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N. 32 ORDINANZA (Atto di promovimento) 2 ottobre 2002. Ordinanza e...

N. 32 ORDINANZA (Atto di promovimento) 2 ottobre 2002. Ordinanza emessa il 2 ottobre 2002 dal tribunale di Potenza nel procedimento disciplinare promosso dal P.M. contro notaio Gatti Luigi Edilizia e urbanistica - Atti tra vivi aventi per oggetto il trasferimento, la costituzione o lo scioglimento della comunione di diritti reali relativi a terreni - Nullita' quando non sia allegato un valido certificato di destinazione urbanistica ...

N. 32 ORDINANZA (Atto di promovimento) 2 ottobre 2002.

Ordinanza emessa il 2 ottobre 2002 dal tribunale di Potenza nel
procedimento disciplinare promosso dal P.M. contro notaio Gatti Luigi

Edilizia e urbanistica – Atti tra vivi aventi per oggetto il
trasferimento, la costituzione o lo scioglimento della comunione di
diritti reali relativi a terreni – Nullita’ quando non sia allegato
un valido certificato di destinazione urbanistica – Possibilita’ di
conferma dell’atto nullo mediante un atto redatto nella stessa
forma, cui sia allegato un certificato contenente le prescrizioni
urbanistiche riguardanti le aree attinenti al giorno in cui e’
stato stipulato l’atto da confermare – Mancata previsione –
Disparita’ di trattamento rispetto agli atti aventi per oggetto
fabbricati (dei quali e’ consentita la conferma) – Violazione dei
canoni di logicita’ e di ragionevolezza.
– Legge 28 febbraio 1985, n. 47, art. 18.
– Costituzione, art. 3.

(GU n. 7 del 19-2-2003)
IL TRIBUNALE

Ha pronunciato la seguente ordinanza nel procedimento iscritto al
n. 2/2002 R.G. Vol. Giur., avente ad oggetto il procedimento
disciplinare promosso dal p.m. a carico del notaio Luigi Gatti da
Potenza per le contravvenzioni contestate nel verbale di ispezione
del 13 giugno 2001 con riguardo al biennio 1999-2000.

I

Nel corso dell’ispezione eseguita il 13 giugno 2001 dal
Conservatore dell’archivio notarile di Potenza e dal Presidente del
consiglio notarile di Potenza sugli atti, sui repertori e sui
registri del notaio Luigi Gatti da Potenza, veniva contestata, tra
l’altro, la contravvenzione all’art. 18 della legge 28 febbraio 1985
n. 47, in relazione all’art. 28, primo comma, n. 1), della legge 16
febbraio 1913 n. 89, con la con seguente applicabilita’ della
sanzione comminata dall’art. 138, secondo comma, della legge 16
febbraio 1913 n. 89, per l’allegazione alla compravendita stipulata a
suo ministero in data lo agosto 2000, rep. n. 16007, di un
certificato di destinazione urbanistica rilasciato dal sindaco del
comune di Potenza in data 23 luglio 1999 e, pertanto, cessato di
validita’ alla data del 23 luglio 2000. Sulla base delle risultanze
del verbale ispettivo, il p.m. promuoveva il procedimento
disciplinare innanzi al Tribunale di Potenza. All’udienza del 30
maggio 2002, il notaio compariva personalmente al cospetto del
collegio, adducendo che la nullita’ inficiante la suddetta
compravendita era stata sanata mediante la conferma stipulata a suo
ministero in data 9 luglio 2001, rep. n. 16612, per cui la
contravvenzione non era piu’ sanzionabile sul piano disciplinare.
Nessuno compariva per il p.m. Nella medesima sede, il collegio si
riservava per la decisione.

II

Secondo l’interpretazione datane dalla giurisprudenza di
legittimita’, il termine di un anno dalla data del rilascio, previsto
dall’art. 18, terzo comma, della legge 28 febbraio 1985 n. 47 per la
validita’ del certificato di destinazione urbanistica da allegare, a
pena di nullita’, agli atti traslativi della proprieta’ di terreni,
deve considerarsi a carattere perentorio, di guisa che la relativa
scadenza importa la radicale inettitudine del certificato a produrre
effetti e, in particolare, osta a che l’allegazione dello stesso agli
atti venga ad assumere la portata di requisito di validita’ di questi
(ex plurimis: Cass., 28 novembre 1994, n. 7893 Cass., 15 dicembre
1997, n. 12650), essendo da puntualizzare, in merito, soltanto che la
dichiarazione dell’alienante attestante il non intervento di
modificazioni degli strumenti urbanistici rispetto alla situazione
documentata dal certificato considerato si configura come elemento
volto ad integrare ed a rafforzare l’efficacia probatoria del
certificato medesimo, nella persistenza della relativa validita’
temporale, nel quadro di un meccanismo rigorosamente formale inteso
alla tutela sia dell’interesse generale alla difesa dell’equilibrio
del territorio dai danni connessi alla speculazione edilizia, sia
alla protezione degli interessi dell’acquirente (in termini: Cass.,
23 ottobre 1992, n. 11568).
Con la ovvia conseguenza che l’allegazione ad un negozio recante
traslazione di terreni di un certificato privo di validita’ ratione
temporis non puo’ non importare la nullita’ del negozio a mente
dell’art. 18 della legge 28 febbraio 1985 n. 47, esigendo tale norma
la produzione a corredo dell’atto recante consacrazione di un tale
negozio di un certificato valido sotto ogni profilo (ex plurimis:
Cass., 15 dicembre 1997, n. 12650).
A fronte delle perplessita’ manifestate con riguardo alla
violazione del principio di tassativita’ delle cause di nullita’,
dell’inesistenza nella legge di una equiparazione quoad effectum
della mancata allegazione all’atto del certificato in argomento
all’allegazione di un certificato scaduto, dell’inconcepibilita’ di
una nullita’ del negozio correlata all’irregolarita’ formale di un
documento ad esso accessorio, la giurisprudenza di legittimita’ ha
puntualizzato che:
a) la nullita’ degli atti traslativi dei terreni in ragione
della mancata allegazione agli stessi di un certificato di
destinazione urbanistica valido rientra nella previsione della
normativa di cui all’art. 18, secondo comma e terzo comma, della
legge 28 febbraio 1985 n. 47 (a tutto voler concedere, estensivamente
interpretata);
b) la nullita’ di cui trattasi e’ una nullita’ di carattere
formale, ed e’, percio’, perfino ovvio che essa possa discendere da
un difetto, asserito, di forma di uno dei documenti attinenti al
perfezionamento della fattispecie negoziale (in termini: Cass., 15
dicembre 1997, n. 12650.

III

Posta in siffatti termini l’attuale configurazione del c.d.
“diritto vivente”, l’atto pubblico o la scrittura privata autenticata
aventi per oggetto il trasferimento della proprieta’ di terreni
verrebbero ad essere affetti da nullita’ in caso di allegazione di un
certificato di destinazione urbanistica rilasciato oltre il termine
previsto per la validita’ dall’art. 18, terzo comma, della legge 28
febbraio 1985 n. 47 (vale a dire, oltre un anno prima della
stipulazione).
Peraltro, ai sensi dell’art. 21, primo comma, della legge 28
febbraio 1985 n. 47, la rogazione di un atto pubblico o
l’autenticazione di una scrittura privata a cui sia allegato un
certificato cessato di validita’ per il decorso del termine annuale
costituisce violazione dell’art. 28, primo comma, n. 1), della legge
16 febbraio 1913 n. 89 (divieto di ricevere atti nulli, secondo la
piu’ recente interpretazione della locuzione “atti … espressamente
proibiti dalla legge” – ex plurimis: Cass., 11 novembre 1997,
n. 11128; Cass., 19 febbraio 1998, n. 1766; Cass., 9 marzo 1998,
n. 2591; Cass., 4 maggio 1998, n. 4441; Cass., 4 novembre 1998,
n. 11071; Cass., 1 febbraio 2001, n. 1394), con la conseguente
applicabilita’ al notaio della sanzione comminata dall’art. 138,
secondo comma, della legge 16 febbraio 1913 n. 89 (sospensione de sei
mesi ad un anno), trattandosi di una nullita’ insuscettibile di
sanatoria.
Difatti, l’art. 18 della legge 28 febbraio 1985 n. 47 – a
differenza dell’art. 17, quarto comma, della legge 28 febbraio 1985
n. 47, per i casi in cui, negli atti pubblici o nelle scritture
private autenticate aventi ad oggetto il trasferimento, la
costituzione o lo scioglimento della comunione di diritti reali
relativi ad edifici o loro parti, la mancata indicazione degli
estremi della concessione edilizia non sia dipesa dalla sua
insussistenza all’epoca della stipulazione – non contempla la
conferma per gli atti pubblici o le scritture private autenticate
aventi ad oggetto il trasferimento, la costituzione o lo scioglimento
della comunione di diritti reali relativi a terreni. Per cui, e’
inevitabile che il ricevimento o l’autenticazione di atti nulli per
violazione dell’art. 18 della legge 28 febbraio 1985 n. 47 comporta a
carico del notaio le conseguenze sanzionatorie dell’art. 21, primo
comma, della legge 28 febbraio 1985 n. 47.
In verita’, con una serie di provvedimenti legislativi d’urgenza
si era tentato di rimediare alla evidenziata omissione, prevedendo,
tra l’altro, che anche gli atti sprovvisti dell’allegazione del
certificato di destinazione urbanistica (e, quindi, stante la
parificazione degli effetti, anche di quelli a cui fosse allegato un
certificato di destinazione urbanistica cessato di validita)
potessero essere confermati mediante un atto redatto nella stessa
forma del precedente, al quale fosse allegato un certificato
contenente le prescrizioni urbanistiche riguardanti le aree attinenti
al giorno in cui fosse stato stipulato l’atto da confermare (artt. 8,
nono comma, del d.l. 27 settembre 1994 n. 551, 7, nono comma, del
d.l. 25 novembre 1994 n. 649, 7, nono comma, del d.l. 26 gennaio 1995
n. 24, 7, ottavo comma, del d.l. 27 marzo 1995 n. 88, 7, ottavo
comma, del d.l. 26 maggio 1995 n. 193, 7, ottavo comma, del d.l. 26
luglio 1995 n. 310, 7, ottavo comma, del d.l. 20 settembre 1995
n. 400, 7, ottavo comma, del d.l. 25 novembre 1995 n. 498, 8, settimo
comma, del d.l. 24 gennaio 1996 n. 30, 8, settimo comma, del d.l. 25
marzo 1996 n. 154, 8, settimo comma, del d.l. 25 maggio 1996 n. 285,
8, settimo comma, del d.l. 22 luglio 1996 n. 388 e 8, settimo comma,
del d.l. 24 settembre 1996 n. 495.
Tuttavia, nonostante …

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