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Via libera al Piano per il Sud

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Potenziamento della rete dei trasporti, fondi per l’edilizia scolastica, le infrastrutture e l’università, costituzione della Banca del Sud per agevolare il credito agli imprenditori e rafforzamento degli interventi in materia di giustizia e sicurezza. Sono questi i principali punti contenuti nei due decreti che costituiscono il Piano per il Sud, illustrato giovedì scorso alle parti sociali e agli enti locali e approvato dal Consiglio dei ministri venerdì 26 novembre. La dote iniziale che il governo vuole mettere sul piatto per rilanciare il Mezzogiorno ammonta a 16 miliardi di euro, ma tra fondi già a bilancio da riprogrammare e nuovi stanziamenti europei si potrà arrivare anche a circa 100 miliardi.

Nello specifico, il Piano identifica otto grandi priorità, suddivise in tre priorità strategiche di sviluppo – infrastrutture, ambiente e beni pubblici; competenze ed istruzione; innovazione, ricerca e competitività – su cui misurare, in un’ottica pluriennale, progressi strutturali di miglioramento delle condizioni di sviluppo del Mezzogiorno.

A queste si aggiungono cinque priorità strategiche di carattere orizzontale, da attuare rapidamente: sicurezza e legalità, certezza dei diritti e delle regole, pubblica amministrazione più trasparente ed efficiente, Banca del Mezzogiorno, sostegno mirato e veloce per le imprese, il lavoro e l’agricoltura.

Per quanto riguarda le infrastrutture, obiettivo prioritario è la realizzazione, entro il prossimo decennio, di un sistema ferroviario moderno. Perno di questa strategia è la realizzazione dell’Alta Capacità su tre linee: Napoli – Bari – Lecce – Taranto; Salerno – Reggio Calabria; Catania – Palermo. Con queste tre tratte, unite alla realizzazione del Ponte sullo Stretto, il Sud potrà contare su un moderno sistema di collegamento verso il Nord Italia e il Centro e Nord Europa.

Il Piano prevede inoltre di portare la banda larga a tutti i cittadini del Sud e garantire l’accesso a banda ultralarga ad almeno il 50% della popolazione residente nel Mezzogiorno intervenendo in tutti i 33 capoluoghi di provincia delle 8 regioni meridionali.

Per l’edilizia, sono programmati interventi di razionalizzazione e ammodernamento dei plessi scolastici con particolare attenzione a quelli del I e del II ciclo, cui si affiancherà il completamento informatizzazione dei laboratori didattici.

Ridurre il dissesto idrogeologico in tutto il Mezzogiorno è una delle azioni con avvio immediato che consentirà di unire e concentrare le risorse nazionali – Fas nazionale e risorse del ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare -con quelle regionali – Fas regionale e fondi di bilancio autonomo delle Regioni -.

L’istituzione della Banca del Mezzogiorno ha come missione lo sviluppo del credito a medio-lungo termine per favorire la nascita e l’espansione delle pmi, operando come istituzione finanziaria di secondo livello attraverso una rete di banche sul territorio che diverranno socie utilizzando la rete degli sportelli di Poste Italiane.

Sempre sul fronte delle pmi, il Piano punta a favorire la crescita dimensionale delle imprese meridionali attivando un sistema di riordino degli incentivi. In questo senso, gli obiettivi da perseguire sono molteplici: drastica riduzione delle leggi di incentivazione vigenti; semplificazione delle procedure attraverso l’utilizzo di modalità telematiche; flessibilità nella definizione degli strumenti d’intervento; raccordo con le Regioni; introduzione, in particolare per le piccole e medie imprese, di modalità semplificate di presentazione delle domande per l’accesso alle agevolazioni e di fruizione degli aiuti.

La realizzazione di un corretto ciclo di gestione integrata dei rifiuti nelle Regioni del Mezzogiorno è indispensabile. Per questo il Piano punta ad avviare un’azione mirata per incrementare la raccolta differenziata e per realizzare un effettivo coordinamento delle amministrazioni locali responsabili della pianificazione e realizzazione degli interventi.

di O.O.

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