Si spacca a Pescara la Huge Wine Glass, fontana di Toyo Ito | Ingegneri.info

Si spacca a Pescara la Huge Wine Glass, fontana di Toyo Ito

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Era stata inaugurata solo due mesi fa in piazza della Rinascita a Pescara, con l’appellativo di Huge Wineglass data la sua somiglianza a un bicchiere di vino.  La fontana realizzata dall’architetto giapponese Toyo Ito, 20 metri cubi di materiale acrilico trasparente di 5 metri per 2, si è rotta a causa di un cedimento strutturale  ed è stata quindi transennata dai vigili.

Adesso, divampa la polemica e ci si interroga sulle cause dell’accaduto, visto il costo dell’opera: un milione e cento mila euro, il 70% dei quali stanziati dalla soc. Lafarge e il 30% dalla Fondazione ‘PescarAbruzzo’.
La struttura della Huge Wine Glass è in acrilico polimetilmetacrilato, materiale scelto per  mantenere un’estrema trasparenza  e rendere l’immagine di un cubo con all’interno un’anima di fluido rosso. L’incollaggio di polimerizzazione è stato scelto per  consentire  un’anima pura, senza strutture di giuntura o sostegni visibili, e ottenere un’immagine astratta riconducibile, come detto,  a un grande bicchiere vino. Nessuna ombra nel monumento:  la profondità viene notata solo grazie dalla gradazione della tinta del materiale acrilico colorato. La luce non ha rifrazione perché i due materiali –  colorato e trasparente – si fondono sulla superficie di confine, creando una nuova tridimensionalità che può variare a seconda del punto in cui si osserva il monolite.
{GALLERY}Simbolo del  movimento cosmico della natura e dell’acqua, lo Huge Wine Glass  è stato collocato in una posizione ben specifica anch’essa densa di valore simbolico: l’asse che collega il mare alla stazione ferroviaria di Pescara, in piazza della Rinascita. Toyo Ito, lo scorso 14 dicembre presentò la sua opera come un simbolo di libertà che si incarna nel ribaltamento di ogni legge fisica: un liquido che invece di essere costretto nella forma da un recipiente come un calice, si libera dalla costrizione del suo involucro dettando le regole e la forma.

Intanto la Clax Italia, la società che ha realizzato l’opera dell’architetto giapponese Toyo Ito, è pronta a ripristinarla non appena accertato cosa abbia provocato il cedimento. Dall’azienda fanno anche sapere che, dai mercati di Traiano a Roma ai due cubi che a Bagdad hanno resistito addirittura alla guerra, è la prima volta che accade una cosa del genere a un prodotto in metacrilato.

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