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Il progetto delle opere di urbanizzazione è competenza esclusiva degli ingegneri

Secondo il Tar Campania, gli architetti sono abilitati alle opere di urbanizzazione solo se le opere sono di pertinenza di singoli edifici civili

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La sentenza n. 1023/2017 del Tar Campania afferma che il progetto delle opere viarie e di urbanizzazione a servizio di complessi edilizi compete ai soli ingegneri, con l’eccezione delle opere di pertinenza di singoli edifici civili; in questi casi, il progettista può essere anche un architetto.

Il caso
Nel 2014 il Comune di Puglianello indiceva una gara d’appalto integrato per il “completamento delle opere di urbanizzazione del 2° Comparto del Piano degli Insediamenti Produttivi”, da aggiudicarsi con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa e con importo base di euro 2.716.239,93. Le lavorazioni che componevano l’intervento risultavano così specificate:
• categoria prevalente OG3 – classifica III;
• categorie scorporabili e subappaltabili OG6 – classifica III e OG1 – classifica III.

Alla procedura concorsuale partecipavano solo due imprese.
L’impresa seconda classificata aveva proposto ricorso, sostenendo – tra altre motivazioni – l’irregolarità dell’incarico aggiudicato a un’impresa che aveva indicato come progettista un architetto.

La sentenza
I giudici amministrativi condividono l’assunto del ricorrente, secondo cui “la progettazione delle opere viarie non connesse ai singoli fabbricati sono di pertinenza esclusiva degli ingegneri, sulla base dell’art. 51 (che devolve a tali professionisti la progettazione e la conduzione dei lavori relativi alle “vie ed ai mezzi di trasporto del deflusso e di comunicazione”) e dell’art. 52 (che attribuisce ai detti ingegneri le “costruzioni di ogni specie”) del Regio Decreto n. 2537/1925, norme ancora in vigore che costituiscono il punto di riferimento normativo per stabilire il discrimine tra le competenze degli architetti e quelle degli ingegneri”.
Secondo una consolidata giurisprudenza (Consiglio di Stato, Sez. IV, n. 2938/2000, Sez. VI, n. 1150/2013; Tar Sicilia, Palermo, n. 2274/2002; Tar Calabria, Catanzaro n. 354/2008; Tar Veneto, n. 1153/2011; Tar Puglia, Lecce, n. 1270/2013; Tar Lazio, Latina, n. 608/2013), “tali disposizioni vanno interpretate nel senso che appartiene alla esclusiva competenza degli ingegneri non solo progettazione delle opere necessarie alla estrazione e lavorazione di materiali destinati alle costruzioni e la progettazione delle costruzioni industriali, ma anche la progettazione delle opere igienico – sanitarie e delle opere di urbanizzazione primaria, per tali dovendosi intendere le opere afferenti la viabilità, gli acquedotti, i depuratori, le condotte fognarie e gli impianti di illuminazione, salvo solo il caso che tali opere non siano di pertinenza di singoli edifici civili”. In tal caso, anche gli architetti sono ammessi alla progettazione.
Nel caso specifico, le attività progettuali non riguardano opere a servizio di singoli fabbricati ma opere di urbanizzazione di un comparto del Piano di Insediamenti produttivi, come tale devoluto alla competenza degli ingegneri. Ne consegue la illegittimità in parte qua della disciplina di gara e, di conseguenza, del provvedimento di ammissione alla gara della società aggiudicataria.

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