Nuovo stadio della Roma: -50% di cubatura e niente torri per il Business Park | Ingegneri.info

Nuovo stadio della Roma: -50% di cubatura e niente torri per il Business Park

AS Roma ed Eurnova srl hanno rivisto il progetto per rispondere alle richieste della nuova amministrazione capitolina. Ma la strada è ancora lunga

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Un nuovo progetto per il nuovo stadio della Roma di Tor di Valle (e per l’area a destinazione commerciale e terziaria che dovrebbe svilupparsi attorno al nuovo impianto sportivo per un investimento stimato sui 2,9 miliardi di euro complessivi) è stato inoltrato all’amministrazione comunale capitolina da parte di AS Roma ed Eurnova srl (proprietaria di gran parte dei terreni), sostanziosamente ridimensionato dopo la richiesta da parte della nuova amministrazione 5 stelle della revisione di una proposta che era giunta alla progettazione definitiva.

La presentazione del nuovo progetto, i cui dettagli sono ancora top secret se si esclude la diffusione di qualche render, è avvenuta in contemporanea all’apertura, a Torino, di un’altra struttura molto attesa e sentita dalla città: il nuovo stadio Filadelfia che, vicino all’Olimpico, sarà il campo per gli allenamenti del Torino.

La storia del nuovo stadio della Roma è lunga, e potrebbe non chiudersi molto presto. L’obiettivo finale, il cui raggiungimento è possibile come già dimostrato con successo da Juventus FC a Torino e in alcune delle principali città europee, è dotare la squadra di una propria struttura sportiva e creare, attraverso questa, un nuovo polo attrattivo tutti i giorni dell’anno, aperto e fruibile in varie modalità.

Il processo per la costruzione del nuovo impianto sportivo si avvia nel 2013-14, partendo dalla selezione del sito, individuato nell’area su cui attualmente sorge l’ex Ippodromo di Tor di Valle, struttura aperta nel 1959 nella periferia sud occidentale della capitale, lungo le anse del Tevere, e abbandonata negli anni novanta dopo una lunga crisi. L’analisi che ha portato all’individuazione di Tor di Valle ha preso in considerazione oltre 80 potenziali aree, con la scelta finale motivata dalle dimensioni (si estende per oltre 1 milione di mq) e la posizione, periferica ma equidistante dal centro città e l’aeroporto di Fiumicino.

A fine 2014 la Città di Roma approva lo studio di fattibilità insieme alla dichiarazione di pubblico interesse della proposta, la variante al PRG e deroghe al PGTU.

La prima versione del progetto, la cui stesura si è avvalsa di consulenti internazionali del calibro di Studio Libeskind e Arup ma anche degli italiani Piuarch e ABDR, è presentata a maggio 2016 e prevede la realizzazione di tre comparti: lo stadio, con gli spazi pubblici e i servizi, un Business Park di 280.000 mq direzionali e il Convivium, 20.000 mq destinati al commercio, all’intrattenimento, alla ricettività e alla ristorazione.

Il nuovo stadio è dimensionato per ospitare dai 52.500 ai 60.000 spettatori su tre livelli di gradinate. L’esterno è avvolto da un involucro di pannelli metallici schermati da una pelle di travertino perforato (lati est e ovest) che a livello del podio diventa fibrocemento. Mentre il sud è destinato all’insegna, il lato nord è chiuso da una facciata vetrata. La copertura dell’interno è impostata su una struttura metallica rivestita con una membrana di PTFE e policarbonato. Allo stadio si affiancano due strutture: il Roma Village, con centro congressi, aree per il merchandising e la Hall of Fame, e “Nuova Trigoria”, il nuovo centro di allenamento con due campi regolamentari e un terzo più piccolo, spogliatoi, palestra, aree per riabilitazione, fisioterapia e per la ricreazione e sala da pranzo e riunioni.

Presenza considerata necessaria per il raggiungimento “dell’equilibrio economico – finanziario complessivo” di un progetto completamente finanziato da capitali privati, il centro direzionale e commerciale è caratterizzato dalla presenza di tre alti grattacieli a destinazione terziaria impostati da Daniel Libeskind e circondati da edifici più bassi raggruppati in corti. Il settore comprende anche un hotel da 200 stanze e l’Energy Center, in cui sono raggruppati gruppi frigo, una stazione di teleriscaldamento e i sistemi di controllo e regolazione degli impianti a servizio di tutta l’area.

Il Convivium, multilivello e in posizione centrale, offre servizi di intrattenimento, negozi, bar e ristoranti che dovrebbero essere, insieme al Roma Village a cui è direttamente collegato, il punto di attrazione in grado di fare vivere l’area al di fuori dei momenti della pratica calcistica.

La relazione il progetto punta anche sulla presenza del verde, collante tra il nuovo e l’esistente insieme a nuovi percorsi che si snodano attraverso un Parco fluviale di quasi 50 ettari e un Parco urbano di 7 ettari, sulla garanzia di sostenibilità ambientale e sociale data da un processo progettuale proceduto in modo conforme agli standard LEED per gli edifici e GBC Quartieri per la scala urbana, e il miglioramento della mobilità, attraverso la realizzazione di un collegamento diretto con la A91, di un nuovo ponte sul Tevere e il prolungamento della linea B della metropolitana.

Alla presentazione del progetto non tardano le repliche e le osservazioni provenienti da più parti. Italia Nostra, ad esempio, sottolinea soprattutto i problemi derivanti dalla gestione dell’accessibilità (sottolineando l’impossibilità di prolungare la metropolitana), la pericolosità generale di un’area inedificabile per rischio idrogeologico e idraulico e i pericoli per il paesaggio derivanti dall’impatto dei grattacieli. Per l’INU il problema, oltre a nascondere le torri dietro lo stadio, è invece anche di corretto utilizzo dei fondi in ingresso dall’operazione e non rispetto del PRG del 2008, secondo cui un contributo straordinario di due terzi della rendita immobiliare generata dalle nuove decisioni urbanistiche dovrebbe tornare a servizio della città ma che nel caso di Tor di Valle si riverserebbe completamente nell’area.

A fine febbraio è stato scritto l’ultimo atto in ordine temporale della vicenda: dopo la tornata elettorale che ha portato al governo della città la compagine pentastellata guidata da Virginia Raggi, arriva infatti la richiesta di revisione del progetto con cubature più ridotte e aumento delle aree verdi (e riavvio di un iter autorizzativo complesso che era arrivato alla Conferenza dei Servizi).

La nuova versione del progetto, della quale per ora sono stati diffusi solo pochi render, ha ridotto del 50% le cubature del Business Park eliminando le tre torri in favore di edifici più bassi e ha definito nuovi interventi infrastrutturali (non ancora valutabili), tra cui una nuova fermata Roma-Lido e la riqualificazione della viabilità lungo la via Ostiense.

 

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