Sicurezza anti-sismica: gli interventi "privi di rilevanza" per la pubblica incolumità | Ingegneri.info

Sicurezza anti-sismica: gli interventi “privi di rilevanza” per la pubblica incolumità

Abrogate dalla regione Lombardia alcune disposizioni semplificative della disciplina antisismica

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Con la legge regionale n. 15 (Legge di semplificazione 2017) del 26 maggio 2017 (Burl n. 22 del 30 maggio 2017), la Regione Lombardia aveva modificato l’art. 25 della legge regionale n. 33 del 12 ottobre 2015, Disposizioni in materia di opere o di costruzioni e relativa vigilanza in zone sismiche (Burl n. 42 del 16 ottobre 2015), escludendo dalla disciplina regionale per la sicurezza anti-sismica gli interventi privi di rilevanza per la pubblica incolumità ai fini anti-sismici, da individuare successivamente con un atto della Giunta Regionale.
Sulla base di tale atto, gli interventi avrebbero dovuto essere dichiarati privi di rilevanza per la pubblica incolumità ai fini sismici dal progettista abilitato, nell’asseverazione che accompagna il titolo edilizio, allegando gli idonei elaborati tecnici, atti a dimostrare l’irrilevanza per la pubblica incolumità ai fini sismici degli interventi.

Tutto questo è stato annullato dalla Legge regionale n. 22 del 10 agosto 2017 (supplemento n. 33 del Burl del 14 agosto 2017), che abroga l’esclusione degli interventi “irrilevanti per la pubblica incolumità”, in seguito alla segnalazione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti circa la illegittimità delle deroghe all’osservanza delle norme procedurali contenute nel capo IV del Dpr n.380/2001.

Perciò permane l’obbligo di sottoporre alle procedure previste dalla Lr n.33/2015 tutti gli interventi di cui all’art. 93 del Dpr n. 380/2001, che prevede la denuncia dei lavori e la presentazione dei progetti per costruzioni, riparazioni e sopraelevazioni nelle zone sismiche.
Rimangono in vigore le disposizioni della Lr. n. 15/2017, che escludono dalla disciplina regionale gli interventi di competenza statale e quelli su immobili distrutti o danneggiati da eventi sismici per i quali sia stato dichiarato lo stato di emergenza nazionale.

Un’altra disposizione introdotta dalla Lr n. 15/2017 rimasta in vigore riguarda la limitazione dell’obbligo del parere tecnico regionale, nei comuni in zona sismica 2, solo ed esclusivamente per le opere e gli edifici di interesse strategico o rilevante realizzati dal Comune, mentre è facoltativo negli altri casi.

In Lombardia inoltre si sta ragionando sul tema dell’adeguamento dei piani territoriali per il consumo di suolo.

L’Anci, in una nota, ha espresso disappunto per il non accoglimento della proposta di estendere la possibilità di ricorrere al parere regionale anche ai Comuni in zona 3 e 4, per i controlli e la certificazione alla sopraelevazione, gli unici adempimenti per cui sono richieste ai Comuni competenze in materia di ingegneria sismica. “Al contrario – si legge nella nota – si limita la possibilità di ricorrere al parere regionale anche per i Comuni in zona 2, al solo caso degli edifici strategici e rilevanti. Si riduce così drasticamente la casistica nel settore degli interventi privati e vi è un significativo disimpegno da parte della Regione nella partecipazione, quale organo di consulenza tecnica, alle istruttorie anche in zona 2”.

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