Urbanistica in Cina: il waterfront di Jinshan parlerà italiano | Ingegneri.info

Urbanistica in Cina: il waterfront di Jinshan parlerà italiano

Un folto gruppo di professionisti italiani guidati da Gala China e Gala Engineering ridisegnerà la marina del distretto di Jinshan: un intervento da 6 miliardi di euro e 723 ettari che sarà completato fra cinque anni

Courtesy Gala China
Courtesy Gala China
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Un intervento da 6 miliardi di euro, 723 ettari, 20.000 nuovi abitanti e 2.270.000 mq di nuova terra costruita nel mare: questi sono alcuni dei numeri, decisamente “cinesi” negli ordini di grandezza, di La dolce vita, il masterplan per il nuovo waterfront del distretto di Jinshan aggiudicato a un folto gruppo di progettisti e studi italiani guidati da Gala China e Gala Engineering e comprendente lo Studio di Architettura e Ingegneria Gnudi, Sd Partners, Barreca & La Varra, Beretta Associati srl, Mab Marotta Basile Arquitectura, Botticini Camillo Architetto – Facchinelli Matteo Architetto, Habitec, Pan Associati srl, Studio di Architettura Scacchetti Associati srl con gli Studi Alfaeffe e Bunch, Systematica srl, Tre e C srl.

La vittoria è arrivata a conclusione di un concorso internazionale per la riqualificazione urbanistica della marina lanciato a inizio 2015 dall’amministrazione del distretto di Jinshan, area affacciata sul Mar della Cina a sud di Shanghai, che, svoltosi in tre fasi, ha visto la partecipazione di 220 gruppi provenienti da tutto il mondo e ha scelto la proposta dell’unica partecipazione italiana all’interno di un gruppo di finalisti del calibro della multinazionale Rmjm, degli olandesi KCAP, e dei francesi Arte Charpentier Architectes e Si.ama & Richez Associes.

Strategica per le sempre crescenti necessità della vicina Shanghai, la crescita del distretto si colloca all’interno del masterplan che, a cavallo del millennio, ha fissato le linee di sviluppo per i successivi venti anni della città più popolosa al mondo e delle sue aree di influenza, prevedendo la nascita di città satelliti e new town verso cui convogliare popolazione, servizi e attività industriali.

Ispirandosi dichiaratamente all’Italia, La dolce vita prevede di trasformare radicalmente il waterfront di un centro facilmente raggiungibile da Shanghai che, affiancato a est e ovest da insediamenti industriali in crescita e aree residenziali piuttosto anonime, è ancora caratterizzato dalla presenza di un villaggio di pescatori e da una spiaggia lunga 2 km affacciata su un bacino marino protetto da barriere artificiali.

Il masterplan vincente propone un mix di residenze e case per vacanze, hotel e resort, uffici, commercio, ristoranti e bar. Con i relativi spazi pubblici, di connessione e il verde, organizzato attorno a un parco lineare che connette le diverse aree di progetto. Più nel dettaglio, prevede aree attrezzate a servizio del turismo rivolte al mare: mantiene la spiaggia, su cui realizzerà stabilimenti balneari sul modello delle coste nostrane, e crea un polo del lusso sull’acqua con uno Yatch Club e una marina per piccole imbarcazioni attorno alla quale colloca parte delle nuove abitazioni. Altre abitazioni sono realizzate al Lido, la città giardino sul mare che avrà anche un’area dedicata alla cura degli anziani.

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Courtesy Gala China

Le funzioni terziarie e di rappresentanza, parzialmente a servizio del vicino polo industriale petrolchimico, sono invece collocate all’interno di due centri direzionali. Il primo, in prossimità della stazione esistente, predispone spazi per congressi ed eventi; il secondo, decentrato a est, è invece collegato da un ponte con la vicina area industriale e prevede un Business Trade and Research Center e un Parco dell’aviazione rivolto all’industria aeronautica civile.

Lo sviluppo del progetto verrà da adesso affidato al Shanghai Urban Planning and Design Research Institute, che lavorerà insieme ai vincitori alla definizione di un piano esecutivo i cui tempi di realizzazione sono previsti in 5 anni.

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