AUTORITA' PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI - DECRETO 7 aprile 2009 | Ingegneri.info

AUTORITA’ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI – DECRETO 7 aprile 2009

AUTORITA' PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI - DECRETO 7 aprile 2009 - Criteri per la completa digitalizzazione delle reti televisive terrestri. (Deliberazione n. 181/09/CONS). (09A04908) (GU n. 99 del 30-4-2009 )

AUTORITA’ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI

DECRETO 7 aprile 2009

Criteri per la completa digitalizzazione delle reti televisive
terrestri. (Deliberazione n. 181/09/CONS). (09A04908)

L’AUTORITA’
PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI

Nella sua riunione di consiglio del 7 aprile 2009;
Vista la legge 31 luglio 1997, n. 249, recante «Istituzione
dell’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni e norme sui
sistemi delle telecomunicazioni e radiotelevisivo», ed in particolare
l’art. 1, comma 6, lettera a), n. 2, che affida all’Autorita’
l’elaborazione, anche avvalendosi degli organi del Ministero delle
comunicazioni, dei piani nazionali di assegnazione delle frequenze
per la radiodiffusione sonora e televisiva e la relativa
approvazione, e lettera c), n. 2, che attribuisce alla medesima
Autorita’ la funzione di garantire l’applicazione delle norme
legislative sull’accesso ai mezzi e alle infrastrutture di
comunicazione, anche attraverso la predisposizione di specifici
regolamenti;
Visto il decreto-legge 23 gennaio 2001, n. 5, convertito, con
modificazioni, dalla legge 20 marzo 2001, n. 66, recante
«Disposizioni urgenti per il differimento di termini in materia di
trasmissioni radiotelevisive analogiche e digitali, nonche’ per il
risanamento di impianti radiotelevisivi», come modificato dal
decreto-legge 30 dicembre 2005, n. 273, convertito con legge n. 51
del 23 febbraio 2006 e dal decreto legge 1° ottobre 2007, n. 222, e,
in particolare, l’art. 2-bis, comma 5, ai sensi del quale “le
trasmissioni televisive dei programmi e dei servizi multimediali su
frequenze terrestri devono essere irradiate esclusivamente in tecnica
digitale entro l’anno 2012. A tal fine sono individuate aree all
digital in cui accelerare la completa conversione»;
Visto il decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259 recante il
codice delle comunicazioni elettroniche, con il quale sono state
recepite la direttiva 2002/19 CE, del Parlamento e del Consiglio, del
7 marzo 2002 («direttiva accesso»), la direttiva 2002/20/CE, del
Parlamento e del Consiglio, del 7 marzo 2002 («direttiva
autorizzazioni »), la direttiva 2002/21/CE, del Parlamento e del
Consiglio, del 7 marzo 2002 («direttiva quadro») e la direttiva
2002/22/CE, del Parlamento e del Consiglio, del 7 marzo 2002
(«direttiva servizio universale»);
Vista la legge 3 maggio 2004, n. 112, recante «Norme di principio
in materia di assetto radiotelevisivo e della RAI-Radiotelevisione
italiana S.p.a., nonche’ delega al Governo per l’emanazione del testo
unico della radiotelevisione»;
Visto il decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177 recante «Testo
unico della radiotelevisione» pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana n. 208 del 7 settembre 2005 – Supplemento
ordinario n. 150;
Visto il decreto-legge 8 aprile 2008, n. 59, recante disposizioni
urgenti per l’attuazione di obblighi comunitari e l’esecuzione di
sentenze della Corte di giustizia delle Comunita’ europee,
convertito, con modificazioni, dalla legge 6 giugno 2008, n. 101, e,
in particolare, l’art. 8-novies;
Vista la delibera n. 435/01/CONS recante «Approvazione del
regolamento relativo alla radiodiffusione terrestre in tecnica
digitale», pubblicata nel supplemento ordinario n. 259 alla Gazzetta
Ufficiale del 6 dicembre 2001, n. 284 e le successive modificazioni
ed integrazioni introdotte dalla delibera n. 266/06/CONS, recante la
disciplina della fase di avvio delle trasmissioni digitali terrestri
verso terminali mobili, e dalla delibera n. 109/07/CONS, recante la
disciplina della cessione del quaranta per cento della capacita’
trasmissiva delle reti digitali terrestri;
Vista la delibera n. 603/07/CONS del 21 novembre 2007, recante
«Criteri per la completa digitalizzazione delle reti televisive della
Regione Sardegna in previsione dello switch-off fissato al 1° marzo
2008»;
Vista la delibera n. 506/08/CONS del 29 luglio 2008, recante «Piano
di assegnazione delle frequenze per il servizio di radiodiffusione
televisiva in tecnica digitale nella Regione Autonoma Valle D’Aosta
in previsione dello switch-off»;
Visto il decreto del Ministro dello sviluppo economico 10 settembre
2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana
n. 238 del 10 ottobre 2008, e le successive modificazioni e
integrazioni, con il quale, in ottemperanza all’art. 8-novies della
citata legge n. 101 del 2008, e’ stato definito il calendario
nazionale per il passaggio definitivo alla trasmissione televisiva
digitale terrestre con l’indicazione delle aree territoriali
interessate e delle rispettive scadenze;
Visto il nuovo piano nazionale di ripartizione delle frequenze
approvato con decreto del Ministro delle sviluppo economico 13
novembre 2008, pubblicato nel supplemento ordinario n. 255 alla
Gazzetta Ufficiale n. 273 del 21 novembre 2008, che riserva al
servizio di radiodiffusione televisiva le bande VHF-III, UHF-IV e
UHF-V, in base al quale il numero delle frequenze, a seguito della
nuova canalizzazione della banda VHF-III, e’ pari a 56, di cui 8 in
banda VHF-III e 48 in banda UHF-IV e IV;
Considerato che il 18 luglio 2007 la Commissione europea ha inviato
all’Italia un parere motivato nell’ambito della procedura di
infrazione n. 2005/5086 ritenendo che talune disposizioni di legge in
materia radiotelevisiva derivanti dalla legge n. 66/2001, dalla legge
112/2004 e dal decreto legislativo n. 177/2005 (testo unico della
radiotelevisione) siano in contrasto con la direttiva 2002/21/CE, che
istituisce un quadro comune per le reti e i servizi di comunicazione
elettronica (direttiva quadro), con la direttiva 2002/20/CE, relativa
alle autorizzazioni per le reti e i servizi di comunicazione
elettronica (direttiva autorizzazioni) e con la direttiva 2002/77/CE,
relativa alla concorrenza nei mercati delle reti e dei servizi di
comunicazione elettronica (direttiva concorrenza);
Considerato che l’art. 8-novies della legge 6 giugno 2008, n. 101,
di conversione del decreto legge 8 aprile 2008, n. 59, recante
disposizioni urgenti per l’attuazione di obblighi comunitari e
l’esecuzione di sentenze della Corte di giustizia delle Comunita’
europee, alla luce delle censure sollevate dalla Commissione europea
in materia di gestione delle radiofrequenze televisive con il parere
motivato emesso nell’ambito della procedura di infrazione n.
2005/5086, ha modificato l’art. 15 del decreto legislativo 31 luglio
2005, n. 177. I principali elementi della nuova legge sono:
a) la previsione del regime dell’autorizzazione generale, ai sensi
dell’art. 25 del codice delle comunicazioni elettroniche di cui al
decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 59 per l’attivita’ di
operatore di rete, anche nel periodo di transizione dalla tecnologia
analogica alla tecnologia digitale terrestre, cosi’ conformando la
relativa disciplina ai principi della direttiva 2002/20/CE del
Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 marzo 2002 e della
direttiva 2002/77/CE della Commissione, del 16 settembre 2002;
b) la definizione di un calendario dello switch-off della
televisione analogica per aree territoriali, ai fini di una
progressiva digitalizzazione delle reti televisive da completare
entro il 2012;
c) la definizione, da parte dell’Autorita’ per le garanzie nelle
comunicazioni, delle procedure per l’assegnazione dei diritti di uso
delle frequenze per le reti televisive digitali, nel corso della
progressiva attuazione del piano nazionale di assegnazione delle
frequenze, secondo la «deliberazione n. 603/07/CONS del 21 novembre
2007, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 290 del 14 dicembre
2007, e successive modificazioni e integrazioni, nel rispetto dei
principi stabiliti dal diritto comunitario, basate su criteri
obiettivi, proporzionati, trasparenti e non discriminatori»;
Considerato che per raggiungere gli obiettivi prefissati dalla
nuova legge, la medesima ha dato la possibilita’ all’Autorita’ di
adattare e modificare, se necessario, la delibera 603/07, con la
quale sono stati definiti i criteri per lo switch-off provvisorio
della regione Sardegna. Cio’ nel rispetto del quadro normativo
vigente, ai sensi del quale l’Autorita’ e’ deputata a definire, sulla
base del Piano nazionale di ripartizione delle frequenze, di
competenza del Ministero dello sviluppo economico, il piano nazionale
di assegnazione delle frequenze radiotelevisive e ad approvare le
procedure per l’assegnazione dei relativi diritti di uso;
Considerato che, sulla base dell’art. 8-novies, comma 5, della
legge 101/2008, il Ministro dello sviluppo economico ha adottato il
decreto 10 settembre 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana n. 238 del 10 ottobre 2008, con il quale e’ stato
definito il calendario nazionale per il passaggio definitivo alla
trasmissione televisiva digitale terrestre con l’indicazione delle
aree territoriali interessate e delle rispettive scadenze;
Considerato che con il decreto del Ministro delle sviluppo
economico 13 novembre 2008, pubblicato nel supplemento ordinario n.
255 alla Gazzetta Ufficiale n. 273 del 21 novembre 2008, e’ stato,
altresi’, approvato il nuovo Piano nazionale di ripartizione delle
frequenze che riserva al servizio di radiodiffusione televisiva le
bande VHF-III, UHF-IV e UHF-V, in base al quale il numero delle
frequenze, a seguito della nuova canalizzazione della banda VHF-III,
e’ pari a 56, di cui 8 in banda VHF-III e 48 in banda UHF-IV e V.
Cio’ ha consentito, tra l’altro, di assegnare all’emittente Europa 7,
in esecuzione del giudicato del Consiglio di Stato n. 2624/2008, la
frequenza relativa al canale 8 della banda III-VHF al fine del suo
esercizio in tecnica sia analogica che digitale.
Rilevato che, nelle more, l’Autorita’ per le garanzie nelle
comunicazioni e il Ministero dello sviluppo economico, al fine di
assicurare la piena conformita’ della regolamentazione in materia di
assegnazione delle radiofrequenze ai principi stabiliti dal diritto
comunitario, alla luce della procedura di infrazione n. 2005/5086,
hanno ravvisato l’esigenza di apportare, ciascuno nell’ambito della
propria competenza, un affinamento dell’attuale quadro normativo e
regolamentare;
Considerato che l’Autorita’, in accordo con i principi stabiliti
dal diritto comunitario, espressamente richiamati dall’art. 8-novies,
comma 4, della legge n. 101/2008, e alla luce della procedura
d’infrazione n. 2005/5086 adotta i criteri di cui all’allegato A alla
presente delibera ai fini della completa digitalizzazione delle reti
televisive terrestri;
Considerata la doverosita’ dell’adozione della presente delibera in
relazione alla pendenza della procedura d’infrazione n. 2005/5086 e
in ordine alla chiusura della medesima;
Considerato, altresi’, che la presente delibera favorira’ la
definizione delle regole dello switch-off delle varie regioni
italiane, secondo il calendario nazionale per il passaggio definitivo
alla trasmissione televisiva digitale terrestre, nonche’ una rapida
conclusione del coordinamento internazionale delle frequenze;
Considerato che i criteri adottati con il presente provvedimento
sostituiscono quelli previsti dalla delibera n. 603/07/CONS e dalla
delibera n. 506/08/CONS;
Considerato che il presente provvedimento sara’ trasmesso alla
Commissione europea e in base ad esso l’Autorita’ dara’ corso agli
adempimenti di propria competenza in materia di procedure per
l’assegnazione dei diritti di uso delle frequenze digitali terrestri;
Udita la relazione dei commissari Stefano Mannoni e Michele Lauria,
relatori ai sensi dell’art. 29 del regolamento concernente
l’organizzazione ed il funzionamento dell’Autorita’ per le garanzie
nelle comunicazioni;

Delibera:

Art. 1.

1. L’Autorita’ adotta i «Criteri per la completa digitalizzazione
delle reti televisive terrestri» riportati nell’ allegato A alla
presente delibera, di cui forma parte integrante e sostanziale, sulla
base dei quali dara’ corso agli adempimenti di propria competenza in
materia di procedure per l’assegnazione dei diritti di uso delle
frequenze.
2. Sono abrogate le disposizioni della delibera n. 603/07/CONS del
21 novembre 2007 e della delibera n. 506/08/CONS del 29 luglio 2008
incompatibili con il presente provvedimento.
La presente delibera e’ trasmessa alla Commissione europea per il
tramite del Ministero dello sviluppo economico – Comunicazioni e
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e nel
sito web dell’Autorita’.

Roma, 7 aprile 2009

Il presidente: Calabro’

I commissari relatori: Mannoni-Lauria

Allegato A alla delibera n. 181/09/CONS

CRITERI PER LA COMPLETA DIGITALIZZAZIONE
DELLE RETI TELEVISIVE TERRESTRI

Premessa
1. L’art. 8-novies della legge 6 giugno 2008, n. 101, di
conversione del decreto legge 8 aprile 2008, n. 59, recante
disposizioni urgenti per l’attuazione di obblighi comunitari e
l’esecuzione di sentenze della Corte di giustizia delle Comunita’
europee, alla luce delle censure sollevate dalla Commissione europea
in materia di gestione delle radiofrequenze televisive con il parere
motivato emesso nell’ambito della procedura di infrazione n.
2005/5086, ha modificato l’art. 15 del decreto legislativo 31 luglio
2005, n. 177.
I principali elementi della nuova legge sono:
a) la previsione del regime dell’autorizzazione generale, ai
sensi dell’art. 25 del codice delle comunicazioni elettroniche di cui
al decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 59 per l’attivita’ di
operatore di rete, anche nel periodo di transizione dalla tecnologia
analogica alla tecnologia digitale terrestre, cosi’ conformando la
relativa disciplina ai principi della direttiva 2002/20/CE del
Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 marzo 2002 e della
direttiva 2002/77/CE della Commissione, del 16 settembre 2002.
b) la definizione di un calendario dello switch-off della
televisione analogica per aree territoriali, ai fini di una
progressiva digitalizzazione delle reti televisive da completare
entro il 2012;
c) la definizione, da parte dell’Agcom, delle procedure per
l’assegnazione dei diritti di uso delle frequenze per le reti
televisive digitali, nel corso della progressiva attuazione del piano
nazionale di assegnazione delle frequenze, secondo la «deliberazione
n. 603/07/CONS del 21 novembre 2007, pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale n. 290 del 14 dicembre 2007, e successive modificazioni e
integrazioni, nel rispetto dei principi stabiliti dal diritto
comunitario, basate su criteri obiettivi, proporzionati, trasparenti
e non discriminatori».
Per raggiungere gli obiettivi prefissati dalla nuova legge, la
medesima ha dato, dunque, la possibilita’ all’Autorita’ di adattare e
modificare, se necessario, la delibera 603/07, con la quale erano
stati definiti i criteri per lo switch-off provvisorio della regione
Sardegna.
Cio’ nel rispetto del quadro normativo vigente, ai sensi del quale
l’Agcom e’ l’Autorita’ deputata a definire, sulla base del Piano
nazionale di ripartizione delle frequenze, di competenza del
Ministero dello sviluppo economico, il Piano nazionale di
assegnazione delle frequenze radiotelevisive e ad approvare le
procedure per l’assegnazione dei relativi diritti di uso.
2. Con il decreto del Ministro dello sviluppo economico del 10
settembre 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana n. 238 del 10 ottobre 2008, e’ stato definito il calendario
nazionale per il passaggio definitivo alla trasmissione televisiva
digitale terrestre con l’indicazione delle aree territoriali
interessate e delle rispettive scadenze.
Con il decreto del Ministro delle sviluppo economico 13 novembre
2008, pubblicato nel supplemento ordinario n. 255 alla Gazzetta
Ufficiale n. 273 del 21 novembre 2008, e’ stato, altresi’, approvato
il nuovo Piano nazionale di ripartizione delle frequenze che riserva
al servizio di radiodiffusione televisiva le bande VHF-III, UHF-IV e
UHF-V, in base al quale il numero delle frequenze, a seguito della
nuova canalizzazione della banda VHF-III, e’ pari a 56, di cui 8 in
banda VHF-III e 48 in banda UHF-IV e V. Cio’ ha consentito, tra
l’altro, di assegnare all’emittente Europa 7, in esecuzione del noto
giudicato del Consiglio di Stato, la frequenza relativa al canale 8
della banda III-VHF al fine del suo esercizio in tecnica sia
analogica che digitale.
3. Le attuali regole della televisione digitale terrestre
contengono gia’ alcune previsioni finalizzate all’accesso al mercato
della televisione digitale terrestre attraverso:
a) il cosiddetto horizontal entry model, cioe’ il modello
regolatorio che si basa su tre distinti regimi abilitativi per il
settore della radiodiffusione televisiva digitale (fornitore di
contenuti, fornitore di servizi, operatore di rete), modello
introdotto dalla legge n. 66 del 2001 e dal regolamento Agcom n.
435/01/CONS;
b) il limite del 20% per i programmi della televisione digitale
terrestre che possono essere diffusi da uno stesso fornitore di
contenuti in ambito nazionale;
c) la riserva, fino all’attuazione dello switch-off su tutto il
territorio nazionale, del 40% della capacita’ trasmissiva delle reti
digitali terrestri implementate dagli operatori esistenti attraverso
il c.d. trading delle frequenze, a favore di fornitori di contenuti
indipendenti dagli operatori di rete, secondo le regole che sono
state via via implementate dall’Agcom (da ultimo, la delibera n.
109/07/CONS, cui ha fatto seguito il disciplinare di cui alla
delibera n. 645/07/CONS).
In base a tale regime non si richiede che un’impresa debba essere
«verticalmente» integrata per operare nel mercato della televisione
digitale terrestre, come nel concreto risulta dall’ingresso in tale
settore di imprese che agiscono anche in qualita’ di operatori di
rete.
Secondo l’attuale regime normativo i diritti di uso delle
frequenze sono assegnati agli operatori di rete, che sono,
generalmente, proprietari di siti e infrastrutture di trasmissione,
anche se la legge consente che tali infrastrutture possano essere
affittate da societa’ terze (tower company), attivita’ per la quale
non e’ richiesto alcun titolo abilitativo non essendo servizi di
comunicazione elettronica.
Nel caso di operatori nazionali verticalmente integrati (
abilitati cioe’ sia alla gestione della rete che alla fornitura di
programmi) la legge prescrive la separazione strutturale tra
fornitore di contenuto e operatore di rete, cioe’ la gestione
attraverso societa’ separate, sia pure riconducibili allo stesso
gruppo societario. Tale separazione, allo stato, e’ prevista solo per
la televisione digitale terrestre e non riguarda altre piattaforme
trasmissive quali il satellite e il cavo.
Il regime della televisione digitale terrestre e’ completato da
una serie di regole di best practices che mirano a salvaguardare gli
interessi delle parti terze, quali l’obbligo di non discriminazione,
per gli operatori di rete, nell’offerta di capacita’ trasmissiva a
soggetti terzi.
In tale contesto occorre sottolineare che il regime vigente dal
2001 ha previsto, per tutti gli operatori analogici che hanno
investito nel processo di digitalizzazione, il diritto a convertire
ciascuna rete analogica in digitale su una base «uno – a – uno» ( ad
una rete analogica corrisponde una rete digitale). Questo diritto e’
stato un fattore fondamentale per spingere le aziende operanti ad
investire in una nuova, e di conseguenza, rischiosa, tecnologia, ed
e’ stato il fattore trainante per il processo di digitalizzazione
delle reti televisive italiane.
4. Un aspetto che merita di essere maggiormente chiarito, ai fini
di un completo allineamento alla regolamentazione europea in materia
di reti e servizi di comunicazione elettronica, nello spirito
dell’art. 8-novies della legge n. 101/2008, riguarda l’assegnazione
dei diritti di uso agli operatori di rete a seguito dello switch-off.
5. Il nuovo art. 15, comma 1, del decreto legislativo n. 177/2005,
introdotto dalla legge 101/2008, fa salvi «i criteri e le procedure
specifici per la concessione dei diritti di uso delle radiofrequenze
per la diffusione sonora e televisiva, previsti dal codice delle
comunicazioni elettroniche, di cui al decreto legislativo 1° agosto
2003, n. 259, in considerazione degli obiettivi di tutela del
pluralismo e degli altri obiettivi di interesse generale». L’art. 27,
comma 5, del citato decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, a sua
volta, fa salvi «criteri e procedure specifici previsti dalla
normativa vigente in materia di concessione dei diritti di uso delle
frequenze radio ai fornitori di servizi di contenuto radiofonico o
televisivo».
Tale normativa appare in linea con le direttive europee, nella
parte in cui esse prevedono che gli Stati Membri possano adottare
criteri e procedure specifici nell’assegnazione dei diritti di uso
relativi alle frequenze radiotelevisive, per raggiungere obiettivi di
interesse generale. Tali procedure devono essere basate su criteri
oggettivi, proporzionati, trasparenti e non discriminatori.
I principi del pluralismo dei media, della promozione della
concorrenza, della protezione dei consumatori, della garanzia del
servizio pubblico radiotelevisivo e dello sviluppo di tecnologie
innovative, rientrano tra gli obiettivi di interesse generale
richiamati dal nuovo art. 15, comma 1, del decreto legislativo n.
177/2005, ai fini dell’individuazione dei criteri e delle procedure
specifici per la concessione dei diritti di uso delle frequenze
radiotelevisive.
Secondo la comunicazione della Commissione europea al Parlamento
europeo, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle
regioni (COM/2007/0700) «Trarre il massimo beneficio dal dividendo
digitale in europa: un approccio comune all’uso dello spettro
liberato dal passaggio al digitale», l’aumento dei canali di
radiodiffusione dovrebbe aprire prospettive di piu’ grande pluralismo
dei media, di crescita della produzione di contenuti per i media e di
servizi per gli spettatori piu’ interattivi e di migliore qualita’ ed
e’, pertanto, opportuno che le emittenti possano pretendere una parte
equa del dividendo digitale in cambio degli sforzi e degli
investimenti realizzati per lo sviluppo della tecnologia digitale.
Criteri per la completa digitalizzazione delle reti televisive
terrestri
6. L’Autorita’, ai fini della revisione della delibera n.
603/07/CONS e della delibera n. 506/08/CONS in accordo con i citati
principi e alla luce della procedura d’infrazione n. 2005/5086,
intende implementare i seguenti aspetti:
a) per consentire un pieno, efficiente e pluralistico utilizzo
della risorsa radioelettrica e’ necessario prevedere l’uso della
tecnica SFN (Single Frequency Network), gia’ sperimentata con
successo nella regione Sardegna, al fine di pianificare il maggior
numero di reti televisive possibili in ogni area territoriale, da
suddividere tra reti nazionali e reti locali. Di esse, un terzo e’
riservato, secondo la normativa vigente, alle emittenti televisive
locali. Il piano di assegnazione dovrebbe prevedere 21 reti nazionali
con copertura approssimativamente pari all’80% del territorio
nazionale da destinare al DVB-T, ed ulteriori 4 reti nazionali
sarebbero utilizzate per servizi DVB-H.
b) un equo numero di reti digitali pianificate deve essere
riconosciuto alle emittenti esistenti, per salvaguardare gli
investimenti effettuati e per permettere a tali operatori di
assicurare la continuita’ dei loro servizi televisivi attualmente
offerti in tecnica analogica, tenendo anche in considerazione i
recenti sviluppi tecnologici come l’alta definizione (HD) e
l’interattivita’. In virtu’ del principio di non discriminazione tale
regola sara’ applicata anche all’emittente Europa 7, recente
assegnataria di un canale televisivo. Questa regola di conversione
dovrebbe garantire per ciascun programma analogico capacita’
sufficiente per la trasmissione in simulcast di ciascun programma in
SDTV e in HD. Tali criteri dovrebbero altresi’ assicurare, nel
rispetto della normativa vigente e dei principi di proporzionalita’ e
non discriminazione, le opportune salvaguardie per i significativi
investimenti effettuati nel passato dalle emittenti esistenti
nell’ambiente analogico, fermo restando che dovrebbe essere
assegnabile almeno un multiplex per operatore. Sulla base di tali
criteri i multiplex nazionali necessari per la conversione del
sistema trasmissivo analogico sarebbero 8 sui 21 disponibili in
totale per le reti nazionali DVB-T.
c) La razionalizzazione delle reti digitali terrestri nazionali
DVB-T gestite dagli operatori di rete legittimamente operanti,
derivanti dall’acquisizione delle frequenze ai sensi dell’art. 2-bis,
comma 2, della legge n. 66 del 2001 e dell’art. 23, comma 3, della
legge n. 112 del 2004, comporta la loro conversione in reti
pianificate isofrequenziali, al fine di salvaguardare la
disponibilita’ della capacita’ trasmissiva messa a disposizione di
soggetti terzi in virtu’ di norme di legge o regolamentari vigenti e
di tenere nel debito conto gli investimenti effettuati dagli
operatori per lo sviluppo della tecnologia digitale terrestre nel
rispetto delle norme di legge e di regolamenti vigenti. Si calcola
che otto multiplex saranno necessari per eseguire la conversione di
tali reti. Tutti gli operatori dovranno comunque restituire allo
Stato le frequenze attualmente utilizzate in ogni Regione e, in
cambio, sara’ assegnata loro una singola frequenza per ciascuna rete.
d) La razionalizzazione delle esistenti reti DVB-H, implementate
dagli operatori attraverso il trading delle frequenze, comporta la
loro conversione in reti pianificate isofrequenziali, al fine di
riconoscere gli investimenti effettuati dagli operatori per lo
sviluppo di tali reti, nel rispetto delle norme di legge e di
regolamenti, anche in considerazione dei recenti sviluppi
tecnologici.
e) La conversione delle esistenti reti televisive locali
analogiche in reti digitali pianificate, dovra’ essere
necessariamente effettuata nel rispetto delle previsioni normative
che prevedono, come sopra detto, l’assegnazione di almeno un
terzo delle risorse trasmissive disponibili a tale comparto. Cio’
comporta che regole di conversione analoghe a quelle previste per le
reti delle emittenti nazionali si applicano anche alle reti delle
emittenti locali, con l’obbligo della restituzione delle frequenze
all’atto dello switch-off e dell’utilizzo di reti digitali
isofrequenziali.
f) la disponibilita’ di un dividendo digitale non inferiore a 5
reti televisive nazionali, oltre ad una eventuale rete DVB-H. Tali
risorse saranno assegnate attraverso procedure selettive basate su
criteri obiettivi, proporzionati, trasparenti e non discriminatori,
nel rispetto dei principi stabiliti dal diritto comunitario. Il
dividendo digitale che cosi’ si determina e’ molto piu’ alto di
quello mediamente disponibile nella maggior parte dei Paesi europei,
e cio’ e’ reso possibile anche dall’utilizzo della tecnica SFN che
realizza un guadagno addizionale di efficienza spettrale.
7. Ai fini della procedura per l’assegnazione del dividendo
digitale, nel rispetto del diritto comunitario e nazionale, saranno
previsti criteri specifici per il settore radiotelevisivo, con
l’obiettivo di assicurare le migliori possibilita’ di completamento
del processo di switch-over nei tempi prescritti e di dotare il paese
di infrastrutture di rete televisiva efficienti e in grado di
trasportare contenuti attraenti e di pregio, in accordo con gli
obiettivi di politica audiovisiva che rientrano nella competenza
esclusiva di ciascuno Stato membro. Le regole della procedura che
saranno adottate, in linea con le best practices europee, potranno
prevedere un meccanismo di beauty contest simile a quello utilizzato
in altri Stati membri, tenendo conto dei seguenti principi e criteri:
a) assicurare un uso efficiente dello spettro attraverso
l’utilizzo della SFN;
b) promuovere l’innovazione tecnologica nell’interesse sia
dell’industria, sia dei consumatori;
c) assicurare la miglior valutazione dello spettro tenendo conto
della diffusione di contenuti di buona qualita’ alla piu’ vasta
maggioranza della popolazione italiana.
Di conseguenza, le societa’ interessate all’ottenimento dei
multiplex dovranno impegnarsi a realizzare reti nazionali con la
necessaria copertura e garantendo gli investimenti
nell’infrastruttura di rete, con correlativa previsione del divieto
del trading delle frequenze associate ai multiplex oggetto della
gara, la cui durata sara’ definita nelle procedure di cui al punto
9), nonche’ ad associare fornitori di contenuti che siano in grado di
offrire nuovi bouquet che includano anche una parte di programmazione
in chiaro. Tali aspetti saranno tenuti in considerazione nella
valutazione delle proposte da parte degli operatori che
parteciperanno alla gara.
8. Circa la partecipazione alla procedura di gara, sulla base del
quadro normativo vigente essa e’ consentita a qualsiasi impresa
stabilita nello SSE in possesso dell’autorizzazione generale di
operatore di rete televisivo ai sensi dell’art. 25 del codice delle
comunicazioni elettroniche, cui il nuovo art. 15 del decreto
legislativo n. 177 del 2005 rinvia. Le imprese partecipanti non
devono essere tra loro in rapporto di controllo o di collegamento, ai
sensi dell’art. 43, commi 13, 14 e 15 del citato decreto legislativo
n. 177/2005 e dell’art. 2359, comma 3, del codice civile.
Cio’ posto, l’Autorita’ ritiene possibile, sulla base del quadro
normativo nazionale e comunitario, introdurre un rigoroso limite al
numero di reti televisive ottenibili da parte degli operatori
esistenti attraverso la predetta procedura, al fine di assicurare
analoghe opportunita’ di sviluppo a tutti i potenziali partecipanti
alla gara e rendere effettiva la parita’ di trattamento, nel rispetto
del principio di proporzionalita’ e non discriminazione.
Per maggior chiarezza, con riferimento al regime di gara, si
precisa quanto segue:
i cinque lotti messi in gara saranno suddivisi in due parti:
parte A: pari a tre lotti, riservati ai nuovi entranti e ad
altri operatori esistenti (esclusi gli operatori che prima della
conversione delle reti analogiche e della razionalizzazione dei
multiplex digitali esistenti DVB-T avevano la disponibilita’ di due o
piu’ reti televisive nazionali in tecnica analogica);
parte B: pari a due lotti, aperti a qualsiasi offerente.
Le eventuali offerte saranno comunque soggette ad un cap. Il cap.
e’ fissato ad un livello tale da impedire che, in esito alla gara,
alcun operatore possa ottenere piu’ di 5 multiplex nazionali DVB-T
(resta inteso che le reti nazionali DVB-T esistenti sono calcolate
nel cap. e che esse possono essere utilizzate solo in tecnica SFN
dopo lo switch-off). Sulla base dunque di quanto esposto nel
paragrafo 7, nel caso degli operatori integrati che attualmente
eserciscono 3 reti nazionali in tecnica analogica il cap. e’ fissato
a un multiplex. Nel caso dell’operatore integrato che attualmente
esercisce 2 reti nazionali in tecnica analogica il cap. e’ fissato a
due multiplex. Nel caso in cui ciascuno degli operatori integrati che
attualmente hanno la disponibilita’ di 3 reti nazionali in tecnica
analogica sia vincitore della gara, questo sara’ obbligato a cedere
il 40% della capacita’ trasmissiva di tale multiplex a terzi
fornitori di contenuti non integrati. Nel caso in cui l’operatore
integrato che attualmente ha la disponibilita’ di 2 reti televisive
in tecnica analogica sia vincitore dei due multiplex in esito alla
gara, questo sara’ obbligato a cedere il 40% della capacita’
trasmissiva di uno di tali due multiplex a terzi fornitori di
contenuti non integrati.
Resta inteso che l’obbligo di cessione del 40% della capacita’
trasmissiva del multiplex in questione si applica dal momento
dell’effettiva assegnazione del multiplex nazionale all’operatore
integrato vincitore della gara e restera’ in vigore per un periodo di
cinque anni dopo la data dello switch-off nazionale. La cessione del
40% della capacita’ trasmissiva si svolge sulla base una selezione
condotta sotto il controllo dell’Autorita’ in modo da garantire
condizioni orientate al costo ed e’ sottoposta, durante il periodo di
applicazione, al monitoraggio dell’ Autorita’ secondo le procedure
gia’ applicabili al riguardo.
9. In base al quadro normativo vigente, derivante, inter alia, dal
combinato disposto dell’art. 1, comma 6, lettera c), n. 6, della
legge n. 249 del 1997 e dell’art. 29 del decreto legislativo n. 259
del 2003, l’Autorita’ adotta le procedure di assegnazione dei diritti
di uso delle frequenze televisive e il Ministero dello sviluppo
economico (gia’ Ministero delle comunicazioni) adotta i relativi
provvedimenti attuativi (disciplinari e bandi di gara) e provvede
all’assegnazione dei diritti di uso agli operatori selezionati
all’esito della procedura stessa. Nel rispetto di tale riparto di
competenza, l’Agcom provvedera’ all’adozione delle procedura di sua
competenza per l’attribuzione del dividendo digitale entro la prima
meta’ dell’anno 2009.
10. Una misura che facilita la realizzazione delle reti
trasmissive digitali terrestri da parte degli operatori nuovi
entranti e rende effettivo lo sviluppo in tempi ragionevoli di dette
reti, puo’ essere data dall’obbligo di offerta di servizi di
trasmissione a prezzi orientati ai costi da parte degli operatori
esistenti che gia’ dispongono di reti di estesa copertura sul
territorio nazionale. Nel rispetto del principio di proporzionalita’,
l’Autorita’ ha in animo di integrare, a seguito di apposita
consultazione pubblica, l’art. 21 del regolamento per la
radiodiffusione terrestre in tecnica digitale di cui alla delibera n.
435/01/CONS e successive modificazioni e integrazioni, prevedendo che
gli operatori esistenti che dispongono di coperture di rete estese
offrano servizi di trasmissione a condizioni di orientamento al
costo, agli operatori di reti digitali terrestri nuovi entranti, per
un periodo di cinque anni dalla stipula dei relativi accordi. In ogni
caso, gli operatori richiedenti possono adire l’Autorita’ al fine di
ottenere una pronuncia vincolante, secondo le procedure appositamente
previste per la risoluzione delle controversie tra operatori di cui
alla delibera n. 352/08/CONS, da attuare retroattivamente dalla data
di stipula dell’accordo.
Per maggior chiarezza, a tal proposito, si precisa quanto segue: i
terzi richiedenti godono di un diritto di accesso, a condizioni
economiche orientate ai costi, per un periodo di cinque anni. Il
periodo di cinque anni e’ calcolato dal momento dell’effettivo
accesso da parte dei terzi richiedenti. Un eventuale rifiuto
dell’accesso potra’ essere giustificato solo da ragioni di obiettiva
impossibilita’, che saranno soggette al controllo dell’Autorita’.
I terzi richiedenti l’accesso potranno chiedere in ogni momento
una decisione dell’Autorita’. Il procedimento si concludera’ con una
decisione vincolante dell’Autorita’, entro un periodo di ragionevole
durata. L’accesso non potra’ essere interrotto o sospeso durante il
procedimento dell’Autorita’ o durante l’eventuale contenzioso
instaurato davanti alle autorita’ giurisdizionali competenti in
relazione alla decisione dell’Autorita’.

AUTORITA’ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI – DECRETO 7 aprile 2009

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