AUTORITA' GARANTE DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO - DELIBERAZIONE 15 Novembre 2007 | Ingegneri.info

AUTORITA’ GARANTE DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO – DELIBERAZIONE 15 Novembre 2007

AUTORITA' GARANTE DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO - DELIBERAZIONE 15 Novembre 2007 - Procedure istruttorie in materia di pubblicita' ingannevole e comparativa illecita. (GU n. 283 del 5-12-2007 )

AUTORITA’ GARANTE DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO

DELIBERAZIONE 15 Novembre 2007

Procedure istruttorie in materia di pubblicita’ ingannevole e
comparativa illecita.

L’AUTORITA’ GARANTE
DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO
Nella sua adunanza del 15 novembre 2007;
Visto il decreto legislativo 2 agosto 2007, n. 145, recante
“attuazione dell’art. 14 della direttiva 2005/29/CE che modifica la
direttiva 84/450/CEE sulla pubblicita’ ingannevole”;
Visto l’art. 8, comma 11, del decreto legislativo n. 145/2007, che
prevede che l’Autorita’, con proprio regolamento, disciplini le
procedure istruttorie in modo da garantire il contraddittorio, la
piena cognizione degli atti e la verbalizzazione;
Delibera
di adottare il regolamento concernente “le procedure istruttorie in
materia di pubblicita’ ingannevole e comparativa illecita” nel testo
allegato, parte integrante della presente delibera.
Il regolamento sara’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana e sul Bollettino dell’Autorita’ garante della
concorrenza e del mercato.
Roma, 15 novembre 2007
Il presidente: Catricala’
Il segretario generale: Fiorentino

Allegato
REGOLAMENTO SULLE PROCEDURE ISTRUTTORIE IN MATERIA
DI PUBBLICITA’ INGANNEVOLE E COMPARATIVA ILLECITA
Art. 1.
Definizioni
Ai fini del presente regolamento si intende:
a) per decreto legislativo, il decreto legislativo 2 agosto
2007, n. 145;
b) per Collegio, il Presidente e i quattro Componenti;
c) per Uffici, le unita’ organizzative di cui all’art. 10,
comma 6, della legge 10 ottobre 1990, n. 287.
Art. 2.
Ambito di applicazione
1. Il presente regolamento si applica ai procedimenti in materia
di pubblicita’ ingannevole e comparativa illecita di cui al decreto
legislativo.
Art. 3.
Responsabile del procedimento
1. Responsabile del procedimento e’ il dirigente preposto
all’unita’ organizzativa competente per materia, istituita ai sensi
dell’art. 10, comma 6, della legge 10 ottobre 1990, n. 287, o altro
funzionario dallo stesso incaricato.
2. Il responsabile di cui al comma 1 provvede all’avvio del
procedimento, nonche’ agli adempimenti di competenza per lo
svolgimento dell’attivita’ istruttoria.
Art. 4.
Attivita’ pre-istruttoria
1. Il responsabile del procedimento acquisisce ogni elemento
utile alla valutazione della fattispecie. A tal fine puo’ richiedere
informazioni e documenti ad ogni soggetto pubblico o privato.
2. Qualora il committente del messaggio pubblicitario non sia
conosciuto, il responsabile del procedimento richiede al proprietario
del mezzo di diffusione ed a chiunque ne sia in possesso ogni
elemento idoneo ad identificarlo.
3. Ad eccezione dei casi di particolare gravita’, qualora
sussistano fondati motivi tali da ritenere che il messaggio
costituisca una pubblicita’ ingannevole o una pubblicita’ comparativa
illecita, il responsabile del procedimento, informato il Collegio,
puo’ invitare il professionista, per iscritto, a rimuovere i profili
di possibile ingannevolezza o illiceita’.
Art. 5.
Richiesta di intervento
1. Ogni soggetto od organizzazione che ne abbia interesse puo’
richiedere l’intervento dell’Autorita’ nei confronti di pubblicita’
che ritenga ingannevoli o illecite ai sensi del decreto legislativo.
2. Con la richiesta di cui al comma 1 sono portati a conoscenza
dell’Autorita’:
a) nome, cognome, denominazione o ragione sociale, residenza,
domicilio o sede del richiedente nonche’ recapiti telefonici ed
eventuali recapiti di telefax e di posta elettronica;
b) elementi idonei a consentire una precisa identificazione
della pubblicita’ oggetto della richiesta nonche’ del professionista
che l’ha posta in essere;
c) ogni elemento ritenuto utile alla valutazione
dell’Autorita’.
3. Qualora il Collegio ritenga, sulla base degli elementi
prodotti con la richiesta di intervento o altrimenti acquisiti dal
responsabile del procedimento ai sensi dell’art. 4, comma 1 e
comma 3, che non vi siano i presupposti per un approfondimento
istruttorio, archivia la richiesta dandone comunicazione al
richiedente.
Art. 6.
Avvio dell’istruttoria
1. Il responsabile del procedimento, valutati gli elementi
comunque in suo possesso e quelli portati a sua conoscenza con la
richiesta di intervento di cui all’art. 5, avvia l’istruttoria al
fine di verificare l’esistenza di pubblicita’ ingannevoli o
comparative illecite di cui al decreto legislativo.
2. Il responsabile del procedimento comunica l’avvio
dell’istruttoria, ai sensi dell’art. 8, comma 3, del decreto
legislativo, al professionista e ai soggetti che abbiano presentato
richiesta di intervento ai sensi dell’art. 5.
3. Nella comunicazione di cui al comma 2 sono indicati l’oggetto
del procedimento, il termine per la sua conclusione, l’ufficio e la
persona responsabile del procedimento, l’ufficio presso cui si puo’
accedere agli atti, la possibilita’ di presentare memorie scritte o
documenti ed il termine entro cui le memorie e i documenti possono
essere presentati.
Art. 7.
Termini del procedimento
1. Il termine per la conclusione del procedimento e’ di
centoventi giorni, decorrenti dalla data di protocollo della
comunicazione di avvio e di centocinquanta giorni quando, ai sensi
dell’art. 8, comma 6, del decreto legislativo, si debba chiedere il
parere all’Autorita’ per le Garanzie nelle Comunicazioni.
2. Nel caso in cui il professionista sia residente, domiciliato o
abbia sede all’estero, il termine per la conclusione del procedimento
e’ di centottanta giorni decorrenti dalla data di protocollo della
comunicazione di avvio e di duecentodieci giorni quando, ai sensi
dell’art. 8, comma 6, del decreto legislativo, si debba chiedere il
parere all’Autorita’ per le Garanzie nelle Comunicazioni.
3. Il termine puo’ essere prorogato, con provvedimento motivato
del Collegio, in persenza di particolari esigenze istruttorie, fino
ad un massimo di trenta giorni, ovvero, nel caso in cui il
professionista presenti degli impegni, fino ad un massimo di sessanta
giorni.
4. Nel caso in cui, ai sensi dell’art. 20 del presente
Regolamento, il Collegio disponga la sospensione del procedimento, i
termini di cui al comma 1 restano sospesi in attesa della pronuncia
dell’organismo di autodisciplina e, comunque, per un periodo non
superiore a trenta giorni stabilito dal Collegio.
Art. 8.
Impegni
1. Entro e non oltre trenta giorni dalla ricezione della
comunicazione di avvio del procedimento, il professionista puo’
presentare, in forma scritta, impegni tali da far venire meno i
profili di illegittimita’ della pubblicita’.
2. L’Autorita’ valuta gli impegni e:
a) qualora li ritenga idonei, dispone con provvedimento la loro
accettazione rendendoli obbligatori per il professionista, chiudendo
il procedimento senza accertare l’infrazione;
b) qualora li ritenga parzialmente idonei, fissa un termine al
professionista per un’eventuale integrazione degli impegni stessi;
c) nei casi di grave e manifesta ingannevolezza o illiceita’ di
cui all’art. 8, comma 7, del decreto legislativo o in caso di
inidoneita’ degli impegni, delibera il rigetto degli stessi.
3. Successivamente alla decisione di accettazione di impegni, il
procedimento potra’ essere riaperto d’ufficio, laddove:
a) il professionista non dia attuazione agli impegni assunti;
b) si modifichi la situazione di fatto rispetto ad uno o piu’
elementi su cui si fonda la decisione;
c) la decisione di accettazione di impegni si fondi su
informazioni trasmesse dalle parti che siano incomplete, inesatte o
fuorvianti.
Art. 9.
Sospensione provvisoria della pubblicita’
1. Ai sensi dell’art. 8, comma 3, del decreto legislativo,
l’Autorita’, in caso di particolare urgenza, puo’ disporre, d’ufficio
e con atto motivato, la sospensione della pubblicita’ ritenuta
ingannevole o della pubblicita’ comparativa ritenuta illecita.
2. Il responsabile del procedimento assegna alle parti un termine
non inferiore a cinque giorni per presentare memorie scritte e
documenti. Trascorso detto termine, il responsabile del procedimento
rimette gli atti al Collegio per la decisione.
3. Il Collegio puo’ disporre con atto motivato la sospensione in
via provvisoria del messaggio pubblicitario anche senza acquisire le
memorie delle parti quando ricorrano particolari esigenze di
indifferibilita’ dell’intervento. Entro il termine di sette giorni
dal ricevimento del provvedimento con il quale e’ stata adottata la
misura cautelare provvisoria, il professionista interessato puo’
presentare memorie scritte e documenti. Valutate le argomentazioni
del professionista, il Collegio puo’ confermare la sospensione
provvisoria del messaggio pubblicitar…

[Continua nel file zip allegato]

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