AUTORITA' PER L' ENERGIA ELETTRICA E IL GAS - DELIBERAZIONE 31 marzo 2008 | Ingegneri.info

AUTORITA’ PER L’ ENERGIA ELETTRICA E IL GAS – DELIBERAZIONE 31 marzo 2008

AUTORITA' PER L' ENERGIA ELETTRICA E IL GAS - DELIBERAZIONE 31 marzo 2008 - Aggiornamento delle schede tecniche per la quantificazione dei risparmi energetici relative all'installazione in ambito residenziale di lampade fluorescenti compatte con alimentatore incorporato, frigoriferi, frigo-congelatori, congelatori, lavabiancheria, lavastoviglie ad alta efficienza, rompigetto areati per rubinetti ed erogatori per doccia a basso flusso, nell'ambito dei decreti 20 luglio 2004 e successive modifiche e integrazioni. (Deliberazione n. EEN 4/08). (GU n. 94 del 21-4-2008 )

AUTORITA’ PER L’ ENERGIA ELETTRICA E IL GAS

DELIBERAZIONE 31 marzo 2008

Aggiornamento delle schede tecniche per la quantificazione dei
risparmi energetici relative all’installazione in ambito residenziale
di lampade fluorescenti compatte con alimentatore incorporato,
frigoriferi, frigo-congelatori, congelatori, lavabiancheria,
lavastoviglie ad alta efficienza, rompigetto areati per rubinetti ed
erogatori per doccia a basso flusso, nell’ambito dei decreti 20
luglio 2004 e successive modifiche e integrazioni. (Deliberazione n.
EEN 4/08).

L’AUTORITA’ PER L’ENERGIA ELETTRICA E IL GAS
Nella riunione del 31 marzo 2008,
visti:
la legge 14 novembre 1995, n. 481/95;
la legge 27 dicembre 2006, n. 296 (di seguito: legge n. 296/06);
la legge 24 dicembre 2007, n. 244/07 (di seguito: legge n.
244/07);
il decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79;
il decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 164;
il decreto legislativo 25 luglio 2005, n. 151, recante
«Attuazione delle direttive 2002/95/CE, 2002/96/CE e 2003/108/CE,
relative alla riduzione dell’uso di sostanze pericolose nelle
apparecchiature elettriche ed elettroniche, nonche’ allo smaltimento
dei rifiuti», successive modificazioni e decreti attuativi;
i decreti ministeriali 24 aprile 2001;
il decreto ministeriale 10 luglio 2001, recante «Recepimento
della direttiva 98/11/CE della Commissione del 27 gennaio 1998 che
stabilisce le modalita’ di applicazione della direttiva 92/75/CEE del
Consiglio per quanto riguarda l’etichettatura indicante l’efficienza
energetica delle lampade per uso domestico;
il decreto ministeriale 20 luglio 2004 recante «Nuova
individuazione degli obiettivi quantitativi per l’incremento
dell’efficienza energetica negli usi finali di energia, ai sensi
dell’art. 9, comma 1, del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79»
(di seguito: decreto ministeriale elettrico);
il decreto ministeriale gas 20 luglio 2004 recante «Nuova
individuazione degli obiettivi quantitativi nazionali di risparmio
energetico e sviluppo delle fonti rinnovabili, di cui all’art. 16,
comma 4, del decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 164» (di seguito:
decreto ministeriale gas);
il decreto ministeriale 21 dicembre 2007 recante «Revisione e
aggiornamento dei decreti ministeriali 20 luglio 2004 (di seguito:
decreto ministeriale 21 dicembre 2007);
la direttiva 2005/32/CE del Parlamento europeo e del Consiglio
del 6 luglio 2005 relativa all’istituzione di un quadro per
l’elaborazione di specifiche per la progettazione ecocompatibile dei
prodotti che consumano energia e recante modifica della direttiva
92/42/CEE del Consiglio e delle direttive 96/57/CE e 2000/55/CE del
Parlamento europeo e del Consiglio;
la deliberazione dell’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas
(di seguito: l’Autorita) 11 luglio 2001, n. 156/01;
la deliberazione dell’Autorita’ 11 luglio 2001, n. 157/01;
la deliberazione 27 dicembre 2002, n. 234/02 e successive
modifiche e integrazioni (di seguito: deliberazione n. 234/02);
la deliberazione dell’Autorita’ 18 settembre 2003, n. 103/03 e
successive modifiche e integrazioni (di seguito: Linee guida);
la deliberazione dell’Autorita’ 14 luglio 2004, n. 111/04 (di
seguito: deliberazione n. 111/04);
la deliberazione dell’Autorita’ 16 dicembre 2004, n. 219/04;
la deliberazione dell’Autorita’ 2 febbraio 2007, n. 18/07;
la deliberazione dell’Autorita’ 12 luglio 2007, n. 173/07 (di
seguito: deliberazione n. 173/07);
la deliberazione dell’Autorita’ 28 dicembre 2007, n. 345/07;
la deliberazione dell’Autorita’ 26 febbraio 2008, EEN 01/08;
la deliberazione dell’Autorita’ 28 marzo 2008, EEN 03/08;
il Secondo Rapporto Annuale sul meccanismo dei titoli di
efficienza energetica (di seguito anche TEE), pubblicato
dall’Autorita’ sul proprio sito internet in data 31 ottobre 2007 (di
seguito: Secondo rapporto annuale);
il documento per la consultazione diffuso dall’Autorita’ in data
20 febbraio 2008, DCO 3/08, intitolato «Aggiornamento delle schede
tecniche per progetti di risparmio energetico relativi
all’installazione in ambito residenziale di lampade fluorescenti
compatte con alimentatore incorporato, frigoriferi,
frigo-congelatori, congelatori, lavabiancheria, lavastoviglie ad alta
efficienza, rompigetto areati per rubinetti ed erogatori per doccia a
basso flusso» (di seguito: documento per la consultazione DCO 3/08);
le osservazioni e i commenti al documento per la consultazione
DCO 3/08 inviati all’Autorita’;
le norme CEI EN 60969 «Lampade con alimentatore incorporato per
illuminazione generale – Prescrizioni di prestazione» e CEI EN 60968
«Lampade con alimentatore incorporato per illuminazione generale –
Prescrizioni di sicurezza»;
le norme UNI EN 246:2004 «Rubinetteria sanitaria – Specifiche
generali per i regolatori di getto», UNI EN 1112:1998 «Dispositivi
uscita doccia per rubinetteria sanitaria (PN 10)» e UNI EN 1113:1998
«Flessibili doccia per rubinetteria sanitaria (PN 10)»;
il documento redatto dal Centro Comune di Ricerca di Ispra della
Comunita’ europea dal titolo «European compact fluorescent lamp
quality charter» del 25 febbraio 2005;
Considerato che:
le schede tecniche sono state introdotte dall’Autorita’ con le
Linee guida, con l’obiettivo di facilitare l’attuazione del
meccanismo dei titoli di efficienza energetica, introdotto dai
decreti ministeriali 24 aprile 2001 (successivamente sostituiti dai
decreti ministeriali 20 luglio 2004), attraverso la semplificazione
delle procedure per la quantificazione dei risparmi energetici
conseguiti da alcune tipologie di intervento;
la possibilita’ di aggiornamento delle schede tecniche da parte
dell’Autorita’ e’ prevista dalle stesse Linee guida, al fine di
garantire che il meccanismo dei titoli di efficienza energetica sia
costantemente orientato al conseguimento di risparmi energetici reali
e addizionali rispetto all’evoluzione normativa, tecnologica e di
mercato ed assicuri un uso efficiente delle risorse pubbliche che
vengono prelevate dalle tariffe dell’energia elettrica e del gas
naturale ai sensi dei decreti ministeriali e della deliberazione
dell’Autorita’ n. 219/04;
nell’ambito del Secondo rapporto annuale si e’ evidenziato come
attraverso l’utilizzo delle schede tecniche sia stato conseguito il
90% dei risparmi energetici certificati dall’Autorita’ alla data del
31 maggio 2007 e che la netta prevalenza di interventi valutati con
le schede tecniche risulta confermata anche dalle certificazioni
effettuate successivamente a tale data;
dall’analisi dei progetti di risparmio energetico pervenuti
all’Autorita’ con riferimento alle schede tecniche n. 1, n. 12, n.
13a, n. 13b, n. 13c e n. 14 e dalle prime risultanze dei procedimenti
avviati con la deliberazione n. 173/07 e’ emersa la necessita’ di
intervenire per aggiornare il contenuto delle suddette schede
tecniche, con particolare riferimento all’introduzione di requisiti
minimi di qualita’ dei progetti e al grado di addizionalita’ dei
risparmi energetici da riconoscere ai progetti;
con il documento per la consultazione DCO 3/08 l’Autorita’ ha
avanzato proposte per l’aggiornamento dei contenuti delle schede
tecniche n. 1, n. 12, n. 13a, n. 13b, n. 13c e n. 14, al fine sia di
tenere conto dell’evoluzione normativa, tecnologica e di mercato nei
settori di riferimento dalla data di pubblicazione di tali schede,
sia di migliorare la qualita’ dei progetti realizzati e, cosi’
facendo, aumentare l’efficacia degli stessi nella riduzione dei
consumi di energia;
con riferimento alla scheda tecnica n. 1, inerente la
sostituzione di lampade ad incandescenza con lampade fluorescenti
compatte con alimentatore incorporato in ambito domestico, nel
documento per la consultazione DCO 3/08 sono state avanzate le
seguenti principali proposte di modifica e integrazione:
a) introduzione di specifici requisiti per le lampade
fluorescenti compatte oggetto di intervento, con particolare
riferimento ai seguenti aspetti:
durata nominale garantita pari ad almeno 10.000 ore;
potenza nominale non inferiore a 15W;
possesso della certificazione europea EcoLabel e dei
requisiti prestazionali previsti dalla «European CFL Quality
Charter»;
rispetto della normativa nazionale relativa alla gestione dei
rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche;
rispetto di specifici valori minimi di flusso luminoso per
ogni valore di potenza nominale;
obbligo di garanzia e assistenza sugli apparecchi di durata
almeno equivalente a quella del rilascio di titoli di efficienza
energetica;
confezionamento atto a fornire informazioni che stimolino un
uso corretto dell’apparecchio e che ne consenta un’agevole
identificabilita’ quale prodotto incentivato da contributi pubblici;
disponibilita’ di un canale di comunicazione con il soggetto
titolare del progetto per segnalare danneggiamenti o
malfunzionamenti;
b) introduzione di requisiti minimi relativi alle modalita’ di
realizzazione dei progetti, con particolare riferimento ai seguenti
aspetti:
divieto di conteggiare per lo stesso cliente piu’ di 2
lampade fluorescenti compatte con la medesima potenza nominale;
necessita’ di un’esplicita manifestazione d’interesse da
parte del cliente partecipante;
assenza di altre forme di incentivazione pubblica per lo
stesso progetto;
applicazione di uno sconto minimo pari all’80% del prezzo nel
caso di vendita diretta al cliente;
costruzione di un archivio informatizzato delle informazioni
anagrafiche relative ad ogni cliente partecipante e delle
caratteristiche dell’apparecchio consegnato o venduto;
c) applicazione, nel calcolo del risparmio energetico specifico
netto riconosciuto per ogni lampada, del coefficiente di
addizionalita’ di cui all’art. 4, comma 6, lettera a), delle Linee
guida, di valore compreso tra il 10% e il 24%, in ragione delle
valutazioni compiute dall’Autorita’ sul grado di saturazione finora
raggiunto nel mercato residenziale, determinato sia in base a dati di
mercato disponibili fino al 2005 e a quelli ricavati dalle richieste
di verifica e certificazione pervenute all’Autorita’ fino al 31
gennaio 2008, sia in base ad ipotesi relative al «tasso di
insuccesso» degli interventi fino ad oggi realizzati, in
considerazione delle modalita’ di realizzazione di taluni progetti;
d) rendicontazione degli interventi basata su un unico valore
medio di risparmio specifico netto, applicabile indipendentemente
dalla potenza nominale della lampada, o, in alternativa, basata su
valori di risparmio specifico differenziati in funzione della potenza
della lampada;
e) introduzione di un termine massimo di validita’ della scheda
tecnica, fatti salvi ulteriori aggiornamenti, corrispondente al 31
gennaio 2011, in considerazione del divieto di importazione,
distribuzione e vendita delle lampade a incandescenza a partire
dall’anno 2011 introdotto dall’art. 2, comma 163, della legge n.
244/07;
con riferimento alla scheda tecnica n. 1, la maggior parte delle
osservazioni e dei commenti pervenuti all’Autorita’ ha evidenziato
che:
a) e’ pienamente condivisa sia l’opportunita’ di aggiornare la
scheda tecnica con le finalita’ precedentemente indicate, sia la
necessita’ di prevedere un’esplicita manifestazione di interesse da
parte dei clienti partecipanti ed il rispetto dei requisiti indicati
dallo «European CFL Quality Charter»;
b) e’ condivisa dalla maggior parte degli operatori la proposta
di introdurre un requisito di durata nominale garantita pari ad
almeno 10.000 ore;
c) non e’ considerata opportuna dalla maggior parte degli
operatori l’introduzione di un limite inferiore alla potenza nominale
delle lampade distribuite, in ragione dei potenziali di risparmio
comunque non trascurabili associati all’utilizzo di lampade con
potenza minore e in considerazione del fatto che l’eliminazione di
tale vincolo non comporta alcuna sovrastima dei risparmi riconosciuti
nel caso in cui si adotti un approccio di rendicontazione basato
sulla differenziazione dei risparmi per potenza, approccio che la
gran parte degli operatori ritiene preferibile rispetto al
mantenimento di un approccio basato su un unico valore medio;
d) non e’ condivisa dalla maggior parte degli operatori la
proposta di introdurre il requisito di marchiatura EcoLabel, in
quanto sono ancora pochi i prodotti che lo rispettano e, di
conseguenza, la sua introduzione comporterebbe una drastica
restrizione dell’offerta disponibile; alcuni operatori hanno inoltre
osservato che il contenuto massimo di vapori di mercurio imposto dal
marchio EcoLabel si discosta poco da quello gia’ imposto dalla
direttiva 2002/95/CE in materia di restrizioni sull’uso di
determinate sostanze pericolose nella costruzione di apparecchiature
elettriche ed elettroniche;
e) e’ condivisa dalla maggior parte degli operatori la proposta
di prevedere il rispetto della normativa nazionale relativa alla
gestione dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche;
f) i valori minimi di flusso luminoso proposti per ciascun
valore di potenza nominale potrebbero, se introdotti in tempi brevi,
restringere in modo eccessivo l’offerta di mercato in considerazione
del fatto che pochi dei prodotti ad oggi disponibili rispetterebbero
tali limiti;
g) l’estensione della garanzia commerciale al di la’ dei 24
mesi gia’ previsti dalla normativa nazionale ed europea non sarebbe
facilmente ottenibile dai produttori, soprattutto in tempi
compatibili con l’entrata in vigore della nuova scheda tecnica, e
cio’ comporterebbe di conseguenza un aumento dei costi in capo ai
titolari di progetto e potrebbe in alcuni casi risultare eccessiva
rispetto al requisito della durata garantita pari a 10.000 ore;
h) il divieto di distribuire piu’ di una lampada fluorescente
compatta per ogni cliente, l’obbligo di costruire un archivio
informatizzato dei clienti e di rendere disponibile ai clienti un
canale di comunicazione diretto con il titolare di progetto sarebbero
inopportuni ed eccessivamente onerosi da applicare, con particolare
riferimento al caso di interventi realizzati tramite sconti sul
prezzo di acquisto, in considerazione del valore economico fino ad
oggi registrato dai titoli di efficienza energetica;
i) l’imposizione di un obbligo di sconto minimo pari all’80%,
nel caso di realizzazione tramite vendita diretta, sarebbe eccessivo
e tenderebbe a «deresponsabilizzare» gli acquirenti, riducendone in
ultima analisi la motivazione all’effettiva installazione della
lampada fluorescente al posto di una ad incandescenza;
j) la valutazione della percentuale di saturazione del mercato
e, conseguentemente, del grado di addizionalita’ residua
dell’intervento dovrebbe considerare l’incertezza relativa al numero
medio di punti luce da conteggiare per ogni abitazione, la
variabilita’ geografica del grado di saturazione del mercato, nonche’
la forte preferenza finora accordata a lampade fluorescenti con
attacco E27 rispetto a quelle piu’ piccole, con attacco E14;
k) la parziale sovrapposizione geografica dei progetti
sviluppati sino ad oggi e il diffuso ricorso a distribuzioni gratuite
non sollecitate dai clienti, spingono a ritenere opportuna l’adozione
di un valore elevato per il «tasso di insuccesso» di cui alla
precedente lettera c);
due operatori hanno rilevato l’opportunita’ di riconoscere
incentivazioni maggiori quando l’intervento riguardi lampade
fluorescenti compatte con attacco piccolo (E14) e quando l’effettiva
sostituzione di una lampada ad incandescenza sia dimostrata dalla sua
rottamazione contestuale alla consegna della lampada fluorescente;
con riferimento alla scheda tecnica n. 12, inerente la
sostituzione di frigoriferi, frigo-congelatori, congelatori,
lavabiancheria, lavastoviglie con prodotti analoghi ad alta
efficienza, nel documento per la consultazione DCO 3/08 sono state
avanzate dall’Autorita’ le seguenti principali proposte di modifica e
integrazione:
a) aggiornare i valori di risparmio specifico riconosciuti per
ogni elettrodomestico al fine di tenere in opportuna considerazione
l’evoluzione dell’offerta sul mercato cosi’ come emerge dall’analisi
dei dati resisi disponibili successivamente alla pubblicazione della
scheda e fino all’anno 2005 relativamente ai volumi di vendita in
Italia di lavabiancheria, lavastoviglie, frigoriferi,
frigo-congelatori e congelatori;
b) in considerazione di quanto indicato al precedente alinea:
eliminare dalla scheda tecnica le lavabiancheria, poiche’ la
direttiva 96/89/CE sull’etichettatura energetica di tali apparecchi
non prevede classi di efficienza superiori alla classe A e
quest’ultima puo’ essere ormai ritenuta lo standard di mercato;
eliminare dalla scheda tecnica le lavastoviglie, poiche’ la
direttiva 1999/9/CE sull’etichettatura energetica delle lavastoviglie
non prevede classi di efficienza superiori alla classe A e
quest’ultima puo’ essere ormai ritenuta lo standard di mercato;
eliminare dalla scheda tecnica i frigoriferi e
frigo-congelatori di classe A, poiche’ questi ultimi possono essere
ormai ritenuti lo standard di mercato, e aggiornare di conseguenza i
valori di risparmio specifico riconosciuti agli apparecchi di classe
A+ e A++;
eliminare dalla scheda tecnica i congelatori di classe A,
analogamente a quanto proposto per i frigo-congelatori, e aggiornare
di conseguenza i valori di risparmio specifico riconosciuti agli
apparecchi di classe A+ e A++; cio’ anche in considerazione del fatto
che i congelatori, pur avendo in passato mostrato una dinamica
evolutiva piu’ lenta di quella evidenziatasi per i frigo-congelatori,
a partire dal 2010 sono anch’essi soggetti al divieto di
commercializzazione di apparecchi di classe energetica inferiore alla
A disposto dalla legge n. 244/2007 e che per il loro acquisto i
clienti possono continuare ad usufruire degli incentivi fiscali
introdotti con la legge n. 296/06;
c) introdurre specifici requisiti per gli elettrodomestici
oggetto di intervento, con particolare riferimento ai seguenti
aspetti:
rispetto della normativa nazionale relativa alla gestione dei
rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche;
garanzia ed assistenza sugli apparecchi di durata almeno
equivalente a quella del rilascio di titoli di efficienza energetica;
disponibilita’ di un canale di comunicazione con il soggetto
titolare del progetto;
d) prevedere – al fine di garantire l’addizionalita’ delle
vendite di elettrodomestici incentivati per mezzo del riconoscimento
dei TEE e, quindi, di evitare che possano venire rendicontati
nell’ambito di richieste di verifica e certificazione dei risparmi
apparecchi che sarebbero stati installati in ogni caso, anche senza
incentivazione – che gli apparecchi oggetto di richiesta siano
singolarmente identificabili, attraverso un’opportuna marchiatura
delle confezioni o l’inserimento di fogli informativi che evidenzino
che gli apparecchi stessi beneficiano di incentivi statali, e che
siano corredati da istruzioni relative alle piu’ corrette modalita’
di installazione, utilizzo, manutenzione e smaltimento;
e) introdurre requisiti minimi relativi alle modalita’ di
realizzazione degli interventi, con particolare riferimento ai
seguenti aspetti:
assenza di altre forme di incentivazione pubblica per i
medesimi progetti;
applicazione di uno sconto minimo pari al 15% del prezzo
altrimenti praticato nel caso di vendita diretta al cliente;
costruzione di un archivio informatizzato di nome, indirizzo
e recapito telefonico di ogni cliente partecipante con indicazione
dettagliata dello specifico apparecchio consegnato o venduto;
con riferimento alla scheda tecnica n. 12, i commenti giunti in
risposta alla consultazione hanno evidenziato quanto segue:
a) tre operatori concordano con la proposta di procedere
all’eliminazione dalla scheda delle lavabiancheria, mentre altri due
operatori ritengono che tale eliminazione non sia opportuna in quanto
oggi sono disponibili sul mercato apparecchi etichettati di classe A+
in base all’applicazione volontaria di un accordo stretto tra i
maggiori produttori europei e in quanto la maggior parte degli
apparecchi viene ormai classificata in base ad una etichettatura
tripla, che tiene conto anche dell’efficienza energetica
dell’apparecchio nella fase di asciugatura;
b) in merito alle lavastoviglie:
tre operatori concordano con la proposta di eliminarle dalla
scheda, mentre un quarto operatore non concorda con tale proposta in
ragione dell’esistenza di un sistema di etichettatura tripla, che
tiene conto anche dell’efficienza energetica nella fase di
asciugatura;
un operatore suggerisce invece la sospensione della scheda
tecnica in attesa che entrino in vigore a livello europeo le nuove
classi in corso di studio nell’ambito delle attivita’ di ricerca
connesse con la direttiva 2005/32/CE relativa all’eco-design di
prodotti che consumano energia;
c) quattro operatori concordano con le proposte relative al
ricalcolo dei risparmi specifici associati a congelatori, frigoriferi
e frigo-congelatori, mentre un quinto operatore ritiene che la
metodologia di calcolo dei risparmi specifici adottata nel caso dei
congelatori sia non omogenea con quella utilizzata per frigoriferi e
frigo-congelatori e, inoltre, che sia per gli uni che per gli altri
non sia corretto adottare la classe A come situazione di riferimento,
in quanto tale classe risulta superiore alla media di mercato;
d) un operatore ritiene che la scheda andrebbe aggiornata
annualmente per meglio riflettere le dinamiche di mercato;
e) numerosi operatori concordano sul fatto che non sia
opportuno richiedere ne’ un’estensione del periodo di garanzia ed
assistenza ne’ un canale di comunicazione ulteriore rispetto a quanto
gia’ previsto per legge a cura dei produttori in quanto, a fronte di
un sensibile aumento dei costi per il soggetto titolare del progetto,
non si potrebbe ottenere un apprezzabile incremento dei benefici
associati;
f) in merito al rispetto della normativa in materia di Rifiuti
da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche, un operatore ritiene
che sia superfluo richiederlo in quanto gia’ obbligatorio per tutti i
produttori di elettrodomestici, mentre un altro operatore ritiene che
non sia opportuno inserirlo nella scheda in quanto relativo alle
apparecchiature vecchie e non a quelle nuove;
g) due operatori ritengono che l’imposizione di uno sconto pari
al 15% sul prezzo di vendita sia inopportuna, in quanto comporterebbe
il completo annullamento del beneficio economico derivante
dall’ottenimento dei titoli di efficienza energetica, o addirittura
inapplicabile, in quanto l’entita’ dello sconto supererebbe il
margine del rivenditore e configurerebbe quindi una situazione di
vendita «sotto costo»;
h) due operatori concordano con la proposta in materia di
identificabilita’ degli elettrodomestici incentivati, mentre un
operatore ritiene che tale proposta sia inapplicabile in quanto non
esiste possibilita’ di personalizzare gli imballaggi che contengono
gli elettrodomestici;
i) in merito alla conservazione dell’anagrafica completa dei
clienti partecipanti, un operatore ritiene tale richiesta
eccessivamente onerosa a fronte dell’entita’ dell’incentivo economico
ottenuto dai TEE ed in ogni caso inutile in quanto, a differenza di
quanto puo’ avvenire per le lampadine, non sono ipotizzabili casi di
immagazzinamento per «scorta»;
con riferimento alle osservazioni ed ai commenti riportati al
precedente alinea l’Autorita’ ritiene che:
la proposta relativa ad un aggiornamento annuale della scheda
tecnica comporterebbe costi amministrativi eccessivi in capo al
sistema ed ai singoli operatori e non consentirebbe di dare certezza
agli investitori;
tutti gli elettrodomestici oggetto della scheda
(lavabiancheria, lavastoviglie, frigoriferi, frigo-congelatori e
congelatori) ed etichettati con classe energetica A si possano
ritenere rappresentativi dello standard di mercato, anche alla luce
dei piu’ recenti dati di vendita degli elettrodomestici, e siano
dunque da confermare i risultati dei calcoli relativi alla
rivalutazione dei valori di risparmio energetico addizionale da
riconoscere agli elettrodomestici di classe superiore alla A;
non siano ad oggi disponibili informazioni sufficienti per
valutare ne’ l’opportunita’ di inclusione, ne’ l’entita’ dei risparmi
energetici eventualmente associabili a sistemi di etichettatura
volontaria per lavastoviglie e lavatrici;
le osservazioni sollevate in merito alla non adeguata entita’
dell’incentivo riconosciuto rispetto al prezzo di vendita e le
opinioni contrarie espresse nei confronti dei requisiti di prodotto e
di progetto proposti nel documento (identificabilita’, estensione
della durata dei servizi commerciali di assistenza e garanzia,
creazione di un canale di comunicazione dedicato, imposizione di uno
sconto minimo pari al 15% sul prezzo di vendita) evidenzino la
sostanziale impossibilita’ di garantire, con gli strumenti
attualmente proposti, la completa addizionalita’ delle vendite di
elettrodomestici incentivati per mezzo del riconoscimento dei titoli
di efficienza energetica e quindi l’impossibilita’ di evitare che
possano venire rendicontate nell’ambito di richieste di verifica e
certificazione risparmi apparecchi che sarebbero stati installati in
ogni caso, anche senza incentivazione;
con riferimento alle schede tecniche n. 13a, 13b e 13c, inerenti
l’installazione di erogatori per doccia a basso flusso, ed alla
scheda tecnica n. 14, inerente l’installazione di rompigetto areati
per rubinetti in ambito domestico, nel documento per la consultazione
DCO 3/08 sono state avanzate dall’Autorita’ le seguenti principali
proposte di modifica e integrazione:
a) aggiornare i valori di risparmio energetico specifico
riconosciuto ad erogatori a basso flusso (EBF) e rompigetto aerati
(RA), al fine di tenere in opportuna considerazione le evoluzioni del
mercato intercorse successivamente alla pubblicazione delle schede
tecniche;
b) elaborare un’unica scheda, che sostituisca le attuali schede
tecniche n. 13a e 14 e sia relativa a kit per il risparmio idrico
composti da 3 RA e 1 EBF;
c) introdurre precisi requisiti per gli EBF e gli RA oggetto di
intervento, con particolare riferimento ai seguenti aspetti:
caratteristiche tecniche e dimensionali e prestazioni degli
apparecchi certificate in base alle norme tecniche europee UNI EN
246:2004, UNI EN 1112:1998, UNI EN 1113:1998 (in particolare,
previsione che gli RA debbano rientrare in classe Z e gli EBF debbano
ridurre la portata di almeno il 20% rispetto al flusso libero);
dotazione di accessori (guarnizioni di ricambio, chiavi di
montaggio/raschiatura) e di istruzioni dettagliate, tali da rendere i
dispositivi facilmente installabili su qualunque tipo di rubinetto o
doccia standard, nonche’ utilizzati e mantenuti in modo corretto per
anni senza necessitare dell’intervento di tecnici specializzati;
d) introdurre requisiti minimi relativi alle modalita’ di
realizzazione degli interventi, con particolare riferimento ai
seguenti aspetti:
necessita’ di un’esplicita manifestazione d’interesse da
parte del cliente partecipante;
assenza di altre forme di incentivazione pubblica per i
medesimi progetti;
applicazione di uno sconto minimo pari al 90% del prezzo
abituale nel caso di vendita diretta al cliente;
costruzione di un archivio informatizzato di nome, indirizzo
e recapito telefonico di ogni cliente partecipante con indicazione
dettagliata dello specifico apparecchio consegnato o venduto;
e) estendere i requisiti di prodotto proposti per gli EBF in
ambito residenziale (scheda n. 13a) anche alle schede tecniche n. 13b
e n. 13c relative all’ambito dell’ospitalita’ alberghiera e dei
centri sportivi;
f) prevedere che i kit oggetto di richiesta siano
identificabili, attraverso una opportuna marchiatura delle confezioni
o l’inserimento di fogli informativi, come finanziati grazie ad
incentivi statali, al fine di garantire la completa addizionalita’
dei risparmi energetici incentivati per mezzo del riconoscimento di
TEE ed evitare che possano venire rendicontati nell’ambito di
richieste di verifica e certificazione dei risparmi kit che sarebbero
stati installati in ogni caso, anche senza incentivazione; prevedere
altresi’ che, nel caso di vendita attraverso gli usuali canali di
distribuzione, tale differenziazione tra kit incentivati e non sia
rintracciabile anche nella documentazione fiscale raccolta;
g) prevedere la disponibilita’ di un canale di comunicazione ed
assistenza adeguato per consentire all’utente finale di richiedere
informazioni sull’utilizzo ed ottenere assistenza (inclusa la
sostituzione) per eventuali danneggiamenti o malfunzionamenti delle
apparecchiature, in modo tale da garantire una perfetta funzionalita’
per almeno 5 anni;
h) applicare, nel calcolo del risparmio specifico netto
riconosciuto per ogni kit, un coefficiente di addizionalita’, di cui
all’art. 4, comma 6, lettera a) delle Linee guida, pari al 40%, in
ragione delle valutazioni compiute sul grado di saturazione finora
raggiunto nel mercato residenziale, determinato in base ai dati
ricavati dalle richieste di verifica e certificazione pervenute
all’Autorita’ fino al 31 gennaio 2008 e ad ipotesi relative al «tasso
di insuccesso» degli interventi, previsto in considerazione delle
modalita’ realizzative adottate nei progetti;
i) prevedere che la nuova scheda tecnica resti in vigore al
massimo fino alla data del 31 gennaio 2010, fatta salva la
possibilita’ di un ritiro anticipato da valutare in funzione dei
periodici monitoraggi compiuti dall’Autorita’ sui dati e le
informazioni contenute nelle richieste di verifica e certificazione
dei risparmi presentate;
con riferimento alle schede tecniche n. 13a, n. 13b, n. 13c e n.
14, i commenti giunti in risposta alla consultazione hanno
evidenziato i seguenti elementi principali:
a) un operatore condivide tutte le proposte avanzate;
b) un operatore solleva obiezioni in merito ai valori di
consumo di acqua calda sanitaria assunti per il calcolo dei risparmi;
c) un operatore osserva che l’esclusivo riferimento alla norma
tecnica UNI EN 246 pare inopportuno perche’ a livello internazionale
si sono ormai diffusi standard che impongono valori di flusso ancora
inferiori a quelli della classe Z e propone, dunque, di prevedere la
possibilita’ di rispettare anche altre norme tecniche internazionali
o di introdurre almeno una tolleranza del 10% sui valori richiesti
dalla classe di flusso Z;
d) un operatore osserva che sarebbe opportuno imporre il
rispetto di standard di qualita’ sui materiali dei dispositivi
destinati ad entrare in contatto con acqua per il consumo umano,
quali quelli contenuti nei kit per il risparmio idrico;
e) tre operatori non concordano con la proposta di rendere
obbligatorio l’equipaggiamento dei kit con accessori quali chiavette
di montaggio/rasciatura, in quanto oggi sul mercato ne esisterebbe un
unico produttore o semplicemente in quanto ridondante rispetto alla
normale dotazione di utensili mediamente disponibili nelle case
italiane;
f) in merito alla metodologia adottata per il calcolo del
valore del coefficiente di addizionalita’, due operatori la
condividono mentre altri due operatori esprimono dubbi, in quanto
questa non sarebbe coerente con la definizione di tale coefficiente
fornita dalla delibera n. 103/03, oppure perche’, vista la
particolarita’ dei dispositivi considerati, pare improbabile che gli
utenti procedano da soli al riacquisto di dispositivi giunti a fine
vita;
g) in merito alla proposta di cui alla lettera i) del
precedente alinea, un operatore ritiene che prima di procedere al
ritiro sia necessaria una verifica del mercato potenziale e del
relativo coefficiente di penetrazione;
h) un solo operatore non concorda con la proposta di cui alla
lettera b) del precedente alinea, in considerazione del diverso grado
di saturazione del mercato riscontrato per EBF e RA e ritiene
altresi’ che dovrebbero essere tenuti in opportuna considerazione
anche i risparmi energetici legati all’intera filiera dell’acqua
erogata da docce e rubinetti, dalla fase di adduzione fino a quella
di depurazione;
i) un operatore ritiene che il vincolo sul numero massimo di
kit distribuibili dovrebbe essere riferito alle abitazioni e non ai
clienti, dato che alcuni clienti potrebbero possedere piu’ di
un’abitazione;
j) la maggioranza degli operatori conferma le obiezioni gia’
espresse nell’ambito della scheda tecnica n. 1 sulle lampade
fluorescenti compatte in relazione alla non opportunita’ di mettere a
disposizione dei clienti un canale di comunicazione dedicato e della
costruzione di un archivio dei dati anagrafici dei clienti
partecipanti;
Ritenuto che sia opportuno:
procedere all’aggiornamento della scheda tecnica n. 1 inerente la
sostituzione di lampade ad incandescenza con lampade fluorescenti
compatte con alimentatore incorporato in ambito domestico:
a) confermando l’introduzione di requisiti prestazionali minimi
per le lampade fluorescenti compatte oggetto di intervento,
prevedendo in particolare che queste:
siano certificate possedere una vita nominale garantita pari
o superiore a 10.000 ore e rispettare gli altri requisiti tecnici e
prestazionali indicati nella «European compact fluorescent lamp
quality charter»;
siano identificabili dal cliente, attraverso marchiatura
delle confezioni o inserimento nella stessa di materiale informativo,
come lampade finanziate nell’ambito del meccanismo nazionale dei
titoli di efficienza energetica;
siano accompagnate da istruzioni operative per
l’installazione, la massimizzazione della resa ed il corretto
smaltimento;
b) accogliendo parzialmente quanto osservato dalla
consultazione in merito alla disponibilita’ sul mercato di lampade
dotate di marchio EcoLabel e di valori di flusso luminoso superiori a
quelli proposti, prevedendo la sola necessita’ di rispetto della
normativa nazionale che recepisce la direttiva 2002/96/CE sui Rifiuti
di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche e la direttiva
2002/95/CE su restrizioni sull’uso di determinate sostanze pericolose
nella costruzione di apparecchiature elettriche ed elettroniche, e
introducendo una tolleranza del 3% sui valori di flusso luminoso
minimo specificati;
c) accogliendo quanto suggerito nell’ambito della consultazione
in merito alla non previsione di un obbligo di assistenza e garanzia
sui prodotti di durata almeno pari a quella del rilascio dei titoli
di efficienza energetica, in ragione di quanto previsto dalla
normativa vigente e della necessita’ di tempi piu’ lunghi per una
graduale trasformazione del mercato in direzione di una estensione di
tali garanzie;
d) accogliendo la richiesta di non imporre una soglia alla
potenza nominale minima delle lampade fluorescenti oggetto di
intervento, preferendo al contempo una modalita’ di rendicontazione e
calcolo dei risparmi basata sulla differenziazione degli stessi in
funzione del valore di potenza nominale;
e) confermando la proposta di prevedere due modalita’
alternative per la realizzazione degli interventi relative,
rispettivamente, alla vendita diretta degli apparecchi ai clienti
finali tramite rivenditori autorizzati con applicazione di uno sconto
minimo sul prezzo altrimenti praticato, ovvero alla consegna a titolo
gratuito a seguito di richiesta scritta da parte del cliente finale;
f) accogliendo parzialmente quanto osservato dalla
consultazione in merito ai requisiti minimi inerenti le modalita’ di
realizzazione degli interventi, prevedendone una puntualizzazione e
differenziazione tra i due casi di cui al precedente alinea, nonche’
accogliendo, nel caso di vendita diretta tramite rivenditori
autorizzati, la richiesta di ridurre l’entita’ dello sconto minimo
praticato e la proposta di favorire quelle iniziative nelle quali si
proceda a registrare la rottamazione delle lampade a incandescenza
sostituite con le lampade fluorescenti vendute;
g) valutando il grado di saturazione del mercato residenziale
in base ai piu’ recenti dati di vendita ed accogliendo la richiesta
emersa dalla consultazione di adottare per il «coefficiente di
insuccesso» il valore piu’ alto tra quelli ipotizzati dall’Autorita’;
h) accogliendo in parte quanto osservato in merito alla minore
penetrazione sul mercato delle lampade fluorescenti compatte di
minori dimensioni, prevedendo dunque un valore piu’ alto per il
coefficiente di addizionalita’ associato all’installazione di lampade
fluorescenti con attacco E14;
i) confermando la fissazione al 31 gennaio 2011 del termine
massimo per la presentazione di richieste di verifica e
certificazione basate sulla scheda tecnica, fatti salvi suoi
eventuali successivi aggiornamenti;
procedere alla revoca della scheda tecnica n. 12 inerente la
sostituzione di frigoriferi, frigo-congelatori, congelatori,
lavabiancheria, lavastoviglie con prodotti analoghi a piu’ alta
efficienza, e procedere alla raccolta di ulteriori elementi
informativi per valutare la possibilita’ di presentare agli operatori
nuove proposte per l’aggiornamento dei contenuti della scheda;
con riferimento all’aggiornamento delle schede tecniche n. 13a e
n. 14, inerenti l’installazione di erogatori a basso flusso e
rompigetto aerati:
a) confermare la proposta di elaborare un’unica scheda, che
sostituisca le attuali schede tecniche n. 13a e 14 e sia relativa a
kit per il risparmio idrico composti da 3 RA e 1 EBF;
b) confermare la metodologia di calcolo adottata per valutare i
risparmi energetici ottenibili tramite l’utilizzo di EBF ed RA e,
conseguentemente, i valori di risparmio specifico e del coefficiente
di addizionalita’ proposti in consultazione;
c) accogliere le osservazioni espresse nell’ambito della
consultazione in merito all’opportunita’ di prevedere un margine di
tolleranza del 10% per la verifica del rispetto della norma EN
246:2004 e di prevedere la necessita’ di rispettare standard di
qualita’ dei materiali utilizzati in dispositivi in contatto con
acqua destinata al consumo umano;
d) accogliere in parte le obiezioni sollevate in merito
all’obbligo di equipaggiamento con accessori, prevedendo che questi
non debbano essere costituiti esclusivamente da chiavette di
montaggio/raschiatura e che, in alternativa, sia possibile fornire un
intero set di dispositivi di ricambio, al fine di contribuire in ogni
caso ad una maggiore durata dell’intervento nel tempo;
e) accogliere quanto osservato dalla consultazione in merito
all’inopportunita’ di prevedere un canale di comunicazione dedicato;
f) aumentare i requisiti prestazionali imposti agli EBF,
espressi in termini di riduzione di portata rispetto al flusso
libero, in considerazione di quanto riportato al precedente alinea e
dell’indisponibilita’ sul mercato di dispositivi coperti da servizi
commerciali di garanzia e assistenza;
g) confermare la proposta di prevedere due modalita’
alternative per la realizzazione degli interventi relative,
rispettivamente, alla vendita diretta dei kit ai clienti finali
tramite rivenditori autorizzati con applicazione di uno sconto minimo
sul prezzo altrimenti praticato, o alla consegna a titolo gratuito a
seguito di richiesta scritta da parte del cliente finale;
h) accogliere parzialmente quanto osservato dalla consultazione
in merito ai requisiti minimi inerenti le modalita’ di realizzazione
degli interventi, prevendendone una puntualizzazione e
differenziazione tra i due casi di cui al precedente alinea;
i) ridurre dal 90% al 60% lo sconto minimo richiesto nel caso
di vendita diretta ai clienti finali, in base alle medesime
considerazioni gia’ svolte a proposito della vendita di lampade
fluorescenti compatte;
j) accogliere l’osservazione relativa all’opportunita’ di
riferire anche alle abitazioni il vincolo relativo al numero massimo
di kit distribuibili;
k) confermare l’estensione alle schede tecniche n. 13b e n. 13c
dei requisiti di prodotto introdotti con riferimento agli EBF
installabili in ambito residenziale;
l) confermare la data massima prevista per la validita’ della
scheda;
Delibera:
1. Di approvare l’aggiornamento della scheda tecnica n. 1 di cui
alla deliberazione n. 234/2002 e delle schede tecniche n. 12, n. 13a,
n. 13b, n. 13c e n. 14 di cui alla deliberazione n. 111/2004
mediante:
a) la revoca delle schede tecniche n. 1, n. 12, n. 13a e n. 14;
b) l’approvazione delle nuove schede tecniche n. 1-bis e n.
13a-bis riportate in allegato alla presente deliberazione, di cui
costituisce parte integrante e sostanziale (Allegato A);
c) la modifica del punto «Unita’ fisica di riferimento» del
paragrafo 1.2 delle schede tecniche n. 13b e n. 13c mediante
l’aggiunta, dopo le parole «Erogatore a basso flusso (EBF)», delle
seguenti parole:
«Gli EBF oggetto di intervento devono:
rispettare standard nazionali o internazionali relativi alla
qualita’ dei materiali utilizzati per dispositivi destinati ad
entrare in contatto con acqua per il consumo umano;
contenere erogatori che garantiscano una riduzione di portata
pari o superiore al 40% rispetto al flusso libero (norme UNI EN
1112:1998 e UNI EN 1113:1998), garantendo al contempo la piena
funzionalita’ della doccia;
avere dimensioni tali da rendere i dispositivi facilmente
installabili su qualunque tipo di doccia standard.».
2. Di prevedere che gli aggiornamenti di cui al precedente punto
1 entrino in vigore secondo le tempistiche previste all’art. 4, comma
3, della deliberazione 18 settembre 2003, n. 103/03 e successive
modifiche e integrazioni.
3. Di pubblicare nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana e sul sito internet dell’Autorita’ (www.autorita.energia.it)
il presente provvedimento, che entra in vigore dalla data della sua
prima pubblicazione.
Milano, 31 marzo 2008
Il presidente: Ortis

Allegato

—-> Vedere da pag. 34 a pag. 38

AUTORITA’ PER L’ ENERGIA ELETTRICA E IL GAS – DELIBERAZIONE 31 marzo 2008

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