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Un futuro “green” per Porto Marghera e Isola della Certosa

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La parola d’ordine è “sostenibilità ambientale” e accomunerà, in un unico grande progetto, l’area di Porto Marghera e l’Isola della Certosa, a Venezia. Il Comune di Venezia e il Ministero dell’Ambiente hanno sottoscritto un accordo, che è stato presentato lo scorso 28 agosto a Ca’ Farsetti, per la promozione di un programma di interventi finalizzato alla sostenibilità ambientale di un’iniziativa industriale a Porto Marghera, l’Ecodistretto, e la riqualificazione dell’Isola della Certosa, a Venezia. 

Entrambi i progetti, per i quali il ministero dell’Ambiente investirà 9 milioni di euro, sono stati avviati da tempo dall’amministrazione comunale, e ora, nella fase di concreta attuazione del Parco Urbano dell’Isola della Certosa e dell’Ecodistretto di Porto Marghera, il partenariato si arricchisce degli obiettivi di sostenibilità ambientale promossi dall’accordo.

Le attività che sono in corso di sviluppo comprendono interventi di efficienza energetica nella realizzazione di edifici, infrastrutture e impianti, la produzione di energia da fonti rinnovabili, solare e biomassa, e la realizzazione di progetti pilota finalizzati allo sviluppo di aspetti innovativi nel campo dell’energia.

L’Ecodistretto di Marghera rappresenta l’evoluzione di una significativa esperienza del territorio veneziano nella gestione dei rifiuti urbani. Gli interventi previsti in attuazione all’accordo integrano la produzione di energia da fonti rinnovabili realizzando un campo fotovoltaico a terra della potenza di 2 MWp su un terreno inquinato. A questo si affiancano un “campo prova” delle tecnologie fotovoltaiche, con particolare attenzione alla soluzione delle problematiche di connessione alla rete di distribuzione di energia elettrica, e una centrale a biomassa della potenza di 0,6 MW elettrici e 1,5 MW termici contribuendo significativamente all’autosufficienza energetica dello stesso Ecodistretto.

Il programma di interventi previsto per l’Isola della Certosa è paradigmatico del recupero di aree con valenze storiche e naturalistiche, già utilizzate e ora marginali, da destinare a fruizione pubblica, dove la ricerca dell’autosufficienza energetica da fonti rinnovabili, la riduzione delle emissioni di CO2 nelle azioni di recupero, compresa la bonifica di suoli inquinati, l’efficienza energetica degli edifici e degli impianti, sono componenti essenziali per affermare la qualità dell’intervento e del sito.

Una prima valutazione dei benefici ambientali generati dagli interventi previsti quantifica una produzione di energia elettrica di 7.300 MWh/anno da fonti rinnovabili e un abbattimento delle emissioni di CO2 di circa 400 t/anno nell’Isola della Certosa e di circa 3.800 t/anno a Porto Marghera, corrispondente alle emissioni per il riscaldamento di circa 1.400 abitazioni.

O.O.

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