Per gli scali ferroviari di Milano un maxi progetto di rigenerazione | Ingegneri.info

Per gli scali ferroviari di Milano un maxi progetto di rigenerazione

Sette scali dismessi o di futura dismissione coinvolti in un grande progetto di rigenerazione urbana, il più grande d'Italia per il Comune di Milano

foto: Luca Pozzi
foto: Luca Pozzi
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Al Comune di Milano c’è chi lo definisce già il più grande progetto di rigenerazione urbana d’Italia. Se questo primato sia consistente o meno, non è dato dirlo, certamente però sarà uno degli interventi più consistenti realizzati nel capoluogo lombardo, già ampiamente trasformato negli ultimi anni.

Si tratta del piano per la riqualificazione degli scali ferroviari dismessi o di prossima dismissione della città, espresso dall’accordo di programma con Regione Lombardia e Ferrovie dello Stato Italiane appena approvato dalla Giunta comunale cittadina.

Greco-Breda, San Cristoforo, Farini, Lambrate, Rogoredo, Porta Romana, Porta Genova: questi i sette scali coinvolti, per un totale di circa 1.250mila metri quadrati, che verranno riqualificate secondo i criteri di uno sviluppo territoriale sostenibile sanciti dal Pgt, con un’edificabilità massima di circa 674mila metri quadrati, notevolmente ridotta rispetto a quella di oltre un milione di metri quadrati del precedente Pgt.

Prevista inoltre la creazione di nuovi spazi pubblici e di uso pubblico per 590mila metri quadrati, di cui 525mila saranno destinati a verde con circa 10 chilometri di nuove piste ciclopedonali. Il progetto seguirà l’iter partecipativo nei confronti della cittadinanza già sperimentato in alcuni bandi precedenti. Nel progetto inoltre insediamenti di edilizia residenziale sociale per circa 156mila metri quadrati, pari a 2.600 nuovi alloggi.

Attraverso le risorse economiche che si potranno generare attraverso la valorizzazione delle aree, saranno inoltre finanziati specifici interventi di miglioramento e sviluppo del sistema ferroviario in ambito milanese, per assicurare l’incremento della capacità di trasporto pubblico nella regione metropolitana e il miglioramento del rapporto fra ferrovia e città, mediante interventi di riqualificazione delle stazioni esistenti e di realizzazione di nuove stazioni.
L’Accordo genera risorse destinate ad interventi ferroviari pari a 50 milioni di euro, più eventuali ulteriori risorse finanziarie ad esito delle alienazioni delle aree e degli effettivi ricavi (50% delle plusvalenze).

Le previsioni funzionali hanno quale obiettivo di base un mix urbano articolato differente nelle varie localizzazioni, in relazione alle diverse vocazioni funzionali delle aree e alla capacità di accogliere destinazioni specifiche. Nelle zone di Greco-Breda, Lambrate e Rogoredo la funzione prevalente è quella della residenza sociale, con previsione di una percentuale minima destinata a funzioni commerciali e compatibili con la residenza; nella zona di Porta Genova la priorità è data a funzioni connesse alla vocazione presente nel contesto, correlata al sistema della moda e del design, con percentuale inferiore destinata alla residenza; l’area di San Cristoforo riveste invece una funzione ecologica e sociale, rappresentando il terminale, integralmente destinato a parco e funzioni connesse, del sistema lineare del Parco del Naviglio Grande e viene integralmente destinata a parco attrezzato.

La mappa degli scali interessati dall'operazione

La mappa degli scali interessati dall’operazione

In considerazione del carattere strategico delle trasformazioni delle aree, viene stabilito che le urbanizzazioni degli interventi dovranno non solo servire i nuovi insediamenti ma anche superare l’effetto di frattura generato dalla presenza degli scali ferroviari nel contesto urbano. Per questo sono previsti contributi aggiuntivi pari a 80 milioni di euro – suddivisi in 60 milioni per la trasformazione dello Scalo Farini e 20 milioni per Scalo Romana – necessari per la realizzazione di opere di accessibilità e riconnessione delle aree interessate, che finanzieranno anche interventi di mitigazione e riqualificazione paesaggistica, in corrispondenza delle linee ferroviarie che continueranno a passare nei due scali. Per garantire la qualità del processo progettuale verrà inoltre promosso il ricorso a forme di selezione concorsuale orientando lo sviluppo urbanistico verso un approccio progettuale, tecnico e culturale elevato.

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