Il Piano urbano generale dei servizi nel sottosuolo e i 'buchi' di Firenze e Genova | Ingegneri.info

Il Piano urbano generale dei servizi nel sottosuolo e i ‘buchi’ di Firenze e Genova

A distanza di poco più di un mese dal caso di Firenze, il 25 giugno scorso, Genova è stato oggetto di una rottura di una tubazione dell'acquedotto. Alla luce di questi fatti, facciamo un punto sullo strumento del Pugss, il Piano urbano generale dei servizi nel sottosuolo

La voragine di Firenze del 25 maggio (foto: ANSA / MAURIZIO DEGL'INNOCENTI)
La voragine di Firenze del 25 maggio (foto: ANSA / MAURIZIO DEGL'INNOCENTI)
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Partiamo dalla cronaca. Firenze, 25 maggio 2016 – “Una voragine di circa duecento metri per sette di larghezza, causata dalla rottura della conduttura dell’acqua, si è aperta sul Lungarno Torrigiani, tra Ponte Vecchio e Ponte alle Grazie, in pieno centro di Firenze. Il cedimento è avvenuto attorno alle 6.30 ed ha coinvolto una ventina di auto che erano in sosta” (Ansa-Toscana).

A un mese esatto di distanza: Genova, 25 giugno 2016 – “Dopo alluvioni e frane, l’acquedotto colabrodo. Torna verso la normalità la rete idrica genovese. A Principe e Dinegro i tecnici di vigili del fuoco, Iren e Mediterranea delle acque hanno lavorato tutta la notte, tappando finalmente le falle delle tubature (terzo e quarto episodio in una sola settimana). Tra le cause delle rotture delle tubature, secondo un’ipotesi dei tecnici, ci sarebbe pure lo sbalzo di temperatura dovuta al caldo che dilata il materiale. Tuttavia, il Comune ha chiesto un monitoraggio per verificare che non si tratta di usura delle tubazioni, che stante i fatti potrebbero essere ormai obsolete”.

Due eventi ravvicinati con caratteristiche apparentemente simili che, dal punto di vista urbanistico, ci hanno riportato alla mente lo strumento che dovrebbe, almeno a livello normativo, fornire un supporto alle amministrazioni locali per la prevenzione di queste situazioni: il piano urbano generale dei sevizi nel sottosuolo (PUGSS).

Ma che cos’è il Piano Urbano Generale dei Sevizi nel Sottosuolo (PUGSS)?

Il Piano Urbano Generale dei Servizi nel Sottosuolo (PUGSS) è lo strumento di pianificazione del sottosuolo previsto dalla Direttiva della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 3 marzo 1999, recepita poi dalle diverse regioni italiane attraverso le leggi regionali atte a stabilire le linee guida per la redazione di tale strumento (la direttiva è disponibile in allegato alla fine dell’articolo).

Suddetta direttiva ha l’obiettivo di “razionalizzare l’impiego del sottosuolo in modo da favorire il coordinamento degli interventi per la realizzazione delle opere, facilitando la necessaria tempestività degli interventi stessi al fine di consentire, nel contempo, la regolare agibilità del traffico ed evitare, per quanto possibile, il disagio alla popolazione dell’area interessata ai lavori ed alle attività commerciali ivi esistenti”.

Tale finalità può essere perseguita attraverso la redazione di “un piano organico per l’utilizzazione razionale del sottosuolo da elaborare d’intesa con le “Aziende”, che sarà denominato Piano Urbano Generale dei Servizi nel Sottosuolo (PUGSS), farà parte del Piano Regolatore Generale e, comunque, dovrà attuarsi in coerenza con gli strumenti di sviluppo urbanistico”.

Chi deve dotarsi del Piano Urbano Generale dei Sevizi nel Sottosuolo (PUGSS)?
Entro un quinquennio, compatibilmente con le risorse disponibili, i Comuni capoluogo di provincia e quelli con popolazione residente superiore ai 30.000 abitanti o interessati da un’alta affluenza turistica stagionale, sono tenuti a redigere il PUGSS. Le Regioni, inoltre, “possono individuare aree urbane ad alta densità abitativa o ambiti territoriali a particolare sensibilità ambientale da sottoporre a tale obbligo” (art. 3 DPCM 3/3/1999).

Come devono essere realizzati i servizi?
I servizi considerati nella direttiva ministeriali corrispondono a reti di: acquedotti, elettriche di distribuzione, elettriche per servizi stradali (ad esempio illuminazione pubblica e semafori), distribuzione per le telecomunicazioni ed i cablaggi di servizi particolari, teleriscaldamento e condutture del gas.

“Per la realizzazione degli impianti nel sottosuolo sono definite tre categorie standard di ubicazione dei vari servizi:
a) in trincea previa posa direttamente interrata o in tubazioni sotto i marciapiedi o altre pertinenze stradali;
b)in polifore, manufatti predisposti nel sottosuolo per l’infilaggio di canalizzazioni;
c) in strutture polifunzionali, cunicoli e gallerie pluriservizi percorribili.
Le caratteristiche tecniche di questi tipi di impianto saranno in accordo con le Norme Tecniche UNI e CEI pertinenti” (art.4).

Quali sono i contenuti del PUGSS?
Il piano PUGSS deve seguire le linee guida stabilite all’interno delle leggi regionali che hanno recepito la direttiva ministeriale 3/3/1999. A titolo d esempio sono state prese in considerazione le linee guida lombarde, RR06/2010 che prevedono, per la redazione del PUGSS, le seguenti fasi:
1) Fase conoscitiva dei fattori strutturali: nella direttiva è data particolare importanza alla cartografia, ovvero all’individuazione dei servizi presenti nel sottosuolo. I documenti che possono essere considerati sono ad esempio le informazioni inerenti la geologia, l’individuazione del reticolo idrico, le analisi urbanistiche e gli studi territoriali e sulle reti tecnologiche. Come per tutti gli strumenti pianificatori, la fase conoscitiva deve essere costantemente aggiornata.
2) Fase di analisi delle criticità e delle qualità urbane
3) Fase pianificatoria degli interventi: Il PUGSS definisce la tipologia delle strutture da realizzare al di sotto della rete stradale sulla base dei risultati della caratterizzazione dei sistemi territoriali (strade e reti) e dell’individuazione dei sottoservizi, combinando le diverse fasi conoscitive.

Per approfondire, scarica: Linee guida per le attività di programmazione e progettazione degli interventi per il contrasto del rischio idrogeologico (bozza per consultazione)

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