Ingegneri.info - Ingegneri.info | Ingegneri.info

DELIBERA 3 agosto 2012- Fondo per lo sviluppo e la coesione (FSC)....

DELIBERA 3 agosto 2012- Fondo per lo sviluppo e la coesione (FSC). Programmazione regionale delle residue risorse del FSC a favore del settore ambiente per la manutenzione straordinaria del territorio. (Delibera n. 87/2012). (12A11605) (GU n. 256 del 2-11-2012 )

COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA

DELIBERA 3 agosto 2012
Fondo per lo sviluppo e la coesione (FSC). Programmazione regionale
delle residue risorse del FSC a favore del settore ambiente per la
manutenzione straordinaria del territorio. (Delibera n. 87/2012).
(12A11605)

IL COMITATO INTERMINISTERIALE
PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA

Visti gli articoli 60 e 61 della legge 27 dicembre 2002, n. 289
(legge finanziaria 2003) e successive modificazioni, con i quali
vengono istituiti, presso il Ministero dell’economia e delle finanze
e il Ministero delle attivita’ produttive, i Fondi per le aree
sottoutilizzate, coincidenti con l’ambito territoriale delle aree
depresse di cui alla legge n. 208/1998 e al Fondo istituito dall’art.
19, comma 5, del decreto legislativo n. 96/1993, nei quali si
concentra e si da’ unita’ programmatica e finanziaria all’insieme
degli interventi aggiuntivi a finanziamento nazionale che, in
attuazione dell’art. 119, comma 5, della Costituzione, sono rivolti
al riequilibrio economico e sociale fra aree del Paese;
Visto l’art. 11 della legge 1° gennaio 2003, n. 3, il quale prevede
che ogni progetto d’investimento pubblico debba essere dotato di un
codice unico di progetto (CUP);
Visto l’art. 1, comma 2, della legge 17 luglio 2006, n. 233, di
conversione del decreto-legge 8 maggio 2006, n. 181, che ha
trasferito al Ministero dello sviluppo economico il Dipartimento per
le politiche di sviluppo e di coesione e le funzioni di cui all’art.
24, comma 1, lettera c), del decreto legislativo 30 luglio 1999, n.
300, ivi inclusa la gestione del Fondo per le aree sottoutilizzate
(FAS) di cui al citato art. 61;
Visto l’art. 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296 che, al comma
863, provvede al rifinanziamento, per il periodo di programmazione
2007-2013, del Fondo per le aree sottoutilizzate (FAS) di cui
all’art. 61 della citata legge n. 289/2002 e che, al successivo comma
866 – come modificato dell’art. 2 della legge 24 dicembre 2007, n.
244, comma 537 – prevede che le somme di cui al comma 863 sono
interamente ed immediatamente impegnabili e che le somme non
impegnate nell’esercizio di assegnazione possono essere mantenute in
bilancio, quali residui, fino alla chiusura dell’esercizio 2013;
Visto il decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con
modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, recante
disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione,
la competitivita’, la stabilizzazione della finanza pubblica e la
perequazione tributaria;
Vista la legge 5 maggio 2009, n. 42, recante la delega al Governo
in materia di federalismo fiscale, in attuazione dell’art. 119 della
Costituzione, ed in particolare l’art. 16 della stessa legge, che, in
relazione agli interventi di cui all’art. 119 della Costituzione,
diretti a promuovere lo sviluppo economico, la coesione e la
solidarieta’ sociale, a rimuovere gli squilibri economici e sociali e
a favorire l’effettivo esercizio dei diritti della persona, ne
prevede l’attuazione attraverso interventi speciali organizzati in
piani organici finanziati con risorse pluriennali, vincolate nella
destinazione;
Visto l’art. 7, commi 26 e 27, del decreto-legge 31 maggio 2010 n.
78, convertito con modificazioni dalla legge 30 luglio 2010 n. 122,
che ha attribuito, tra l’altro, al Presidente del Consiglio dei
Ministri la gestione del FAS, prevedendo che lo stesso Presidente del
Consiglio dei Ministri o il Ministro delegato si avvalga, nella
gestione del citato Fondo, del Dipartimento per lo sviluppo e la
coesione economica del Ministero dello sviluppo economico;
Vista la legge 13 agosto 2010, n. 136 e in particolare gli articoli
3 e 6 che per la tracciabilita’ dei flussi finanziari a fini
antimafia, prevedono che gli strumenti di pagamento riportino il CUP
ove obbligatorio ai sensi della sopracitata legge n. 3/2003,
sanzionando la mancata apposizione di detto codice;
Visto il decreto legislativo 31 maggio 2011, n. 88, recante
disposizioni in materia di risorse aggiuntive e interventi speciali
per la rimozione di squilibri economici e sociali, in attuazione
dell’art. 16 della legge 5 maggio 2009, n. 42, recante la delega al
Governo in materia di federalismo fiscale e visto in particolare
l’art. 4 del medesimo decreto legislativo, il quale dispone che il
FAS di cui all’art. 61 della legge n. 289/2002 assuma la
denominazione di Fondo per lo sviluppo e la coesione (FSC) e sia
finalizzato a dare unita’ programmatica e finanziaria all’insieme
degli interventi aggiuntivi a finanziamento nazionale, che sono
rivolti al riequilibrio economico e sociale tra le diverse aree del
Paese;
Vista la legge 12 novembre 2011, n. 183, recante disposizioni per
la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge
di stabilita’ 2012);
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 13
dicembre 2011, con il quale e’ stata conferita la delega al Ministro
per la coesione territoriale ad esercitare, tra l’altro, le funzioni
di cui al richiamato art. 7 della legge n. 122/2010 relative, fra
l’altro, alla gestione del FAS, ora Fondo per lo sviluppo e la
coesione;
Vista la delibera 27 dicembre 2002, n. 143 (G.U. n. 87/2003, errata
corrige in G.U. n. 140/2003), con la quale questo Comitato ha
definito il sistema per l’attribuzione del codice unico di progetto
(CUP), che deve essere richiesto dai soggetti responsabili di cui al
punto 1.4 della delibera stessa;
Vista la delibera 29 settembre 2004, n. 24 (G.U. n. 276/2004), con
la quale questo Comitato ha stabilito che il CUP deve essere
riportato su tutti i documenti amministrativi e contabili, cartacei
ed informatici, relativi a progetti di investimento pubblico e deve
essere utilizzato nelle banche dati dei vari sistemi informativi,
comunque interessati ai suddetti progetti;
Vista la delibera di questo Comitato del 22 dicembre 2006, n. 174
(G.U. n. 95/2007), con la quale e’ stato approvato il QSN 2007-2013;
Vista la delibera di questo Comitato del 21 dicembre 2007, n. 166
(G.U. n. 123/2008), relativa all’attuazione del QSN 2007-2013 e alla
programmazione del FSC per lo stesso periodo;
Vista la successiva delibera di questo Comitato 11 gennaio 2011, n.
1 (G.U. n. 80/2011) la quale, nell’aggiornare la dotazione del FSC
per il periodo di programmazione 2007-2013 a seguito delle riduzioni
di risorse disposte dall’art. 2 del citato decreto-legge n. 78/2010,
ha definito obiettivi, criteri e modalita’ di programmazione delle
risorse per le aree sottoutilizzate e di selezione e attuazione degli
investimenti per i periodi 2000-2006 e 2007-2013;
Visto, in particolare, il punto 3 della suindicata delibera n.
1/2011, che prevede il finanziamento di progetti strategici, sia di
carattere infrastrutturale sia di carattere immateriale, relativi ad
interventi di rilievo nazionale, di rilievo interregionale, nonche’
di rilevanza strategica regionale;
Viste le delibere di questo Comitato 3 agosto 2011, n. 62 (G.U. n.
304/2011), 30 settembre 2011, n. 78 (G.U. n. 17/2012), 20 gennaio
2012, n. 7 (G.U. n. 95/2012), 20 gennaio 2012, n. 8 (G.U. n.
121/2012) e 30 aprile 2012, n. 60 (G. U. n. 160/2012) con le quali,
sono state disposte assegnazioni a valere sulla quota regionale del
FSC 2007-2013;
Vista la delibera di questo Comitato 23 marzo 2012, n. 41 (G.U. n.
138/2012) concernente le ulteriori modalita’ di riprogrammazione
delle risorse regionali del FSC per i periodi 2000-2006 e 2007-2013,
nonche’ l’individuazione delle risorse nette disponibili per la
riprogrammazione a valere sul periodo 2000-2006, pari 1.549,35
milioni di euro, di cui 1.427,50 milioni di euro a favore delle
Regioni meridionali;
Vista la delibera di questo Comitato 11 luglio 2012, n. 78 (in
corso di formalizzazione), concernente la riprogrammazione delle
risorse regionali residue del FSC 2007-2013 per il Mezzogiorno, con
la quale e’ stato ricognito il quadro delle disponibilita’
finanziarie complessive per le Regioni meridionali, che risulta pari
a 4.345,358 milioni di euro;
Visto il Piano di azione coesione concordato con le Regioni del
Mezzogiorno e inviato alla Commissione europea il 15 novembre 2011,
nonche’ i successivi aggiornamenti del 3 febbraio e dell’11 maggio
2012, all’odierno esame di questo Comitato per la relativa presa
d’atto;
Visto il protocollo d’intesa per interventi urgenti di bonifica,
ambientalizzazione e riqualificazione di Taranto, per un importo
complessivo di 336.668.320 euro, sottoscritto in data 26 luglio 2012
dal Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare,
dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, dal Ministero
dello sviluppo economico, dal Ministro per la coesione territoriale,
dalla Regione Puglia, dalla Provincia e dal Comune di Taranto, dal
Commissario straordinario del Porto di Taranto, protocollo oggetto di
presa d’atto da parte di questo Comitato con la presente delibera;
Visto il documento di economia e finanza 2012 – Piano nazionale di
riforma, approvato dal Consiglio dei Ministri il 18 aprile 2012, nel
quale viene sottolineata l’esigenza di misure urgenti nei settori
ambientali della gestione integrata del ciclo delle acque, di
prevenzione dei rischi idrogeologici e del recupero e valorizzazione
delle aree industriali in zone urbane soggette a bonifica;
Considerato che tra gli obiettivi prioritari di intervento nel
Mezzogiorno richiamati anche dalle citate delibere nn. 8 e 60/2012
figura un piu’ efficace impiego delle risorse destinate all’ambiente,
con particolare riferimento alle azioni per la riduzione del dissesto
idrogeologico, per l’efficientamento dei sistemi di raccolta e
depurazione delle acque e per la bonifica dei siti inquinati di
interesse nazionale;
Vista la proposta del Capo di Gabinetto, d’ordine del Ministro per
la coesione territoriale, n. 2000 del 1° agosto 2012 concernente la
programmazione delle residue risorse regionali del FSC 2000-2006 e
2007-2013 per il finanziamento degli interventi di manutenzione
straordinaria del territorio in campo ambientale e l’allegata nota
informativa del Dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica;
Considerato che nella citata nota informativa si da’ tra l’altro
evidenza del positivo processo istruttorio, in termini di coerenza
programmatica e normativa, svolto dal detto Dipartimento, d’intesa
con il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del
mare, sulla base delle schede informative presentate dalle Regioni
Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia che
propongono l’utilizzo di una quota delle risorse del FSC di
rispettiva titolarita’ in favore di interventi di manutenzione
straordinaria del territorio collegati alla priorita’ ambiente sulla
base delle pervenute al detto Dipartimento;
Considerato che nella suddetta nota informativa viene quantificato,
per gli interventi da finanziare individuati in apposito elenco
allegato, un fabbisogno complessivo di 1.060,50 milioni di euro, a
carico delle risorse regionali del FSC;
Considerato, in particolare, che la copertura di tale importo di
1.060,50 milioni di euro viene posta a carico delle programmazioni
residue regionali del FAS 2000-2006 per un importo di 68,25 milioni
di euro e del FSC 2007-2013 per un importo di 992,25 milioni di euro,
a valere sulle risorse destinabili alle Regioni del Mezzogiorno;
Considerato in particolare che, al fine di dare copertura agli
interventi da realizzare sul proprio territorio, la Regione Puglia ha
confermato il definanziamento dell’intervento «Raddoppio del Sistema
del Sinni» del valore di 180 milioni di euro gia’ finanziato, sul FSC
2007/2013, con la richiamata delibera n. 62/2011, con contestuale
richiesta di utilizzo di tale importo a copertura degli interventi di
cui alla presente delibera; …

Parte di provvedimento in formato grafico

Ingegneri.info