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La città resiliente in grado di gestire il rischio alluvione

Il progetto “The Soul of Nørrebro” a Copenaghen ridisegna 85.000 mq a forte rischio alluvione che diventeranno un grande bacino di raccolta in grado di gestire e smaltire fino a 18.000 mc di acqua piovana

© SLA - Beauty and the Bit
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Può il rischio alluvione diventare occasione e guida di trasformazioni urbane in grado di rendere realmente le città più resilienti e più sicure? Secondo l’esperienza danese sembrerebbe di si. A Copenaghen è stato infatti presentato il piano di intervento che, impostato dai locali SLA Architects e Ramboll Group, nei prossimi anni trasformerà l’area dell’Hans Tavsens Park e Korsgade, ampia area verde situata nel quartiere Nørrebro, nel centro della capitale danese.

Il progetto, vincitore di un concorso internazionale con il titolo di “The Soul of Nørrebro”, nasce all’interno di un processo di trasformazione che una città da sempre particolarmente attenta alle tematiche dello sviluppo sostenibile e della tutela del territorio ha intrapreso ormai da anni, sostenuto da un duplice base. Da una parte il rischio sempre più alto di essere vittima di alluvioni, l’ultima delle quali, una delle più importanti della sua storia recente, l’ha colpita nel luglio 2011 provocando estesi allagamenti e causando danni per quasi 1,5 milioni di euro. Dall’altra, l’emanazione del Copenhagen climate plan, un ambizioso programma di interventi elaborato nel 2012 come conseguenza della UN Climate Change Conference del 2009. Il piano si è posto l’obiettivo di rendere la città la prima capitale carbon neutral entro il 2025 attraverso forti sostegni allo sviluppo di sistemi sostenibili di produzione e approvvigionamento energetico e interventi nell’ambito dei trasporti che stanno promuovendo una già sviluppata mobilità su due ruote e sostenendo sempre di più il trasporto pubblico.

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Da allora sono stati avviati piani particolareggiati che, prediligendo trasformazioni dolci, stanno cambiando il volto della città abbellendola e rendendola allo stesso tempo intrinsecamente più resistente agli effetti dei cambiamenti climatici. Tra questi, il primo è stato la sistemazione del quartiere di San Kjeld, uno dei più colpiti dall’alluvione del 2011: progettata dallo studio danese Tredje Natur nel 2012, ha impostato l’intervento partendo dalla realizzazione di aree verdi e percorsi pedonali sopraelevati che in caso di necessità dovrebbero essere in grado di raccogliere le acque in eccesso e smaltirle in modo più sicuro per gli abitanti del quartiere ma anche per le loro abitazioni.

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Un render del quartiere allo stadio normale © SLA – Beauty and the Bit

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Un render del quartiere in caso di inondazione © SLA – Beauty and the Bit

Un concetto simile è alla base di quanto in realizzazione all’Hans Tavsens Park, predisposto da un gruppo di progettisti specializzati che, accanto a SLA Architects e Ramboll Group impegnato da molti anni nell’elaborazione di risposte adattive agli effetti dei cambiamenti climatici sul territorio, comprende anche il sociologo e giornalista Aydin Soei e il team di Social Action, gli esperti di processi partecipativi ArkiLab e GAME, piattaforma nazionale per lo sviluppo dello sport nelle strade e all’aperto.

Elaborato in modo partecipato con la cittadinanza su impulso della municipalità e sotto l’egida del Nordic Council of Ministers, il progetto di ridisegno interviene su un’area di 85.000 mq a forte rischio allagamento realizzando un sistema in grado di autoproteggersi in cui il parco diventa un grande “bacino di raccolta” capace di gestire fino a 18.000 mc di acque piovane che verranno dirottate verso un luogo di smaltimento individuato nel vicino lago di Peblinge.

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Planimetria © Hans Tavsens Park

Durante il tragitto, il complesso sistema sarà anche in grado di filtrare naturalmente l’acqua attraverso canali di drenaggio verdi e alimentare l’irrigazione delle aree esterne di una vicina scuola. Il sistema è pensato per funzionare in caso di emergenza ma anche con piovosità normale.

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Il sistema di filtraggi © Hans Tavsens Park

Il parco sarà organizzato attorno ad aree dedicate alla pratica di sport all’aperto che all’occorrenza diventeranno i luoghi fisici di raccolta dell’acqua e avrà fontane, campi giochi per i bambini e aree comuni accessibili a tutti.
La realizzazione del progetto, che si prevede in partenza nel 2019 e in completamento nel 2022, comporterà l’impegno di 18 milioni di euro.

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Il quartiere allo stadio normale © SLA – Beauty and the Bit

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Il quartiere allo stadio di inondazione © SLA – Beauty and the Bit

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