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I tetti verdi e i vantaggi della progettazione sostenibile

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“E’ necessaria una rivoluzione verde che deve interessare i cittadini, gli uffici tecnici dei Comuni, gli studi professionali, le imprese di costruzione, che tutti insieme devono capire che più verde può migliorare la qualità della vita, la salubrità e la sostenibilità dei nostri spazi urbani”. Queste le parole pronunciate dall’agronomo Paolo Callioni, responsabile Anab per il settore della pianificazione sostenibile, in occasione del convegno dell’Associazione nazionale architettura bioecologica, tenutosi a Roma il 27 giugno 2014 nell’Aula Magna dell’Università di Roma 3 anche per celebrare il 25esimo anniversario della fondazione dell’associazione.

Il convegno, dal titolo “Architettura naturale e verde pensile per gli edifici e le città ecologiche del futuro”, ha visto la partecipazione di presenze istituzionali qualificate come quelle del ministero dell’Ambiente, delle università italiane, dei Consigli nazionali, dell’Aivep (Associazione italiana verde pensile), dell’Inu. Erano due i principali argomenti in programma: il rapporto edificioverde pensile e la relazione fra verde pensile e contesto urbanistico. Durante l’evento si sono alternati interventi frontali tematici e due tavole rotonde, condotte dal moderatore Marco Moro di Edizioni Ambiente.

Quello dei tetti giardino è un sistema per costruire case più sane, più sostenibili, vicine al modello di “architettura naturale” che l’Associazione propone, realizzando fabbricati più vicini alla natura, meno inquinanti e più salubri anche per coloro che vi abitano. Secondo l’agronomo Callioni, curatore del convegno, “dobbiamo seguire l’esempio già tracciato dall’esperienza di città come Berlino, Malmoe, Seattle, S. Francisco, Chicago, Toronto e Vancouver, che hanno puntato moltissimo sull’integrazione del verde. In Italia,grazie anche alla L. 13/2013 (norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani), si può cominciare a dare importanza agli spazi verdi urbani, privati e pubblici, e non più solo ai volumi e alle superfici”.

Callioni sottolinea che “la città di Bolzano l’ha già fatto, nel capoluogo altoatesino il verde è un elemento determinante per la progettazione edilizia, e la realizzazione di superfici di verde pensile consente di garantire gli standard previsti dal regolamento edilizio. E’ necessaria anche un’azione delle istituzioni nazionali e locali, che devono promuovere il modello di diffusione del verde urbano e del verde pensile attraverso strumenti normativi e iniziative pilota”. Come spiega l’architetto Antonio Glielmi, neoeletto vicepresidente di Anab, “affrontare oggi il tema del verde pensile è importante per orientare sempre più i modelli dell’architettura sostenibile verso un rapporto diretto con la natura e con il verde”.

In una città come Roma, per esempio, oltre a migliorare la qualità dell’aria e del paesaggio urbano, i tetti verdi possono favorire la biodiversità vegetale e animale e rendere “più naturali” gli spazi urbani. I vantaggi connessi all’uso del verde pensile sono molteplici: fabbricati e città migliorano il proprio aspetto e diventano più vivibili, diminuisce l’inquinamento ambientale e si produce ossigeno. I tetti verdi rallentano il deflusso dell’acqua, limitando gli effetti delle inondazioni improvvise nelle aree urbane, creando un habitat più naturale che permette di ospitare una fauna utile. Aspetto non secondario è che il verde pensile permette di usufruire degli incentivi per il risparmio energetico: gli interventi per la realizzazione di verde pensile e verde verticale sono considerati a tutti gli effetti dal DPR 2 aprile 2009 n. 59 “strutture dell’involucro edilizio atte a produrre risparmio energetico”, per cui è possibile usufruire della detrazione sino al 65%.

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