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Lottizzazione mista: che cos’è, confisca, sanatoria

La lottizzazione mista è caratterizzata sia dal frazionamento che dall'edificazione abusiva. Una panoramica del fenomeno

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Le due fattispecie precedenti di lottizzazione abusiva, cioè materiale e negoziale, possono coesistere nella cd lottizzazione mista ossia qualora sussistano gli elementi costitutivi sia di un’attività giuridica, tipica della lottizzazione negoziale (il frazionamento dei terreni e vendita a più acquirenti, a scopo edificatorio, con modalità e caratteristiche non consentite neppure mediante l’adozione di un piano attuativo), sia di un’attività di vera e propria edificazione, tipica della lottizzazione materiale (realizzazione di alcuni fabbricati abusivi).
Nel caso trattato in Cass., Sez. III, n. 6080 del 26 ottobre 2007 e 7 febbraio 2008 era stata realizzata una trasformazione urbanistico/edilizia dei suoli mediante il frazionamento di due terreni e la vendita degli stessi per quote indivise a favore di numerosi acquirenti; di fatto era stata creata una serie di lotti recintati di modeste dimensioni – collegati da una strada centrale di accesso – con alcuni fabbricati abusivi, e tutto ciò era avvenuto in una zona urbanistica nella quale l’edificabilità era consentita solo per lotti non inferiori a 10.000 mq e con superficie minima edificabile di 600 mq.

Confisca e sanatoria lottizzazione abusiva
Per quanto attiene, infine, alla confisca dei terreni lottizzati e delle opere, la Corte ribadisce taluni principi giurisprudenziali che costituiscono ormai ius receptum:
• la confisca prevista dall’art. 44, c. 2 del D.P.R. n. 380/2001 costituisce una sanzione amministrativa speciale ed obbligatoria, irrogata dal giudice penale in caso di accertamento della lottizzazione abusiva, indipendentemente dalla pronuncia di una Sentenza di condanna;
• la Sentenza che ordina la confisca, una volta passata in giudicato, determina ipso iure il trasferimento della proprietà dei beni confiscati al patrimonio disponibile del Comune, recidendo così ogni legame giuridico con i precedenti proprietari dei beni. La sentenza definitiva è titolo per la immediata trascrizione nei registri immobiliari (legge 28 febbraio 1985, n. 47, art. 19);
• prima del passaggio in giudicato della Sentenza, le determinazioni del giudice penale vanno coordinate con il potere generale di gestione del territorio affidato al Comune; il giudice non potrà disporre la confisca se essa risulti incompatibile con un provvedimento già adottato dal Comune, il quale manifesti la volontà di riconoscere ex post la conformità degli interventi realizzati con le nuove previsioni urbanistiche e di rinunciare all’acquisizione dei beni oggetto di confisca.
Il reato di lottizzazione abusiva non è estinguibile né per effetto dell’accertamento di conformità (permesso in sanatoria) di cui agli artt. 36 e 45 del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 né per effetto dei vari condoni edilizi che si sono succeduti nel tempo:
• non può sussistere l’accertamento della doppia conformità delle opere eseguite poiché non potranno mai essere considerate conformi alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente al momento della loro realizzazione;
• non passibile di condono edilizio, in quanto le disposizioni concernenti la sanatoria degli abusi, escludono l’attività lottizzatoria dall’ambito di applicazione della disciplina sanante (Cassazione penale, Sez. III, 21 gennaio 2010, n. 9446).
La concessione in sanatoria, rilasciabile in virtù della disciplina prevista dagli artt. 13 (accertamento di conformità) e 22 (Norme relative all’azione penale), legge 28 febbraio 1985, n. 47 (Norme in materia di controllo dell’attività urbanistico-edilizia, sanzioni, recupero e sanatoria delle opere edilizie), non ammette la corresponsione della somma dovuta a titolo di oblazione, giacché detto versamento assume rilievo, ai fini penali, solo per le opere comprese nel capo IV della citata legge cioè ultimate entro il 1° ottobre 1983 (Cassazione penale, Sez. III, 16 marzo 1990).
La determinazione da parte dell’amministrazione comunale della congruità della somma di denaro versata a titolo di oblazione a seguito dell’istanza di permesso di costruire in sanatoria non determina la sospensione dell’ordine di demolizione impartito con la sentenza di condanna, in quanto soltanto col rilascio del titolo abilitativo il giudice dell’esecuzione è tenuto a verificare la legittimità e la compatibilità del manufatto con gli strumenti urbanistici (Cassazione penale, Sez. III, 27 maggio 2009, n. 28505).

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