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Parcheggi ex Legge Tognoli: solo in aree urbane e non in zone agricole

Per il Tar Toscana la legge n. 122/1989, cosiddetta "Legge Tognoli" si applica solo ai centri urbani. Il fatto

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L’art. 9, comma 1, della legge n. 122/1989, cosiddetta Legge Tognoli, recante le “Disposizioni in materia di parcheggi, programma triennale per le aree urbane maggiormente popolate, nonché modificazioni di alcune norme del testo unico sulla disciplina della circolazione stradale“, prevede che: “I proprietari di immobili possono realizzare nel sottosuolo degli stessi ovvero nei locali siti al piano terreno dei fabbricati parcheggi da destinare a pertinenza delle singole unità immobiliari, anche in deroga agli strumenti urbanistici ed ai regolamenti edilizi vigenti.

Il fatto
Una società proprietaria di un immobile aveva presentato al Comune una Scia avente ad oggetto la realizzazione di un garage interrato, previo ottenimento di autorizzazione paesaggistica. Il Comune aveva dichiarato inefficace la suddetta Scia, per violazione del regolamento urbanistico in relazione al divieto di realizzare autorimesse interrate nel subsistema della pianura coltivata, e aveva disposto la sospensione dei lavori. Tali provvedimenti sono stati impugnati con ricorso contestando il divieto di realizzare autorimesse interrate nel subsistema della pianura coltivata, in quanto l’art. 9 della legge n. 122/1989 opera in deroga agli strumenti urbanistici locali, con la conseguenza che è illegittima la norma del regolamento urbanistico che escluda in via assoluta l’applicazione della disposizione legislativa. Inoltre, anche aderendo alla tesi secondo cui la legge n. 122 del 1989 riguarda le sole aree urbane, rileva la qualificazione delle aree dettata dal piano urbano del traffico e non la classificazione prevista dal regolamento urbanistico.

La sentenza
I giudici amministrativi hanno evidenziato che la proprietà del ricorrente è situata nella zona classificata dal piano strutturale come “subsistema della pianura coltivata”; tale zona fa parte del paesaggio rurale, definito dal regolamento urbanistico “porzione di territorio comunale esterna alla perimetrazione degli ambiti insediativi ovvero del paesaggio urbano…a prevalente funzione agricola”.
D’altro canto, l’art. 9 della legge n. 122/1989 va considerato nell’ambito della disciplina di interventi relativi ai centri urbani, in particolare quelli afflitti da gravi problemi di traffico. La legge, infatti, non si occupa soltanto dei parcheggi pertinenziali agli edifici, ma anche e soprattutto dei programmi urbani dei parcheggi e, in generale, delle “realizzazioni volte a favorire il decongestionamento dei centri urbani, mediante la creazione di parcheggi finalizzati all’interscambio con i sistemi di trasporto collettivo”.

Quindi, i parcheggi disciplinati dalla normativa suddetta possono essere realizzati solamente all’interno delle aree urbane. Per gli interventi in zona agricola non è applicabile la normativa della cosiddetta “legge Tognoli”, che consente la realizzazione di autorimesse nel sottosuolo anche in deroga gli strumenti urbanistici, essendo questa consentita solo nelle zone residenziali, e ciò a prescindere dall’ulteriore considerazione postulante l’esclusione della deroga in presenza di vincoli ambientali (Cons. Stato, IV, 19.7.2017, n. 3566). Al di fuori delle aree urbane, l’edificazione di parcheggi pertinenziali rimane sottoposta alle ordinarie prescrizioni urbanistiche ed edilizie.

In tal senso, peraltro, si è più volte espressa la giurisprudenza del Consiglio di Stato: “La possibilità di realizzare parcheggi da destinare a pertinenze delle singole unità immobiliari anche in deroga agli strumenti urbanistici ed ai regolamenti edilizi vigenti, consentita dall’art. 9 della legge n. 122/1989, costituisce disposizione di carattere eccezionale da interpretarsi nel suo significato strettamente letterale ed in considerazione delle finalità della legge nel cui contesto risulta inserita. Pertanto tale articolo è applicabile alla costruzione di spazi parcheggio nelle sole aree urbane, mentre la realizzazione di parcheggi in aree extraurbane resta soggetta alle ordinarie prescrizioni urbanistiche ed edilizie necessitando della normale concessione edilizia” (Consiglio di Stato, sez. V. n. 7325 dell’11 novembre 2004).
Il ricorso è stato respinto in quanto la destinazione urbanistica a paesaggio rurale (ovvero la destinazione prevalentemente agricola) è ostativa all’accoglimento della pretesa.

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