problema che va immediatamente risolto per ovvi motivi di grande interesse generale.

Gli ingegneri aquilani chiedono, inoltre, che sia resa pubblica la tracciabilità delle pratiche in modo che ogni cittadino possa conoscere la propria situazione e ognuno abbia la certezza che sia rispettato l’ordine cronologico nell’esame delle istanze e nel loro iter fino a conclusione degli interventi.

L’Ordine, che ha sempre interpretato il ruolo sociale a cui è chiamato, ha tenuto sempre nella dovuta considerazione la questione dell’adeguamento delle convenzioni per le prestazioni professionali, tant’è che ancora esso non è stato aggiornato, pur in presenza di un notevole sforzo intellettivo ed economico da parte dei professionisti per la presentazione dei progetti, uno sforzo che non può essere più sostenuto ora che si è di fronte alla complessità di studio richiesta per gli edifici e aggregati “E”.

Il blocco delle pratiche e quindi il non avvio dei lavori ha già creato difficoltà economiche ai Professionisti per non poter percepire i compensi professionali dovuti. Per tutto quanto sopra si invitano le istituzioni a voler attivare un tavolo tecnico per risolvere in modo definitivo le criticità.

Nel contempo l’Ordine è del parere, rassicurando i cittadini, che quanto di spettanza dei professionisti è stato già espletato e che le criticità non sono imputabili a loro. Infine, occorre far chiarezza anche per i centri storici dove, la costituzione dei Consorzi e la predisposizione dei progetti, necessitano di riscontro attraverso una norma che garantisca l’erogazione da parte dello Stato del necessario e pluriennale flusso finanziario da ripartire fra i Comuni del Cratere.

O.O.

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