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La lottizzazione di fatto indiretta e occulta

La lottizzazione di fatto indiretta e occulta è una forma libera e progressiva di abusivismo permanente condotta da uno stesso soggetto

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La giurisprudenza ha statuito un istituto definito lottizzazione di fatto indiretta e occulta che contempla il caso in cui un solo soggetto presenta una serie di domande di permesso di costruire per una più edifici il cui risultato comporta una modificazione irreversibile dell’assetto urbanistico della zona realizzato da privati, laddove la pianificazione urbanistica è deputata alla P.A.
Si tratta di reati cd in forma libera, ossia realizzabili mediante qualsiasi utilizzazione del terreno in violazione della legge e/o dello strumento urbanistico.
Si tratta ancorché di reati progressivi nell’evento, nel senso che è possibile la cd adesione del correo in qualsiasi fase purché l’attività di lottizzazione sia in corso.
Infine è un reato di tipo permanente e quindi non prescrivibile, la cui permanenza continua per ogni concorrente, fino a quando per ognuno perduri la condotta e la possibilità di far cessare la condotta antigiuridica dei concorrenti.

Di particolare interesse, soprattutto dal punto di vista dell’applicazione pratica, sono i problemi derivanti dalla natura di reato permanente della fattispecie in esame. Infatti, ai fini della competenza per territorio, ai sensi dell’art. 8, c. 3 del codice di procedura penale, in caso di reato permanente “è competente il giudice del luogo in cui ha avuto inizio la consumazione”. Fatto importante soprattutto per la fattispecie negoziale, poiché il reato si può perfezionare già nel momento in cui le parti, a prescindere dagli eventuali interventi materiali di frazionamento sul terreno, concludono il contratto davanti al notaio, qualunque notaio di qualsivoglia comune della Repubblica. Potrà quindi accadere che il luogo della stipulazione dell’atto non coincida con quello in cui sia situato l’immobile in questione: la possibile estraneità del giudice, competente in base alla stipulazione dell’atto, rispetto al luogo cui quest’ultimo si riferisce può comportare difficoltà di accertamento, specie quando vi siano stati atti di alterazione fisica del territorio. Quindi appaiono essenziali indagini investigative e conoscitive sul luogo atte ad evitare i possibili fraintendimenti del giudice sulla natura e il contenuto dell’atto. In questi casi sarebbe auspicabile spostare la competenza dal giudice del distretto in cui è stato concluso l’atto a quello del luogo in cui è sito il terreno.

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