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La nuova Legge urbanistica della Liguria

Nuova disciplina dei piani urbanistici comunali, recupero dei sottotetti più semplice, parametri urbanistici per le imprese più flessibili: i dettagli sulla nuova Legge urbanistica della Liguria

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La Legge regionale della Liguria n. 29 del 18 novembre 2016 “Prime disposizioni in materia urbanistica e di attività edilizia in attuazione della legge regionale n. 1 del 16 febbraio 2016” modifica la legge urbanistica regionale n. 36/1997, la legge regionale n. 24/2001 sul recupero sottotetti e il Testo unico regionale dell’edilizia. Ecco le principali novità della norma.

Piano urbanistico comunale
• Semplificazione del procedimento di approvazione del nuovo Piano urbanistico comunale (Puc).
• Ampliamento delle competenze dei Comuni nella gestione del Puc, con riduzione delle competenze regionali nell’approvazione di modifiche al Piano.
• La struttura del Puc è definita da un elenco di atti ed elaborati cartografici essenziali e di documentazione tecnica obbligatoria.
• I Comuni, il cui Piano regolatore prevede l’obbligo di preventiva formazione di strumenti urbanistici attuativi, potranno scegliere in alternativa la formula del “rilascio del permesso di costruire convenzionato”, con un procedimento amministrativo più veloce.
• Eliminato l’obbligo di richiedere all’Agenzia delle Entrate la determinazione dei valori immobiliari per la determinazione delle sanzioni per gli abusi edilizi.

Recupero dei sottotetti
I sottotetti potranno essere recuperati senza che il Comune debba adottare una variante al piano urbanistico comunale e anche sui fabbricati realizzati tra il 2001 e il 2014, con un iter amministrativo semplificato.

Condizioni, limiti e modalità:
a) gli interventi devono assicurare il rispetto delle caratteristiche tipologiche, formali e strutturali degli edifici e delle relative coperture;
b) gli interventi che comportano la creazione di nuove unità immobiliari in numero superiore al doppio di quello esistente devono assicurare la realizzazione delle necessarie opere di urbanizzazione primaria e secondaria da regolare in apposito atto convenzionale contenente gli impegni del soggetto attuatore, le modalità, i termini e le garanzie per la realizzazione delle opere di urbanizzazione;
c) gli interventi che comportano modificazioni delle altezze di colmo e di gronda dei sottotetti non possono riguardare immobili:
1) vincolati come beni culturali;
2) ricadenti nei centri storici, salva la facoltà dei comuni di individuare porzioni dei medesimi o specifici edifici in cui, in ragione delle relative caratteristiche architettoniche e di localizzazione, è ammissibile il recupero dei sottotetti a fini abitativi;
3) ricadenti in aree soggette a regime di inedificabilità assoluta in forza di normative o di atti di pianificazione territoriale oppure ricadenti in aree a pericolosità idraulica o idrogeologica in cui i piani di bacino precludono la realizzazione di interventi di ampliamento volumetrico o superficiario;
4) ricadenti in aree demaniali marittime concesse per finalità diverse da quelle turisticoricettive;
5) ricadenti, in base alle indicazioni dell’assetto insediativo del vigente Ptcp, in ambiti soggetti ai regimi normativi “aree urbane con valori di immagine” (Iu), “nuclei isolati” ed “aree non insediate” in regime di conservazione (Ni-Ce e Ani-Ce).

Gli interventi che comportano modificazioni delle altezze di colmo e di gronda dei sottotetti sono ammessi entro i seguenti limiti dimensionali:
1) l’ampliamento non può superare il 20 per cento del volume geometrico dell’edificio esistente;
2) l’altezza massima consentita per l’innalzamento della linea di gronda e di colmo della copertura non può superare un metro, fatta salva la maggiore altezza prevista dal vigente piano urbanistico comunale.

I comuni possono stabilire:
a) le tipologie costruttive ammesse per l’apertura a filo delle falde, la realizzazione di abbaini e di eventuali terrazzi, al fine del rispetto del rapporto aeroilluminante non inferiore a un sedicesimo (1/16);
b) gli eventuali ulteriori requisiti di prestazione energetica da soddisfare rispetto ai requisiti minimi stabiliti nella vigente normativa statale e regionale in materia.

Parametri urbanistici per le imprese
• Entro un massimo di 6 metri in altezza rispetto all’altezza degli edifici esistenti nell’insediamento produttivo oggetto di intervento (con esclusione di eventuali impianti tecnologici necessari per il funzionamento dell’attività), gli interventi non comporteranno modifica dei Piani urbanistici.
• Per i progetti nuovi, il Consiglio comunale rilascerà il parere all’inizio della procedura e non più alla fine delle verifiche tecniche.

Tutela del paesaggio
• Aumenta il territorio riservato alle attività produttive nel settore agricolo.
• Previa intesa tra Regione, Ministero dell’Ambiente e Mibact sarà creato l’Osservatorio Regionale del Paesaggio.
• L’Albo Regionale degli esperti del paesaggio verrà aggiornato ogni anno e non più ogni biennio.

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